Cronaca — 11 maggio 2010

Una marea di gente, 2048 concorrenti, ha partecipato alla 2^ Edizione della ‘ViviBarletta’, organizzata da Barletta Sportiva, Società che, in solo due anni dalla costituzione, ha fatto miracoli, grazie all’impegno profuso nel propagare i valori genuini dello sport amatoriale: ruolo terapeutico dell’impegno fisico, buoni sentimenti, senso civico. Precedenza assoluta ai disabili, tutti schierati in prima fila, via via tutti gli altri, compresi gli idoli locali Veronica Inglese, diciannovenne mezzofondista di valore (nel 2009, bronzo agli Europei Juniores sui 5.000), e Domenico Ricatti che, allenato da Piero Incalza, cerca gloria nella maratona. Le loro scontate vittorie sono state il suggello della qualità ad una giornata all’insegna dello sport di massa.
La manifestazione ha dimostrato che anche le affollate gare di 10 km impongono il ricorso alle gabbie di partenza, ed il riconoscimento del tempo reale da parte della FIDAL che, in virtù dell’obolo (della vedova?) di 1 Euro per partecipante, ha fatto un grande affare a Barletta.
E’ doveroso ammettere che tanto successo ha colto impreparata l’Organizzazione, per cui un po’ di confusione c’è stata alla partenza e alle premiazioni, che sono state complesse, lunghe e generose: primi/e 10 assoluti, primi/e 10 categorie FIDAL, prime 10 Società, disabili, UISP ecc.


Sport non è solo corsa. La lunga fila di podisti che hanno ‘preso in giro’ la città, percorrendone la circonferenza, ha rappresentato solo una delle  iniziative promosse dall’Amministrazione Comunale per VIVERE BARLETTA, ed è servita a dare inizio  ‘alle danze’.
Bene o male, le piste ciclabili sono state realizzate. Perché non usarle? Ed ecco la biciclettata. Il mare, oggi, era calmissimo, ed ecco le dimostrazioni di parapendio a motore con riprese aeree sulla litoranea di ponente. Poi yoga e pilates per tutti, partite a scacchi viventi, giochi (veramente) senza frontiere per ragazzi, adulti e disabili, minitornei di calcio ed altri sport nelle palestre comunali. Inoltre, gli amanti degli animali potevano ritirare gratuitamente un kit per deiezione cani. I patiti delle auto storiche potevano sfoggiarle nell’ampio spazio fra le absidi del duomo ed il castello svevo.
Non c’è stata attenzione solo per i muscoli e le esibizioni. E’ stato possibile allenare la mente al gusto del bello con la fruizione straordinaria di luoghi di pregio storico e culturale. Preso d’assalto il polo museale del castello svevo, recentemente inaugurato nei suoi ampi saloni, con opere dei pittori Destefano, Girondi, Calò e le donazioni Ricci, Gabbiani, Cafiero.
A sera, sotto le stelle, si poteva scegliere fra un indiavolato ballo latino-americano, acculturarsi nella visione del film sul nuovo parco fluviale dell’Ofanto, o gustare tipici piatti gastronomici locali.
Oggi, 9 maggio, sulla Città della Disfida splendeva il sole. Non solo quello astronomico.

Autore: Michele Rizzitelli

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Peluso

  • claudio langone pod.brienza2000

    bella manifestazione,peccato per il “casino” per ritirare i pettorali,peccato per il “ricasino” per ritirare i pacchi gara,peccato per la partenza ritardata,peccato per il ritardo per ritirare i premi,peccato che non ci hanno dato il kit per la deiezione: avremmo fatto volentieri a meno di onorare il lungomare!!!!

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