Alimentazione HOME PAGE — 05 luglio 2012

Autore: Dott. Francesco Aversano

Dopo Scipione l’africano è stata la volta di Caronte traghettatore di un caldo torrido, ora sarà Minosse anticiclone subtropicale a portare il caldo sahariano dell’estate, allora proviamo a combattere il grande caldo con alcuni consigli.

Durante l’attività fisica si ha un notevole incremento della produzione di calore con aumento progressivo della temperatura corporea, in queste condizioni, l’unico meccanismo in grado di permettere la cessione di calore è rappresentato dall’evaporazione del sudore, prodotto con il meccanismo della sudorazione. L’evaporazione del sudore consiste nel passaggio di questo liquido, prodotto dalle ghiandole sudoripare, allo stato gassoso (vapore acqueo). La sola sudorazione non determina nessuna perdita di calore se non vi è una contemporanea evaporazione. Le attività sportive svolte in condizione climatiche di afa, cioè  con un tasso elevato di umidità che riduce la quantità di sudore evaporato, costringono l’organismo a sudare sempre di più con una notevole perdita di acqua, che può raggiungere anche i 5-6 litri.

L’importanza di una corretta idratazione per un atleta è di vitale importanza, infatti, una perdita idrica pari al 5% del volume di acqua totale comporta una riduzione del 30% della prestazione dell’attività muscolare. Questa perdita di liquidi insieme ai loro sali vanno reintegrati per evitare le gravi situazioni connesse alla disidratazione: calo di rendimento del lavoro muscolare,  comparsa di crampi, sensazione di affaticamento, esaurimento psicofisico, colpo di calore. Con La disidratazione, vi è anche una riduzione della portata cardiaca (quantità di sangue che il cuore spinge verso i tessuti in un minuto) per far fronte alle necessità della termoregolazione, in questi casi una quota rilevante della portata cardiaca è dirottata verso la cute, piuttosto che verso i muscoli anch’essi bisognosi di sangue durante la corsa.

è necessario quindi reintegrare i liquidi e anche i sali minerali. Ciò deve avvenire nella giusta misura, non abusando di elettroliti, come spesso invece avviene da parte dell’atleta.

Vediamo alcuni consigli:

 

  • La bevanda ideale dovrebbe essere ipotonica, cioè con bassa concentrazione di sostanze disciolte: dovrebbe avere un discreto potere energetico, una elevata velocità di svuotamento gastrico e di assimilazione intestinale, generare una risposta insulinica modesta, avere una forte capacità reidratante. Le bevande troppo zuccherate rallentano lo svuotamento gastrico e quindi il liquido entra nel circolo ematico in ritardo. In tal modo il reintegro idrico-salino avviene più tardi innescando il processo digestivo.
  • E’ di vitale importanza reintegrare questi preziosi minerali facendo il pieno di alimenti ricchi di sali minerali come verdura e frutta.
  • Consumare cibi freschi e crudi è di grande aiuto per combattere la disidratazione anche perché conservano meglio i principi nutritivi.

 

 

 

Dott. Francesco Aversano
Biologo Nutrizionista
Spec. In Biochimica Clinica
Dottore di Ricerca in Biotecnologie Mediche
Accademia Internazionale Nutrizione Clinica
www.studioaversano.com
Cell. 3932778689

 

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