Cronaca — 22 giugno 2006

La 100 km belga ‘Nacht Van Vlaanderen’ svoltasi a Torhout venerdì 16 ha ospitato il Campionato Europeo 2006 della 100 km su strada. Nella stessa città, ricordiamo che Mario Fattore si aggiudicò sua prima maglia iridata e la prima in assoluto nella storia dell’Ultramaratona Italiana.


 


Partiti alle ore 20, gli atleti hanno corso per circa 3 ore alla luce del giorno, mentre per il resto della gara si sono immersi in questa Notte delle Fiandre, che quest’anno è stata particolarmente fredda, con temperature minime sotto i 15 gradi. Dopo aver percorso un circuito iniziale di una decina di km ricavato nel Parco di Groenhove, i partecipanti al Campionato europeo (150 circa, compresi gli open) hanno ripetuto tre volte un altro circuito di circa 29 km, per giungere finalmente nella gremita Piazza del Municipio.


 


La delegazione italiana, guidata in rappresentanza ufficiale della Federazione Italiana di Atletica Leggera da Franco Ranciaffi e Stefano Scevaroli, componenti della Commissione Tecnica della Iuta, era arrivata in Belgio consapevole di aver allestito comunque una buona formazione, nonostante le programmate assenze di qualche atleta. Questo Campionato Europeo giungeva infatti solamente 3 settimane dopo il Campionato Italiano Fidal di 100 km svoltosi a Faenza e soprattutto a 4 mesi di distanza dall’appuntamento più importante dell’anno, ovvero il Campionato mondiale della 100 km, che si disputerà il giorno 8 ottobre in Korea a Misari (a 20 km da Seoul).


 


La squadra italiana maschile era composta questa volta da Andrea Bernabei (capitano), Mario Ardemagni, Marco Boffo (matricola), Pio Malfatti e Massimiliano Monteforte (matricola). La squadra femminile era formata da Paola Fuschini (capitana), Monica Casiraghi, Giovanna Cavalli e Lorena Di Vito, mentre Elvira Zoboli all’ultimo momento aveva dovuto rinunciare alla trasferta per motivi familiari. Al seguito della squadra ha partecipato nella gara open anche il campione italiano 2005 della 100 km su pista Michele Caffi. Le pedine più importanti per una medaglia individuale erano decisamente Monica Casiraghi e Mario Ardemagni, con Giovanna Cavalli che poteva inserirsi potenzialmente (ricordiamo che nel 2004 colse un superlativo 8h 00:22).


 


Le fasi iniziali della gara hanno confermato le aspettative con le nostre punte di diamante Monica Casiraghi e Mario Ardemagni nelle posizioni di testa. In particolare Monica ha sembrato spadroneggiare fino a metà gara, transitando in testa ai primi 8 punti di rifornimento, con un vantaggio, che ha toccato una punta massima di 3’10’. Dal canto suo Mario si è insediato quasi subito in seconda posizione, preceduto dallo spagnolo Josè Maria Gonzales in grande condizione.


 


Regolare e sicura è stata l’andatura degli altri componenti sia della squadra maschile, sia di quella femminile. Marco Boffo ambiva ad una prestazione intorno alle 7 ore, Massimiliano Monteforte è partito leggermente più prudente, ma poco dietro a Marco, Andrea Bernabei e Pio Malfatti (una decina di secondi al km più lenti di Boffo) hanno proceduto all’inizio appaiati, poi Bernabei si è portato un po’ avanti. Tra le altre nostre ragazze, la più intraprendente è stata Giovanna Cavalli, che ha seguito dall’inizio la compatta pattuglia francese (tre di loro correranno insieme fino alle fasi conclusive della gara), sul passo delle 8 ore di gara. Più tranquilla la condotta di gara di Lorena Di Vito e Paola Fuschini, che hanno preferito correre insieme per tutta la gara: Paola con l’intento di ripetere o migliorare anche di poco il suo personale stabilito nel 2005 (9h 34:58), Lorena, sebbene avesse un personale di 8h 38:15 conseguito lo scorso anno, ha preferito stare sul passo di Paola, nel timore di risentire della stanchezza del viaggio effettuato in camper e terminato solamente sei ore prima del via (ferie non concesse).


 


Mentre ci preparavamo a rilevare i nuovi passaggi al km 61,2 e nel contempo a riferire agli atleti quelli precedenti, è arrivata la prima ‘brutta notizia’: al rifornimento del km. 40,7 si era fermato dolorante Michele Caffi, a causa del riacutizzarsi del guaio muscolare che lo aveva infastidito 45 giorni prima.


La serie delle notizie sfortunate ha proseguito subito con una ‘bastonata’ del tutto imprevista, pervenuta telefonicamente: Mario Ardemagni si era fermato (Mario ci dirà nel dopo-gara di aver sofferto dei problemi allo stomaco e – dopo aver percorso dei tratti al passo nel tentativo di superare la difficoltà – di essersi trovato completamente svuotato di energie). Non era passata più di mezz’ora e è arrivata un’altra brutta ‘tegola’: anche Monica si è fermata (per lei dissenteria). Ma non era tutto purtroppo: mentre lo cercavamo (non era transitato ad un posto di rifornimento da noi presidiato), si era fermato anche Monteforte (poco dopo sapremo che anche lo stop di Massimiliano era dovuto a dissenteria).


 


La seconda parte della competizione fortunatamente non ci ha più riservato brutte sorprese, con Boffo, Bernabei e Malfatti determinati a conseguire un buon risultato individuale ma anche di squadra (devono arrivare almeno tre atleti): per loro un buon passaggio al km. 69,5 (Boffo in 4h 48′ Bernabei in 4h 58′ e Malfatti in poco più di 5h 10′). Così anche le ragazze hanno proseguito la loro azione senza incertezze particolari, con Giovanna che si è trovata per un lungo tratto anche al quarto posto a pochi secondi dalle tre transalpine battistrada, ma seguita da una regolarissima Schinherr-Holscher, la tedesca che nell’Europeo 2005 arrivò seconda battuta in volata dalla nostra Casiraghi.


 


Riusciamo a vivere la fase finale della gara, grazie allo scambio telefonico di informazioni tra le nostre postazioni. Tra gli uomini c’è la rimonta nel finale del bielorusso Bula, che sopravanza prima il russo Vishnyagov (che finirà 23° in grossa crisi poco sopra le 7h 30′) e poi anche i due francesi, concludendo con il secondo posto in 6h 33:56. Il terzo posto se lo aggiudica in volata il transalpino Yannick Djouadi (6h 38:19) davanti al connazionale più titolato Pascal Fetizon. Ma soprattutto c’è la grande vittoria con l’ottimo tempo di 6h 23:44 dello spagnolo Jose Maria Gonzales, buon maratoneta da 2h 14′ alla sua seconda 100 km. Il rendimento complessivo degli azzurri uomini viene concretizzato al meglio possibile dai tre superstiti. Marco Boffo ci regala un momento di soddisfazione con l’ottimo 13° posto e un personale cronometrico migliorato (7h 05:29), che dimostra le sue indubbie qualità e potenzialità. Anche Andrea Bernabei onora la sua fascia di capitano con una prestazione molto positiva (7h 16:39) e un buon 16° posto. Pio Malfatti regge un buon ritmo nel finale e chiude sprintando, nella convinzione di agganciare un risultato di squadra positivo, che arriva con un quarto posto davanti alla Germania per soli 51′: un piazzamento comunque positivo se teniamo conto che sono state 12 le squadre europee che hanno potuto classificarsi.


 


Tra le donne il finale è ancora più avvincente: la tedesca Schinherr-Holscher ha concretizzato una grande rimonta ed è già al comando, avendo superato le francesi e prima ancora la stessa nostra Giovanna Cavalli, la quale sta stringendo i denti per conservare un’importante quinto posto, obiettivo che conseguirà in effetti accompagnato dall’ottimo tempo di 8h 18:40 che corrisponde alla sua seconda miglior prestazione personale di sempre, peggiore solamente del 8h 00:22 conseguito nel 2004. Così come tra gli uomini, se non ancora di più, anche tra le nostre ragazze non è mai mancata la convinzione di poter agganciare un risultato di consolazione. Innanzitutto c’è sempre stata la speranza di ottenere una prestazione individuale di rilievo da parte di Giovanna Cavalli, che è arrivata puntualmente e poi quella di una riconferma del terzo posto di squadra del 2005. C’è stato un momento assai difficile psicologicamente, legato allo stop di Monica, ma quasi contemporaneamente è arrivata anche la notizia del ritiro della Savoskina, la migliore delle russe ed inoltre da diversi km non si avevano notizie della seconda russa Karasheva. Così la possibilità di agguantare nuovamente il podio si è fatta più concreta per le nostre ragazze. Importante è stata sicuramente la scelta da parte di Lorena Di Vito e Paola Fuschini di correre insieme, che ha assicurato loro una certa tranquillità tattica.


 


Ci preme concludere inviando un segnale forte di incoraggiamento a quegli atleti, che hanno trovato in questo Europeo una forte amarezza e delusione anziché le meritate soddisfazioni dopo mesi di lavoro, sacrifici e fatica, ma anche un plauso a coloro che hanno invece trovato un riscontro tecnico significativo.


 

Autore: Comunicato I.U.T.A. (Commissione Tecnica )

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