Cronaca — 04 ottobre 2011

L’estate è finita, ma soltanto da un punto di vista astronomico, infatti da quello metereologico siamo ancora nel vivo della stagione più calda. Ben lo sanno i quasi 500 atleti che ieri si sono cimentati nella XXXIII Maratonina del Carso, gara organizzata dal Marathon Trieste valida come 7ª prova dell’XI Trofeo Provincia di Trieste, la prima dopo le ferie. Siccome ci si trova sempre a lamentarsi precisiamo come decisamente sia meglio questo clima rispetto alle intemperie vissute lo scorso anno in occasione della Su e Zo pei Clanz! Tornando alla ‘mezza’ di ieri, il percorso è quello – duro – ormai noto a tutti. Partenza da Piazza S.Rocco ad Aurisina, risalita della Strada Provinciale 1 fino in Località Campo Sacro dove si svolta a sinistra, passaggio sul ponte che sovrasta l’autostrada e proseguimento verso Samatorza, punto di viraggio; ritorno sullo stesso tracciato con unica differenza nell’arrivo, sito nell’area ‘Sokol’, a poche centinaia di metri dalla partenza.


Occhi puntati su Stefano Zancan (Generali) e David Daris (Marathon), in assenza di un altro dei soliti protagonisti delle prove del Trofeo, Gianmarco Pitteri (Pool Sport) impegnato nella Maratonina delle Città del Vino disputatasi nel Medio Friuli. Il portacolori delle Generali parte subito forte, con un David Daris che dopo aver perso una ventina di metri sembra tenere il passo. Dietro gli inseguitori, invece, pur macinando un ritmo di tutto rispetto accusano un discreto distacco; tra un po’ riparleremo di loro, ma torniamo un attimo sulla testa della corsa, dove Zancan appena svoltato in direzione Gabrovizza incrementa il vantaggio sul principale rivale di giornata. Questo è decisamente l’allungo decisivo e nel finale, stabilite le posizioni, forse né lui né Daris dànno il massimo. Con questo non si vuole sminuire la loro prestazione, tutt’altro si desidera enfatizzare come i loro tempi siano straordinari, in primis Zancan che chiude sotto l’ora e dieci – 1h09’15’ per l’esattezza , ma anche Daris che fa segnare un ottimo 1h11’31’. Notando una certa frequenza di partecipazione di Zancan nelle mezze maratone, gli chiediamo se sia questa la sua specialità o comunque la sua tipologia di gara preferita. Lui replica: «Sinceramente mi piace di più la maratona, ma poi per motivi di lavoro non riesco mai ad allenarmi molto e devo per forza di cose ‘deviare’ sulla mezza. Fortunatamente in questo periodo sono riuscito a mettere su abbasta chilometri; proprio martedì ne ho fatti 26 e venerdì 22, quindi sto ponderando la partecipazione alla Maratona di Torino o quella di Firenze.» Il nostro in bocca al lupo a Zancan, ma ora passiamo a David Daris, il quale – pure lui per motivi lavorativi – in luglio e agosto non ha avuto costanza nella preparazione e così è da solo un mesetto circa che ha ripreso con gli specifici: «Ero alla prima gara da giugno pertanto non mi interessava spingere troppo. Oggi è stato indubbiamente un buon test, che mi aiuterà a chiarirmi le idee sui progetti da qui a fine anno.» E ora ritorniamo al gruppo inseguitore, a giocarsi l’ultimo gradino del podio; Paolo Massarenti del Gruppo Sportivo San Giacomo sembra avere un piccolo, ma prezioso, margine su Mirko Janjatovič del KGT Papež Kamnik e Maurizio Sciucca. Quest’ultimo ha ripreso a correre dopo un anno di pausa prevalentemente perché l’amico Paolo Giberna ha rifondato il Federclub, in memoria della moglie Fiorella, scomparsa prematuramente causa un male ancora oggi incurabile. Proprio per questo la missione del Federclub è quella di raccogliere fondi che poi verranno donati al Burlo in favore della lotta contro il cancro. Ci vien difficile ritornare alla cronaca dopo questo inciso, ma ci proviamo. Massarenti conserva il gap sul duo Janjatovič/Sciucca, con il secondo che riesce ad avere la meglio sul primo nei due chilometri finali. Massarenti chiude in 1h14’36’ e questo terzo posto gli tirà su il morale dopo un periodo contrassegnato da qualche delusione. Lui infatti a 21 km e 97 metri solitamente appena incomincia a riscaldarsi le gambe, essendo un ultramaratoneta. Ad aprile, nella 100 km di Seregno, ‘saltò’ al 70° km, probabilmente giocandosi la nazionale di specialità, come si vociferava nell’ambiente. Gli facciamo il nostro augurio sperando che si ripresenti un’analoga situazione, ovviamente con lieto fine questa volta! Facendo del nostro meglio intervistiamo in inglese lo sloveno Janjatovič, che ci dice di aver praticamente confermato il piazzamento dell’anno scorso, 5° per l’appunto; con 1h15’42’ giunge a solo un paio di secondi da Maurizio Sciucca.


In campo femminile la gara è stata più avvincente, in primis per i distacchi più contenuti tra le contendenti, ed in secondo luogo grazie alla splendida rimonta di Elena Cinca dell’Atletica Buja, di cui andremo a raccontare a breve. Ma iniziamo da colei che ha condotto la gara, dall’inizio alla fine; ci riferiamo a Valentina Bonanni dell’Atletica Brugnera, che – senza entrare troppo nel dettaglio – sta trascorrendo un periodo caratterizzato da stress e pensieri, i quali la condizionano anche nella corsa (vedi respirazione affannosa). Anche per questa ragione una volta consolidata la prima posizione tira praticamente i remi in barca e si ‘preserva’ nell’ottica della Maratonina dei Borghi che si disputerà domenica prossima a Pordenone. Più intricata la storia legata al secondo posto, con la slovena Polona Kukovec così come Elena Cinca più avezze alle brevi distanze, ma che comunque ben si difendono anche sulla 21 km, mentre dall’altra parte una Lucia Olivieri sempre più orientata alla corsa in montagna – dopo la partecipazione ai Mondiali Master – e Michela Facchin che non ne vuole sapere di mollare la bici, come evidenziato dalla presenza, la settimana scorsa, alla dura cronoscalata Drena-Malga Campo. Per mettere un po’ di ordine precisiamo che al giro di boa di Samatorza le posizioni sono le seguenti, ovviamente dopo la battistrada Valentina Bonanni: Polona Kukovec (Atletski Klub Olimpija Ljubljana), Lucia Olivieri (Gruppo Marciatori Gorizia) Michela Facchin (CUS Trieste), Lidija Pajk (Atletski Klub Radovljica), Elena Cinca (Atletica Buja). E’ proprio qui che quest’ultima inizia la sua progressione, che la vede ‘mangiare’ le avversarie come le pedine nella dama. Più avanti anche la Olivieri approfitta di una Kukovec apparsa piuttosto stanca e non in grado di cambiar marcia nella via del ritorno verso Aurisina. Però attorno al 15° km la Olivieri va in crisi e a quel punto si volta, sentendo ormai sul collo il fiato dell’amica-rivale Elenca Cinca. Proprio la Cinca le passa una bustina di un integratore (rigorosamente lecito, ndr) e allora la Olivieri riesce a proseguire, salvo farsi incalzare nuovamente dalla Kukovec nel finale. Riassumiamo quindi posizioni e tempi delle prime 5 donne: Valentina Bonanni 1h28’26’, Elena Cinca 1h29’59’, Polona Kukovec 1h3041′, Lucia Olivieri 1h30’53’, Michela Facchin 1h31’42’.


Il Trofeo Provincia  di Trieste vi dà appuntamento a tra due settimane (domenica 16 ottobre), per la Su e Zo pei Clanz organizzata dal Circolo Aziendale Fincantieri-Wärtsilä. Il volantino è già disponibile nell’area Calendario.

Autore: Maurizio Ciani

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