Cronaca — 30 dicembre 2009

A Natale si offrono doni. Ed uno grande è stato offerto ai maratoneti dalla Napoli Nord Marathon: la totale chiusura al traffico della costa amalfitana-sorrentina. Questo è stato l’evento che ha caratterizzato la 1^ Edizione, l’aver trasformato la riviera in una passerella dedicata agli umili faticatori della domenica. Ai 400 podisti, che hanno corso i 42,195 km che separano Maiori da Sant’Agnello, è stato elargito un privilegio mai concesso ad un Capo di Stato, divo del cinema, uomo di cultura. Neppure a Maradona! Oggettivamente, non è stata impresa facile, data l’assenza di percorsi alternativi in un sito che è croce e delizia. Paziente deve essere stata l’opera di mediazione con le strutture turistico-ricettive ed  i responsabili del traffico. Da queste parti, può darsi che le ciambelle facili non riescano col buco; li inviti a nozze se debbano misurarsi con le cose difficili.
Non si montino la testa! Questo è stato l’unico loro merito. Il resto è opera di altri. Tutti sanno come si sia formata la costiera. Dio, creata la Terra, si commosse per l’opera compiuta, e pianse. Una calda lacrima cadde dall’occhio lucido, ed andò a formare la costa amalfitana-sorrentina. Fu l’ultimo ritocco alla creazione del mondo, la perla che porta impressa la firma del Creatore. E’ una prova empirica dell’esistenza di Dio.
Ma diamo a Dio quel che è di Dio, e a Cesare quel che è di Cesare. Il mare e la montagna non sono sufficienti per farne di un luogo il più bello del mondo. E’ richiesto un terzo requisito: il genio dell’uomo. Cominciarono i romani a costruire ville patrizie, hanno continuato i successori col fondare la storica Amalfi, la romantica Positano, l’ammaliante Sorrento. Le case stanno una sull’altra reggendosi a vicenda, e tutte insieme si aggrappano alla roccia per non precipitare a mare. Qualcuno dice che di abitazioni ne abbiano costruite troppe; come si fa a resistere alla tentazione con tanta bellezza! Qui non si teme l’inverno. Quando gli alberi perdono le foglie decidue, gli agrumeti, coltivati su terrazzamenti impossibili, rendono eterna la primavera.
Qual è stato l’errore degli organizzatori? Si sono illusi che le emozioni innescate dai dirupi, dai profondi fiordi, dal profumo di limoni ed arance, dai presepi ricavati negli anfratti, dalle leggende dei luoghi potessero fornire energia ai muscoli. Avrebbero dovuto sapere che le miofibrille hanno bisogno di carboidrati, e lo stomaco di qualche cibo solido.
In compenso, si sono riscattati all’arrivo. La maratona, cominciata con un dono, è finita con un altro dono: a chi ha concluso la gara è stata restituita la quota d’iscrizione. Sono cose che avvengono lì dove il mare luccica e spira forte il vento!

Autore: Michele Rizzitelli

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