slide TuttoCampania — 25 luglio 2016

riardoEd eccola…la nostra estate sportiva. Non che ci volesse la fine di luglio per rendersene conto, ma dati gli ultimi sbalzi climatici, un piccolo promemoria forse serviva. E se il clima appare incerto, al contrario gli appuntamenti annuali consolidati  non tardano mai a riconfermarsi: Riardo c’è, ed ancora una volta firma la sua presenza con una VIII edizione capace di trasportare tutti, corridori e non, nel fascino del paese.

Sono le novità ad attirare i curiosi, e gli organizzatori di questa splendida tappa lo hanno compreso, sapendo rinunciare alla classica e tradizionale 10km dal percorso piatto e scorrevole, per valorizzare la bellezza di un patrimonio storico e culturale che spesso, troppo spesso, finisce in secondo piano. Di solito si è portati a credere che il podista sia colui che scende in battaglia al solo scopo di vincere la guerra contro il tempo, il suo tempo; e non è nemmeno un concetto sbagliato: chi non vorrebbe togliersi sassolini dalle scarpe di cui farebbe volentieri a meno? (se poi ci corriamo con quelle scarpe, vi lascio immaginare il fastidio). Ma persino le grandi guerre hanno avuto momenti di pausa, e questo il vero podista-guerriero lo sa riconoscere…o finisce per diventare solo una battaglia contro i mulini a vento (e ve lo dice chi di guerre inutili ne ha fatte, e non poche). E ieri, a Riardo, ne ho visti almeno 250 di podisti-guerrieri, eroi di tutti i giorni che hanno saputo rinunciare ad un momento di gloria con se stessi, scegliendo un percorso difficoltoso, insolito,  duro, capace di spezzare il fiato anche all’atleta più preparato, ma contemporaneamente bello, affascinante, vissuto: alle 19:30 in punto, in una piazza gremita di gente, inizia quello che fin dai primissimi chilometri si presenta come un trail (su due giri da 4500 metri), che vede la piccola massa di atleti salire verso il centro storico della città di Riardo; almeno un centinaio di scalini ad aprire la scalata verso quello che è il diamante, la perla della nuova ed originale tappa, meno pianeggiante ma garanzia di puro spettacolo: a darla, questa garanzia, è il passaggio previsto all’interno dell’antico castello medievale, il cuore di questo borgo che ha voluto condividere parte della sua ricchezza con chi era lì in vesti sportive, ma anche con chi, piacevolmente dal basso, si godeva quella pagina di storia che da sola è stata capace di stabilire il verdetto finale della gara. Solo di successo, infatti, si poteva parlare e a confermarlo è stata l’aria di festa che fino all’ultimo ha caratterizzato la tappa: la cerimonia protocollare di chiusura ha visto la partecipazione attiva degli stessi abitanti del posto, confermando la vera bellezza che ci si aspetta da questi appuntamenti estivi, ossia – per chi non l’avesse ancora capito – il calore delle persone del posto, la vita che si nasconde dietro i vichi che spesso attraversiamo correndo, ma che ancor più spesso corriamo senza guardare.

Bella e affascinante, i due aggettivi che meglio rendono l’idea di questa nuova edizione di Riardo. Si sa, la storia ha il suo fascino. Ma spesso al fascino piace nascondersi, e non sempre si è abbastanza attenti da notarlo. A volte i dettagli fanno la differenza; e gli organizzatori di Riardo hanno saputo farla… valorizzandoli.

Martina AmodioMartina Amodio

 

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