Medicina — 03 maggio 2010

In seguito al mio articolo pubblicato da Podistidoc il 22/03  su “L’importanza della visita di idoneità” per la prevenzione delle morti improvvise, ho ricevuto numerosissimi messaggi che testimoniano l’interesse degli atleti per questo tipo di problematiche. Soprattutto dopo l’ennesimo tragico episodio verificatosi a Rieti, a carico stavolta di un soggetto giovane e ad un livello competitivo piuttosto alto, ho riscontrato un cospicuo incremento delle richieste di controlli cardiologici da parte della popolazione podistica. Mi fa piacere che il mio articolo sia servito a sensibilizzare gli amici podisti sull’argomento e li ringrazio per gli attestati di stima professionale. Desidero ribadire comunque che la maggioranza dei colleghi che si occupano di medicina dello sport operano ad un livello di professionalità molto elevato e non è perciò difficile reperire professionisti cui affidare con serenità e fiducia la propria “macchina da corsa”. Fermo restando che il rapporto di fiducia col medico sportivo può consolidarsi soltanto attraverso il contatto diretto, l’unica raccomandazione che mi sento di rivolgere è quella di assicurarsi in ogni caso che il professionista sia in possesso dei titoli e delle competenze richieste in un campo tanto delicato e specialistico. Purtroppo il proliferare di lauree, mini lauree, lauree brevi, per non parlare di diplomi e diplomini vari, non facilita certo la scelta da parte del paziente, che in buona fede non va certo a chiedere al “dottore” di turno le sue qualifiche accademiche. Per la verità una difesa in tal senso l’ordine dei medici la offre a tutti i cittadini: basta collegarsi al sito della federazione http://application.fnomceo.it/Fnomceo/public/ricercaProfessionisti.public , inserire il nome del professionista nell’apposito form ed ottenere tutte le informazioni sull’effettiva iscrizione all’ordine dei medici e sui titoli di specializzazione. Con quello che si sente (e si vede) in giro, mi sembra un’ottima iniziativa. Fermo restando l’importanza dei contributi che alcune figure professionali non strettamente mediche possono dare nel campo del wellness e delle metodologie di allenamento, è importante che a valutare ed eventualmente curare lo stato di salute di un atleta sia, oggi più che mai, visto il livello di prestazioni raggiunto a tutte le età, un medico esperto nelle patologie connesse all’attività sportiva, in particolare quelle cardiovascolari. Niente fatalismi! Se è vero che il 2% delle morti improvvise rimane ancora imprevedibile, ed è quello che fa sensazione e colpisce, c’è un 98% che routinariamente, senza clamori viene diagnosticato e curato per tempo.

Autore: dott. Guido del Giudice

Share

About Author

Peluso

  • elio frescani (Isaura Valle dell’Irno)

    Grazie per le preziose informazioni e complimenti per la chiarezza.

  • Carmelo Alvino, Avellino

    eccelente come sempre il dott. Del Giudice, che purtroppo non ho avuto il piacere di conoscere, volevo aggiungere a quanto detto sulle competenze e spero che lei sia in linea con il mio pensiero:
    I medici facciano la prevenzione la diagnosi e cura delle patologie.
    per quanto riguarda la prestazione lasciamola agli allenatori, forse avremmo meno doping ed un ulteriore taglio alle morti sportive.
    buona corsa a tutti

  • dott. Guido del Giudice (medico sportivo-cardiolog

    Pienamente d’accordo con Carmelo: privilegiare la professionalità, contro il pressapochismo e l’improvvisazione. E’ importante perciò che anche gli allenatori siano… doc, come questo sito!

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>