Maratone e altro slide — 29 settembre 2013

Wilson+Kipsang+Kiprotich+Olympics+Day+16+Athletics+40EfZz5y_QIlWilson Kipsang Kiprotich ha vinto la scommessa di Berlino, migliorando in 2:03:23 il record del mondo della maratona, oggi nella quarantesima edizione della 42 km tedesca. Atteso a una prestazione inferiore alle due ore e quattro minuti, il 31 kenyano, nato a Keiyo il 15 marzo 1982, ha centrato il primo record mondiale della stagione 2013 al termine di una corsa incentrata sulle frequenze del vecchio limite mondiale, stabilito sempre a Berlino da Patrick Makau Musyoki due anni fa (2:03:38), oggi assente per infortunio.

Il margine di quindici secondi, sottratto al precedente primato, è maturato nella sua corposità soprattutto negli ultimi sei minuti di gara, dopo il 40° km, laddove il vantaggio di Kipsang si era ridotto a soli tre secondi, a dispetto dei dodici secondi di margine avuti a metà gara  e un passaggio favoloso di 1:01:32). Meno veloce l’avvio della seconda parte della gara, dove il dato positivo si era dilapidato tra il 25° e il 35° km, col kenyano che aveva accumulato un ritardo massimo di ben 23 secondi (al 30° chilometro). Poi, tre chilometri tra 2:50 e 2:56 hanno riportato Kipsang a “vedere” il limite di Makau, abbattuto grazie agli ultimi 2 km percorsi in 2:49 e 2:50.

I 195 metri conclusivi sono stati percorsi in 33 secondi.

Il primato km per km

Questo, in rilevamenti cronometrici, il dettaglio chilometrico del record mondiale di Kipsang: 1° km 02:43, 2° km 5:42 (2:59), 3° km 8:37 (2:55), 4° km 11:35 (2:58), 5° km 14:32 (2:57, in vantaggio di 5 secondi sul record di Makau), 6° km 17:29 (2:57), 7° km 20:27 (2:58), 8° km 23:27 (3:00), 9° km 26:22 (02:55), 10° km 29:16 (2:54, un secondi di vantaggio su Makau), 11° km 32:08 (2:53), 12° km 35:11 (3:03), 13° km 38:08 (2:57), 14° km 40:58 (2:50), 15° km 43:45 (2:47, vantaggio di 7 secondi su Makau), 16° km 46:40 (2:56), 17° km 49:36 (2:56), 18° km 52:28 (2:52), 19° km 55:24 (2:56), 20° km 58:19 (2:55, undici secondi sotto il passaggio del record di Makau), 21° km 1:01:15 (2:57), mezza maratona 1:01:32 (dodici secondi meno del passaggio di Makau nel 2011, secondo passaggio più veloce di sempre dopo l’1:01:27 di Gebrselassie a Dubai nel 2008)), 22° km 1:04:15 (2:44), 23° km 1:07:10 (2:55), 24° km 1:10:10 (3:00), 25° km 1:13:13 (3:03, vantaggio di 5 secondi), 26° km 1:16:10 (2:58), 27° km 1:19:11 (3:01), 28° km 1:22:10 (2:59), 29° km 1:25:03 (2:54), 30° km 1:28:01 (2:58, ventitre secondi di ritardo), 31° km 1:30:55 (2:55), 32° km 1:33:46 (2:51), 33° km 1:36:41 (2:55), 34° km 1:39:33 (2:52), 35° km 1:42:36 (3:03, ritardo di 20 secondi), 36° km 1:45:25 (2:50), 37° km 1:48:21 (2:56), 38° km 1:51:17 (2:56), 39° km 1:54:17 (3:00), 40° km 1:57:12 (2:55, tre secondi sotto il passaggio-record), 41° km 2:00:01 (2:50), 42° km 2:02:50 (2:49), 33 secondi per gli ultimi 195 metri per un tempo di 2:03:23.

Berlino multirecord

Il 2:03:23 di Kipsang è l’ottavo record del mondo assoluto in maratona realizzato nella Berlin Marathon: il primo della serie fu opera del brasiliano Ronaldo da Costa (2:06:05 nel 1998), cui seguirono il 2:04:55 di Paul Tergat (esattamente dieci anni fa), i due record di Haile Gebrselassie (2:04:26 nel 2007 e 2:03:59 nel 2008) e il 2:03:38 di Patrick Makau nel 2011.

Tra i primati del mondo femminili caduti a Berlino, il 2:20:43 della kenyana Tegla Loroupe nel 1999 e il primo sub-2:20 nella storia della maratona femminile, grazie al 2:19:46 della giapponese Naoko Takahashi nel 2001.

Ritratto di Wilson Kipsang

Wilson Kipsang Kiprotich riscatta a Berlino la delusione di Londra, quando si presentò al via della maratona olimpica portando in dote, oltre al successo nella London Marathon in aprile, l’eccezionale 2:03:42 del precedente autunno nella maratona di Francoforte, laddove sfiorò il record del mondo di Makau, realizzato appena un mese prima, di soli quattro secondi. Il sogno del secondo titolo olimpico a firma kenyana, dopo il triondo del compianto Sameul Wanjiru a Pechino nel 2008, svanì per mano dell’ugandese Stephen Kiprotich (confermatosi quest’estate a Mosca con l’oro mondiale) e del connazionale Abel Kirui.

Il neo-recordman ha corso oggi la nona maratona della carriera (il successo di oggi è il numero sei): ha esordito nel 2010 a Parigi (terzo in 2:07:13), per poi vincere in autunno a Francoforte in 2:04:57). Nel 2011 i trionfi primaverili di Otsu (2:07:13) e il quasi primato di Francoforte (2:03:42). L’anno scorso, il primo posto a Londra in 2:04:44, il terzo alle Olimpiadi in 2:09:37, e la facile vittoria in dicembre a Honolulu in 2:12:31. Quest’anno, il quinto posto a Londra in 2:07:47, preceduto dalla vittoria nella mezza di New York in 1:01:02 (ma vanta un 58:59). Oggi il trionfo e il primato a Berlino. Con la corsa di oggi

C’è anche Kipchoge, 2:04:05!

I numeri, dopo la prova di oggi, parlano sempre più in favore di Wilson Kipsang: nessun altro ha corso due volte in meno di 2:04 e quattro volte in meno di 2:05, ma a degnissimo contorno del record va menzionata la straordinaria impresa del secondo classificato, l’ex-campione del mondo dei 5000 metri Eliud Kipchoge, che alla seconda esperienza sui 42 km ha coperto la distanza in un eccezionale 2:04:05, che ne fa il quarto performer di sempre e l’autore della quinta prestazione assoluta su un percorso standard in linea con i regolamenti internazionali. Kipchoge ha anche realizzato il crono migliore di sempre per il secondo classificato in una maratona. Succede al 2:04:16 dell’altro kenyano Denis Kimetto, che giunse secondo a un soffio da Geoffrey Mutai giusto un anno fa, ancora a Berlino. Terzo l’altro kenyano Geoffrey Kipsang in 2:06:26. La partecipazione italiana: tra i primi trenta classificati, 17° posto per Liberato Pellecchia in 2:14:28 (primato personale), e trentesimo per Massimiliano Brigo (2:21:12).

Kenya anche al femminile

Nella maratona femminile uno-due kenyano con successo di Florence Jebet Kiplagat, in animo alla vigilia di scendere ancora sotto le 2:20, nuovamente prima a Berlino in 2:21:13 su Sharon Cherop (2:22:28) e Irina Mikitenko, la tedesca 41enne che ha migliorato il record mondiale Master Categoria 40 portandolo a 2:24:54, precedendo l’esordiente Helena Kiprop (2:28:02) e la statunitense Desiree Davila (2:29:15).

ufficio stampa fidal

 

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