Cronaca — 04 febbraio 2011

Non ci sono riuscito !!! Volevo correre la maratona di Napoli senza farmi prendere da nessuna emozione particolare ma poi ricordi e stati d’animo son venuti a galla fondendosi,creando un vortice incontrollato di sensazioni e forse scrivere di questa gara è solo il pretesto per ringraziare la mia città,la mia gente e sicuramente il mio passato. Tempo fa vedendo che la principale manifestazione podistica del capoluogo campano aveva cambiato la data di svolgimento,andandosi a collocare nell’ultima domenica del mese di gennaio e quindi rientrante nelle mie date d’allenamento,mi son detto:’Hai corso le principali maratone d’Italia,hai fatto qualche apparizione all’estero e allora perchè non vai anche a Napoli che è la tua terra?’ Detto fatto. Cercando proprio di non farmi”attraversare” da strane sensazioni ho fatto quello che faccio sempre e cioè: viaggio in treno ed arrivo nella città della gara al sabato mattina,l’unica differenza è stata che invece d’andare in albergo sono andato a casa mia. Una leggera corsetta,la doccia ed il pranzo, poi a Piazza del Plebiscito al centro maratona per il ritiro del pettorale. Come sempre accade ho incontrato un po’ d’amici, quattro chiacchiere,due risate e via, il pomeriggio trascorre piacevolmente e sfuma negli echi dei dialetti che si rincorrono leggiadri all’interno della tensostruttura formando quasi una soave melodia che aleggiando nell’ambiente abbraccia tutti gli atleti.Una cosa devo dire subito,la gentilezza e la disponibilità degli organizzatori è stata fantastica,sono stato loro ospite (ho avuto il pettorale gratis),mi hanno fatto sentire ancora di più a casa di quanto non lo fossi già. Ero andato a Napoli,la mia città,con un po’ di diffidenza o forse col timore che non fosse una maratona all’altezza delle altre.:’Ma dove vai a Napoli? Non c’è neanche l’acqua ai ristori,c’è gente in macchina che invade le corsie, persone che vi prendono in giro e poi l’immondizia Resta a casa che è meglio ‘ .Erano queste le cose più carine che mi son sentito dire alla vigilia della partenza per la città che fu la capitale del Regno delle due Sicilie. In cuor mio speravo che non fosse così e sapevo che non poteva essere così nonostante tutti i problemi che avvolgono e affliggono la vecchia Partenope e che chi parlava in questi termini lo faceva solo perché ‘drogato’ da un’informazione deformata che fa leva sull’ignoranza di certe persone e che viene sfruttata a fini propagandistici. La mattina dopo posso solo dire GRAZIE NAPOLI !!! Per me la giornata di domenica inizia molto presto,voglio recarmi all’ex Foro Regio ,teatro della partenza quando non c’è nessuno,VOGLIO GODERMI LA MIA CITTA’ DA SOLO. Quella piazza che anni fa non era altro che un parcheggio confuso di macchine e che poi dopo moltissimo tempo è stata restituita all’urbe,ai suoi abitanti ed anche ai suoi turisti facendola diventare uno dei salotti cittadini,tra poco si animera’ e diventerà il cuore pulsante della kermesse partenopea. E’ l’alba quasi, le statue degli ex Re che dal 1888 per volere di Umberto I occupano i loculi fuori al Palazzo Reale vigilano sulla piazza, sembrano aspettare gli atleti e vegliare sull’intero’carrozzone’della maratona. Non c’è ancora nessuno,piove a dirotto, l’atmosfera è surreale ma è troppo bella. Mi giro verso il mare scendo via Console e mi porto sul lungomare. E’ buio ancora e diluvia. Sento i battiti del mio cuore che aumentano sensibilmente e credetemi non per la tensione della corsa ma perché sono lì in quel posto ed in quel momento. Sento un dolce vento soffiare,una brezza dal mare sale ed accarezza il mio viso,in quel momento ,come per incanto,vivendo un sogno,ritorno indietro negli anni rivedendo quel ragazzino che ero che correva felice su queste strade,figlio purtroppo di una Napoli che forse non esiste più in certi suoi valori. :’Napoli sarei rimasto li a guardarti all’infinito,avrei voluto fermare quell’istante e godere ancora una volta di Te’. La gara parte presto, la vista sul golfo è fantastica,la città si sta svegliando, sento nell’aria,forse sarà solo suggestione, l’odore del caffè e del ragù che dalle case dei napoletani si espande regalandomi il sapore delle domeniche mattina di tanti anni fa. Su quella linea di partenza dove pur nella diversità di colori delle canottiere, dei luoghi d’origine,dei ceti sociali,siamo tutti uguali,uniti dalla voglia di divertirci e di correre. Uniti anche nel raccontare diversamente la storia della corsa stessa perché come è giusto che sia ognuno la scrive vedendola e filtrandola attraverso la propria esperienza,miscelandola col suo passato. Ormai ci siamo Tutto pronto,le foto,la tv che riprende l’evento, la banda militare che suona ore 08.00:VIA !!! Si parte e ci si dirige sul lungomare,mi raggiunge Roberto,amico e compagno in tante maratone,mi fa capire di voler correre insieme a me se teniamo un ritmo intorno ai 4’30’al km,gli faccio segno che per me non ci sono problemi. Sarà così per tutta la gara,fino a cinquecento metri dal traguardo,quando gli chiederò di arrivare da solo per gustarmi quell’attimo sul traguardo della maratona della mia città che non voglio dividere con nessuno perchè egoisticamente dovrà essere solo il mio. Si costeggia il mare,si giunge a piazza Sannazzaro e si attraversa il tunnel Laziale,usciti dal quale si va dritti verso la mostra d’Oltremare che a dir la verità non ricordavo così suggestiva,sarà forse perché vi mancavo da oltre vent’anni. I chilometri passano e mi accorgo che qualche cartello che li segna manca,poco male,anche se è una pecca ,i chilometri sono segnati a terra. Il tempo trascorre tranquillamente ed io son tutto preso dai miei ricordi nonostante la pioggia che ci accompagna che ha per me il pregio di nascondere qualche lacrima di commozione quando attraverso certi posti particolari che hanno segnato la mia vita. Siamo un bel gruppo di atleti,si chiacchiera e ci si scambia battute serenamente poi però io e Roby aumentiamo un po’,gli altri calano e quindi inesorabilmente ci dividiamo. Ai ristori,forniti come da regolamento, gente simpatica e sempre pronta alla battuta ci fa compagnia piacevolmente,qui però un altro piccolo difetto e cioè che mancano i cestini per buttare dentro le bottigliette d’acqua vuote,questa mancanza può essere stata l’alibi per tanti atleti che hanno inquinato la strada con un mare di plastica che faceva orrore. Un consiglio agli organizzatori,provvedete per il prossimo anno,perché noi siamo già maleducati di nostro poi se ci fornite anche la scusa ,è la fine!!! Ripercorriamo ancora il tunnel però nell’altro senso di marcia e c’immettiamo di nuovo sul lungomare,si fa rotta verso gli chalet e poi si ritorna verso il punto di partenza dove solerti giudici ci indicano dove transitare.Tagliamo piazza Trieste e Trento dove ha sede uno dei caffe più ‘in’ ed antichi della città,costeggiamo la galleria Umberto I ed il teatro San Carlo col suo stile neoclassico per sbucare a piazza Municipio,dove l’imponente e maestoso Maschio Angioino, castello che da secoli fa la guardia alla città e che ha avuto tra i suoi ospiti oltre ai tanti Re anche i vari Boccaccio,Giotto e Petrarca,sembra assistere pacioso e tranquillo al nostro passaggio.Ci dirigiamo a questo punto verso piazza della Ferrovia trovando anche un po’ di scomodi lavori in corso. Incontro un mio carissimo amico,complice di tanti chilometri corsi proprio su queste strade, mi sta aspettando sotto una pioggia battente,è emozionato,non lo vedo da tempo,mi fermo ,lo abbraccio e riparto molto più contento di prima. Si ritorna, passando da via Medina, verso l’ex Largo di Palazzo dov’è ubicata la basilica di S.Francesco di Paola che posta al centro di un colonnato e per la sua forma circolare tanto somiglia al Pantheon di Roma; rifaremo questo giro altre due volte. Un percorso tecnicamente non facile,fatto di continui saliscendi e cambi di pavimentazione stradale: asfalto,sanpietrini e basoli si alternano e sono resi scivolosi dall’acqua che viene giù,facendo diventare tutto più difficile e pericoloso. Non mi sono mai annoiato lungo il circuito anche se è stato più volte ripetuto,anzi ad ogni giro vivevo un’emozione diversa perché Napoli è un caleidoscopio di colori,una fucina di sensazioni. Quando transitavo per via Caracciolo con lo sfondo di Castel Dell’Ovo oppure di Mergellina dall’altra parte,l’odore del mare mi calmava dalla rabbia che provavo per chi in questi anni ha sfruttato questa città che ha fatto da mamma a tanti figli alcuni dei quali anche ingrati che appena cresciuti un po’,l’hanno abbandonata al suo destino. Nel passaggio accanto alla villa comunale sentivo ancora le voci dei bimbi e dei loro genitori che venivano fuori da un passato ormai troppo lontano ma sempre vivo nei ricordi del cuore.Intanto i passi si susseguono ma io non me ne accorgo,lungo il percorso parecchi atleti mi riconoscono e mi salutano,io ricambio con simpatia e avanti così Donato,Francesco,Daniela,Angela,Michele poi un urlo d’incitamento alla Monica Carlin che stava andando a vincere l’ennesima maratona ed intanto Dio pluvio si scatenava. Sono arrivato intanto agli ultimi cinquecento metri,stacco il mio amico Roberto come d’accordo e raggiungo la Monica Casiraghi,un rapido saluto ed un arrivederci a Seregno per la cento chilometri e mi avvio da solo verso l’ultima salita,quella di via Console.Il traguardo della XIII Neapolis Marathon giganteggia. Entro nella piazza,le due enormi statue equestri che raffigurano Carlo III di Borbone e Ferdinando I,sembrano fare il tifo per me;guardo i miei genitori che m’aspettano lì con mia mamma che vedendomi per la prima volta all’arrivo di una corsa si emoziona,qualche lacrima le solca un viso ormai con qualche ruga di troppo. Il tempo si ferma, quell’attimo dura un’eternità ,sono in un’altra realtà,vedo quello che ho sempre voluto vedere e quello che ho sempre fantasticato potesse avverarsi : ci sono tutti ad attendermi Totò,i De Filippo,Caruso,Di Giacomo,Massimo Troisi,mi guardano ,mi applaudono siamo tutti fratelli,tutti figli di questa città che ci ha dato tanto .Taglio il traguardo ed il sogno svanisce,tutto ritorna alla realtà,una splendida ragazza mi mette al collo una bella medaglia,forse però un po’ triste perché raffigura un’Italia sulla quale due atleti corrono ma dove però manca ancora un pezzo per essere completa. Forse è proprio vero che a questa nazione manca qualcosa dopo centocinquant’anni,forse la sua componente principale gli Italiani,facendo mio quello che disse Massimo D’Azeglio.Il ristoro del dopo corsa può sicuramente essere migliorato mentre ottimo e rapido il servizio di deposito borse. Non ho capito,infine, se ci fossero le docce, cartelli che le indicavano non ce n’erano,ho chiesto ma nessuno mi ha dato risposta e così io non le ho trovate. Alla fine di questa maratona e di questo viaggio retrospettivo chiedo scusa un po’ a tutti se ho usato con coraggio la corsa come espediente cercando di raccontarvi e di trasmettervi l’amore che nutro verso la mia città.:’Napoli,io posso offrirti solo questo mio scritto in segno di gratitudine,arrivederci all’anno prossimo’.

Autore: Ciro Di Palma

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Peluso

  • SALVATORE ALBRIZIO NAPOLI NORD MARATHON

    ciao ciro,quello che’ hai scritto e’ detto in queste tue stupende parole descrivono il pensiero di’ tutti noi figli di’ napoli,che’ vogliamo con tutta la’ forza che la’ nostra citta’ cambi in meglio perche’ noi puri nell’animo e nel cuore lo’ desideriamo,e vedrai che questa maratona e’ stato un trambolino di’ lancio per le’ future maratone e gare,perche’ noi figli di’ questa stupenda citta’ lo’ meritiamo,ti’ saluto con affetto.salvatore.

  • Naddeo Remigio CSU Idea Atletica Aurora

    Grazie ,sig De Palma per questo bellissimo articolo sulla sua città .
    Arrivederci all”anno prossimo

  • E. Grieco Pod. S. Giovanni a Piro-Golfo Policastro

    Belle parole per belle sensazioni, che sicuramente Napoli merita!!

  • alfonso raffone, erco sport.

    Possa la sola bellezza di questa “mia” città che hai saputo descrivere intenerire i cuori dei nostri futuri politici. Vorrei che il benessere morale e non solo quello estetico venga esaltato quotidianamente in ogni cittadino partenopeo e campano. Forse un utopia ma io ci credo ogni giorno. Rinasci Napoli!!

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