slide TuttoCampania — 06 giugno 2017

jean carmine montefredane 2017Un weekend da vero “mezzogiorno di fuoco”, non c’è che dire. Non solo per temperature da vera e propria tintarella, ma anche e soprattutto per la moltitudine di gare che si sono disputate a partire dallo scorso Venerdì. C’era solo da scegliere in effetti, ma non sono mancati i veri pazzi, i veri amatori…coloro che hanno optato per non perdersene nemmeno una.

Io, al contrario, da buona pigrona, ho concluso la settimana con il massimo relax, trascinando me e la mia fedele macchina fotografica verso terre nuove, inesplorate e soprattutto fresche: e salendo salendo, giungo alla VII edizione di Montefredane.

Un paesino a”misura d’uomo”, di quelli che ti lasciano subito una buona impressione, per calore e solarità dell’ambiente e degli stessi abitanti. La particolarità delle gare avellinesi sta proprio nella loro capacità di catapultarti in queste realtà più piccole, ma che ti promettono e ti danno tanto. Certo, indubbiamente non si può aspirare al record personale, data la particolarità e l’altitudine che spesso i percorsi della zona presentano; ma a maggior ragione, una volta giunti al traguardo…si ha la soddisfazione di aver concluso una tappa che non vuole essere una lotta contro il tempo, ma quel tempo te lo ferma, per dare spazio alle emozioni vere, pure e semplici che solo il vero sport sa donare.

Ed è per questo che non mi sorprende costatare che, nonostante l’elevata partecipazione agli appuntamenti che l’hanno preceduta, Montefredane,  e dunque Jean d’Argenio e Carmine Marrone – organizzatori e promotori dell’evento – siano riusciti ad attirare ed a circondarsi ugualmente della passione di ben oltre 300 atleti al via. È proprio la piazza principale del paese, a pochi passi dal municipio e da una bellissima chiesa della zona, ad ospitare la partenza, il passaggio e l’arrivo di questa tappa lunga ben 10250mt. Due giri, su un percorso davvero provante dal punto di vista fisico, ma ricompensato dalla bellezza di un panorama immenso, che da solo bastava a distrarre dalla ragione sportiva per cui molti erano li. Per non parlare dell’ottima scelta di concludere l’intera manifestazione nell’incantevole Castello dei Principi Caracciolo: uno spiazzale con un affaccio capace da solo di valorizzare l’intero paesino di Montefredane e la gara che essa ospita. Garanzia, indiscussa, per un futuro ritorno.

Ebbene, da buona osservatrice, ed avendo l’opportunità di strappare un sorriso a chi si faceva immortalare durante il percorso, posso dire che ancora una volta sono proprio queste gare di “medio calibro” – lasciatemi passare il termine – che danno il senso profondo di ciò che anima tanto noi folli amatori: perché c’è la fatica, c’è il caldo, il sudore, la sofferenza, a volte anche il dolore… ma alla fine torni a casa con qualcosa in più, quel qualcosa che Jean e Carmine sono riusciti a mettere su, lavorando tanto…ma con la giusta passione, il giusto amore: il loro.

Ed io, con poche e semplici parole, lo ripropongo a voi.

Alla prossima,

martina amodioMartina Amodio

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Cascone

  • Carmine Marrone

    Grazie Martina per i bellissimi apprezzamenti.
    Jean e Carmine Marrone

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