Cronaca — 08 marzo 2011

In una fredda domenica d’inverno nelle terre che furono di Giuseppe Verdi si è corsa la XIV edizione della Maratona delle Terre Verdiane,un evento podistico che da anni è una meta fissa di tutto il movimento dell’Emilia che corre e non solo. Confermando le previsioni meteo la giornata si presenta già all’alba con tutta la sua voglia di farci capire in quale stagione dell’anno siamo. Onestamente non mi scoraggio per niente ed insieme all’amico Andrea ci rechiamo nella ridente località termale di Salsomaggiore dove uno stuolo di volontari già dalle prime luci del mattino sta preparando via Matteotti la quale da li a poco vedrà la partenza di un nutrito gruppo di corridori che con il proprio incedere sveglierà la piccola cittadina ducale dal suo torpore. L’approdo su questo versante di pianura padana e l’incontro con tanti amici è il preludio ad una bella anche se gelida giornata di corsa .Al ritiro dei pettorali nel palazzo dei Congressi ci accoglie una simpatica e solerte ragazza che non trova i nostri nomi nelle iscrizioni,le spiego che ne siamo stati omaggiati da parte dell’organizzazione, così ricontrollando dopo neanche qualche minuto e quasi scusandosi ci da le buste con dentro tutto quello che serve per correre. Il freddo così come le persone che arrivano va aumentando,il centro maratona diventa una babele di dialetti ed il tempo che pare scorra lento, quasi sembra volerci preservare dalle avverse condizioni climatiche ma purtroppo è solo una pia illusione,le lancette dell’orologio vanno avanti inesorabilmente ed ormai mancano quindici minuti alla partenza. Andiamo a consegnare le borse ai vari camion e ci portiamo sotto il gonfiabile. Qui un gruppo di persone molto più compatto del solito quasi come a voler fare fronte comune contro il nemico generale inverno attende con ansia lo start .Pronti,via. Il torpedone multicolore inizia a prendere movimento prima lentamente e poi sempre più veloce lungo il violone del centro parmigiano. I primi dieci chilometri di leggera discesa illudono i meno esperti che aiutati dal declivio della strada credono in un miracolo cronometrico tranne poi esserne traditi quando il percorso diventa più regolare. Tante sono le voci :’Stamattina sono in forma ‘,:’Sento le gambe che vanno da sole ‘,:’Mi sembra di volare,faccio il personale ‘,li ascolto e dentro di me quando mi passano sorrido pensando che stanno commettendo un piccolo errore di calcolo ma nello stesso tempo sono felice per loro perché stanno vivendo appieno il loro sogno così come lo hanno immaginato nella speranza però che non restino delusi lungo il tragitto. Una pioggia mista neve mi fa compagnia il mio passo da 4’27’/30’al km mi preserva da strane sorprese,un ritmo da allenamento lento, come è tale per me questa corsa, può andar bene. Dopo una decina di chilometri giungiamo al Fidenza Village dove non tantissime persone,purtroppo, guardano al nostro passaggio. Mi fermo a tutti i ristori com’è mia abitudine e dopo un po’ raggiungo uno dei miti dell’ultramaratona italiana,Livio Tretto,un atleta che tanto ha dato in termini di chilometri all’intero circus podistico italiano. Facciamo un po’ l’elastico nel senso che essendo io un po’ più veloce lo stacco ma poi complice la temperatura bassa e il mio ritmo vacanziero mi fermo qualche volta in più per qualche ‘sosta tecnica’così mi raggiunge e mi prende in giro. I chilometri passano via come i rintocchi delle campane che si odono lungo il nostro passaggio nei vari borghi che si alternano. Sulla strada,in compagnia della sua fidata macchina fotografica, uno stoico e immarcescibile Stefano Morselli immortala la nostra corsa regalando ai posteri le nostre facce vinte chi più chi meno dalle podistiche fatiche. I vari traguardi intermedi si susseguono,il passaggio dal castello di Fontanellato,poi il centro di Soragna,di seguito la casa del sommo Verdi sono il bel ricordo dell’Italia che fu ed è tutto molto caratteristico e particolare. Adesso c’è solo l’arrivo a Busseto,il percorso,che l’anno scorso fu triste e povero per la scarsità di corridori,quest’anno complice la brillante l’idea di far partire la 30km dal Fidenza Village,è molto più vivo. Sfruttare l’enorme spazio dell’outlet,utilizzare questa corsa fondendola con la maratona regalando a tutti un unico arrivo,in quel di Busseto è stata una scelta azzeccata ed intelligente vista anche l’ampiezza della sede stradale che non comprometteva ne l’incolumità ne il risultato di alcuno. Lungo la via melodie Verdiane accompagnano i nostri passi sull’asfalto,mi sembra di essere a teatro tanta è la suggestione. Inizio a sentire freddo alle mani e così decido di finire in progressione. Mancano dieci chilometri,mi metto alla media di 4’00’al km,le gambe girano meravigliosamente,mi sento molto bene e nessun problema mi affligge. All’arrivo nella piazza centrale di Busseto con Verdi che mi guarda le spalle ,la voce dello speaker Roberto Brighenti rimbomba nell’aria in modo fragoroso ed incoraggia tutti gli atleti come solo lui sa fare, chiudo tranquillamente il mio allenamento un po’ sopra le tre ore e sei minuti. Riprendo il borsone in modo molto rapido,mangio velocemente un piatto di pasta e mi metto alla ricerca dell’organizzatore Giancarlo Chittolini,lo ringrazio per avermi dato la possibilità di correre gratis e poi felicemente torno verso Reggio Emilia,dove mi aspetta una domenica pomeriggio di lavoro. Per concludere faccio i miei complimenti al C.O. perché non è facile gestire tante manifestazioni all’interno di un’unica kermesse e se lo ha fatto significa che è proprio bravo.

Autore: Ciro Di Palma

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