Maratone e altro slide — 05 febbraio 2015

Ludovico CarozzaDodici maratone in 12 mesi potrebbe essere il titolo di un libro, ma non lo è.
E’ il titolo di una temeraria avventura podistica cominciata lo scorso febbraio a Napoli e conclusasi qualche giorno fa in un piccolo comune sulla costa ionica in provincia di Taranto popolato d’estate e quasi deserto d’inverno.
La prima tappa di questo intenso tour è stata Napoli.
Una scelta non casuale, troppo bella la città per resistere alla tentazione di correrci un’intera maratona. Pozzuoli, Lungomare Caracciolo ed il centro storico una cornice perfetta per una serena domenica di sport.
La conclusione di questo mio personalissimo circuito è avvenuta qualche giorno fa a Castellaneta Marina, l’unica maratona che si corresse al sud nel mese di gennaio su un tratto di lungomare da ripetere almeno 24 volte.
Di mezzo ci sono state altre 10 maratone, che a volte sono sconfinate in delle ultra come la Strasimeno, tappa obbligatoria per chiunque voglia avvicinarsi alla 100km del Passatore, che con i suoi 58km ha segnato il mio ingresso nel mondo degli Ultra maratoneti o la maratona del Lamone, a Russi, la prima tappa del trittico di Romagna.
A maggio sono arrivato a Firenze con l’intenzione di giungere a Faenza di corsa o al massimo camminando. Beh, ho fatto entrambe le cose, quando non ce la facevo più a correre camminavo e per alcuni tratti forse barcollavo; non avrei mai pensato di percorrere 5km in quasi due ore, ma ciò che mi consola di più è che non ho mollato mai. La 100km del Passatore è stata la gara più bella dell’anno. Emozionante, dura, cattiva nelle salite, dolce nelle discese, impietosa nei suoi sbalzi di temperatura, poetica per il paesaggio, in poche parole unica.
E poi a quasi un mese di distanza: la Pistoia-Abetone. La gara su strada più dura d’Italia. 50km a fine giugno, di cui 36 in salita, un’infinità di curve e tornanti, che se non pianificati nei minimi dettagli possono mettere a dura prova le capacità fisiche (e soprattutto mentali) di chiunque.
E come non citare l’ecomaratona del Ventasso…
quest’anno in compagnia della pioggia che l’ha resa ancora più affascinante e con i suoi sentieri impraticabili ha spinto gli atleti a ragionare sul più piccolo dei movimenti per evitare imprevisti o rovinose cadute che avrebbero potuto compromettere la propria gara. Busana come sempre fantastica per il calore nell’accogliere i propri ospiti maratoneti…
Ad agosto per non farmi mancare nulla prendo parte alla mia prima 6ore. Sei ore di corsa.
Si è corso in Calabria in un piccolo comune in collina da cui si vede il mare, in una frazione di Lamezia Terme, a Curinga. Un posto incantato dove il tempo sembra essersi fermato, un ambiente familiare ed entusiasta ha accolto e incoraggiato tutti i maratoneti fino alla fine della gara. Ricordo con simpatia che uno degli speaker della manifestazione sia stato il prete del paese che tra una messa e l’altra sia stato per ore ad incitare gli atleti. Per la cronaca sono riuscito a correre 54 km… l’ultima gara con la canotta dell’Atletica San Nicola.
A settembre nasce la nostra nuova società, l’Atletica San Marco Evangelista, un sogno nel cassetto che si realizza e con non pochi sforzi prendo parte ad un’altra 6 ore, questa volta a Lavello, in provincia di Potenza, mancava ancora la Basilicata. Il circuito era poco più di un km e nel meglio della forma riesco a percorrere 61km e a conquistare il primato di categoria, una bella botta di vita.
A ottobre si passa per l’Abruzzo per la maratona di Pescara, un’ottima manifestazione, corsa interamnete sul lungomare che unisce Montesilvano a Francavilla a mare, passando per Pescara. Difficile non ricordare i 30 gradi che hanno accompagnato tutti gli atleti per buona parte della gara ed il buonissimo coordinamento da parte degli organizzatori.
Archiviato l’Abruzzo mi tocca il Lazio. La scelta è caduta non sulla celeberrima maratona di Roma, ma sulla semisconosciuta maratona di Rieti. Un ottimo evento con partenza ed arrivo sulla famosissima pista che ogni anno ospita uno dei più importanti meeting di atletica leggera italiani, dove hanno corso gente del calibro di Mennea. All’ombra del Terminillo corro quasi in solitaria tutti e 42km, un esercizio interiore per trovare dentro di me qualche risposta che alla fine forse non troverò mai.
A dicembre si corre in Puglia la prima maratona delle cattedrali; un percorso davvero suggestivo, 42km che partono da Trani e terminano a Giovinazzo, passando per Bisceglie e Molfetta, una gara non semplice poiché al ventesimo km è arrivata una fastidiosissima pioggia gelata, inoltre non è stato facile gestire mentalmente gli ultimi 8km per i continui cambi di direzione tra le stradine del borgo antico di Giovinazzo.
E poi l’ultima gara a Castellaneta Marina, una sei ore su un percorso di 1.800m.
E’ stato come se stessi percorrendo l’ultima tappa del giro d’italia. Rilassato dal primo metro, senza grandi pretese, correndo per oltre 4 ore immerso in una simpatica cornice in compagnia di tanti amici.
Queste dodici gare sono state uno splendido viaggio interiore che mi ha dato la possibilità conoscere tante storie personali e realtà che nemmeno immaginavo prima. Ho conosciuto tanta gente ed ho avuto la conferma che la vittoria più grande non è riuscire a superare gli altri, ma i propri limiti. Ho conosciuto persone incredibili: chi ha corso 110 maratone in un anno e chi farà una gara da 420km attraverso i ghiacciai del Canada con una slitta al seguito. Alla fine chiunque ha voglia di correre può farlo dove, quando e come vuole, l’importante è farlo riuscendo a non abbattersi mai.
Concedetemi un mega ringraziamento a Daniela, unica e paziente compagna di viaggio, senza la quale difficilmente sarei riuscito a perseguire il mio obiettivo.
Una dedica, a mio padre.

Ludovico Carozza

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