Cronaca HOME PAGE — 02 luglio 2012

Si chiude con il quinto posto di Emaneuele Abate nei 110hs (13.43, +0.5) il Campionato Europeo di Helsinki per la squadra italiana. La quinta giornata ha visto gli azzurri cogliere altri tre ottavi posti: quello di Elena Romagnolo nei 10000 metri (32:42.31), quello di Haidane nei 1500 metri (in una gara tattica, 3:47.79) e quello di Claudio Michel Stecchi nel salto con l’asta (5,40). Dodicesima Tamara Apostolico nel lancio del disco (56,15), ritirata Nadia Ejjafini nei 10000 metri (dopo sei chilometri percorsi con le migliori), eliminato Paolo Dal Molin nella semifinale dei 110hs (13.85, -1.1). Tre medaglie (l’oro di Fabrizio Donato nel triplo, l’argento di Daniele Meucci nei 10000 metri, il bronzo di chiara Rosa nel getto del peso), diciotto finalisti, sessanta punti e ottavo posto nella relativa classifica (undicesimo nel medagliere): i dati che sintetizzano i cinque giorni di gara dei 59 atleti (32 uomini e 27 donne) convocati dal Dt Francesco Uguagliati. Brillano, oltre alle medaglie, le belle prestazioni di diversi giovani, a conferma della bontà della scelta di includere nella formazione assoluta i migliori Under 23. Nel passivo vanno invece alcune controprestazioni e la delicata situazione di tre delle quattro staffette. Dopo gli Assoluti di Bressanone del prossimo fine settimana (6-8 luglio), comincerà il volo verso i Giochi di Londra. 

La cronaca delle gare

110hs

Alla fine, con ogni probabilità, pesano soprattutto i due centesimi che hanno diviso, nella semifinale, il greco Douvalidis da Emanuele Abate. Con l’azzurro battuto, ed al terzo posto, la corsia della finale è diventata la prima, lontana da quelle, centrali, del russo Shubenkov e del francese Darien, i principali pretendenti al podio. Prede difficili da inseguire stando al largo. Il racconto della corsa. Il via del ligure (con relative prime due barriere) non è granché, e la consueta bella rimonta finale, con arrivo a beffare l’olandese Sedoc, non produce più del quinto posto (13.43, +0.5). L’oro va a Shubenkov, 13.16; l’argento a Darien, 13.20; il bronzo al polacco Noga, 13.27 (record nazionale eguagliato). In mezzo, anche il tedesco John (13.38). In definitiva Abate, per salire sul podio, avrebbe avuto bisogno di correre al di sotto del suo record italiano (13.28). L’Europeo del poliziotto di Alassio resta di notevole livello.

1500m uomini

Raramente si era vista una prova così tattica in una finale europea. Ritmo da corsa sul posto per almeno due giri (2:09.53). Poi, l’esplosione, con conseguente doppia caduta a centro gruppo. Dagli 800 ai 1000 Abdellah Haidane è bravo a portarsi al comando, preparando l’attacco e togliendosi dal rischio di finire per terra. Il lettone Jurkevics lo chiude però all’attacco dell’ultimo giro, costringendolo a tagliare più volte il passo. La fila si allunga sul rettilineo opposto, e Haidane non riesce a recuperare sulla testa della corsa: la volata sul rettilineo premia il norvegese Ingebrigtsen, che copre gli ultimi 300 metri in 40.4. Haidane si fa soffiare l’ottavo posto, buono per la classifica a punti, da Goran Nava, proprio sul traguardo: 3:47.74 il crono del serbo, 3:47.79 quello dell’azzurro. La successiva squalifica del turco Ozbilen restituisce però a Haidane il ruolo di finalista. 

Disco donne

Il sogno di Tamara Apostolico di infrangere il muro dei 60 metri, avvicinato in stagione, non si realizza a Helsinki. La 23enne azzurra chiude la finale al dodicesimo posto, con una miglior misura di 56,15. In cima alla classifica, la battaglia è di altissimo livello: si impone la croata Sandra Perkovic, che fionda il suo disco, alla terza prova a disposizione (dopo due nulli!), alla bella misura di 67,62. L’argento va alla tedesca Muller (65,41), mentre il bronzo finisce al collo dell’ucraina Semenova (62,91).

Asta uomini

Una delle gare più belle e più combattute dell’intera manifestazione. La vince Renaud Lavillenie con la miglior misura mondiale dell’anno, 5,97, piegando, al termine di una battaglia fatta di sorpassi e continui colpi di scena, i tedeschi Otto (secondo, 5,92), Holzdeppe (terzo, 5,77), e Mohr (quarto, 5,77). Lavillenie, dopo l’ingresso a 5,60 (riuscito al secondo tentativo), è costretto a saltare 5,77, 5,82 (alla terza), e poi, tutte alla prima, 5,87, 5,92 e 5,97. Una serie infinita, pareggiata da Otto a 5,92, ed il cui “passo” a 5,97 costringe il francese ad affrontare, ancora in gara con il tedesco, la quota di 6,02! Entrambi i rivali sbagliano, e Lavillenie conferma l’oro di Barcellona 2010. Per Claudio Michael Stecchi, cinque salti in totale: i primi due (riuscito il secondo) a 5,40; i successivi tre, tutti falliti, a 5,50. Manca ancora un pizzico di velocità d’ingresso, ma il fiorentino è comunque da elogiare per il cammino nell’Europeo. Lo score dice ottavo posto, cioè finale continentale a pieno titolo. 

10000m donne

L’attesa per la prova di Nadia Ejjafini si spegne dopo poco più di sei chilometri. L’azzurra abbandona la corsa, e lascia l’onere di rappresentare l’Italia alla sola Elena Romagnolo. Ci vogliono poco più di quattro chilometri perché la gara prenda una sua fisionomia definita. E’ il momento in cui va al comando l’irlandese Fionnuala Britton, la donna accreditata del miglior tempo tra le iscritte. Dopo un  passaggio ai 5000 metri in 15:59.85, restano in sette al comando. E l’esatto momento in cui Nadia Ejjafini abbandona la corsa, mettendosi a sedere all’interno della pista. Ancora 800 metri, e la portoghese Dulce Felix rompe gli indugi, cambiando seccamente e scavando tra sé e le altre un divario di circa 40 metri. Elena Romagnolo è nel gruppetto successivo, con le portoghesi Dias e Carneiro, in lotta per le posizioni dal settimo posto in avanti. La situazione non muta più: Felix vince in 31:44.75, davanti alla britannica Jo Pavey (in rimonta nel finale), 31:49.03, e all’ucraina Olha Skrypak, 31:51.32. Elena Romagnolo è ottava, in 32:42.31.

110hs

Emanuele Abate non manca l’appuntamento con la finale degli Europei. La semifinale è superata con un terzo posto da 13.39, quarto crono tra gli ammessi al turno decisivo. Fuori Paolo Dal Molin, che si ferma a 13.85. Il primo azzurro ad andare in gara è proprio Dal Molin. Con lui, il favorito per l’oro, il russo Sergey Shubenkov, campioncino in grande ascesa nella borsa dell’atletica continentale. L’Europeo dà finalmente la possibilità di vederlo nel dettaglio. La posizione sui blocchi è particolarmente raccolta, l’avvio esplosivo. Sulle barriere il russo è estremamente rapido, così come negli appoggi al suolo. Sceso dal decimo ostacolo, non spinge particolarmente, e, malgrado il vento contrario (-1.1) centra la miglior prestazione europea dell’anno ed il record nazionale russo, 13.09. Niente male davvero. Paolo Dal Molin si mette bene in moto, ma poi urta il secondo ed il terzo ostacolo, perdendo l’assetto ed il contatto con i migliori. Arriva quasi al passo, al sesto posto, in 13.85. Nell’ultima semifinale Emanuele Abate affronta il francese Garfield Darien, altro pronosticato per le medaglie. All’avvio l’azzurro è un po’ esitante, ma poi, con il passare delle barriere, risale la corrente, portandosi al fianco del greco Douvalidis, la rivelazione del torneo continentale. Darien avvolge gli ostacoli con estrema naturalezza, e va a vincere in 13.15 (-0.3); dietro di lui, Abate non completa la rimonta sul greco, che è secondo in 13.37, record nazionale. Ma l’italiano è lì, in 13.39, terzo. Si qualifica grazie al ripescaggio con i tempi, seppure con un crono inferiore a quello del polacco Noda, vincitore della prima semifinale, e di altri due qualificati direttamente. Abate ha il quarto tempo del lotto. Il segno che la fiducia sta tornando a far girare velocemente le sue gambe. Molto velocemente. 

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Peluso

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