Maratone e altro slide — 18 novembre 2018

verona– E’ stato lo splendido abbraccio di 10mila runner a scaldare la 17^ edizione della Volkswagen Veronamarathon corsa questa mattina in una serena ma fredda giornata di sole. Alle 9 in punto sotto l’orologio dei Portoni della Bra professionisti e amatori di ogni tipo e provenienza sono scattati in massa decisi a conquistare il traguardo di maratona, oppure la ZeroWind Cangrande Half Marathon da 21,097km oppure la benefica Last 10km.

Vincitore assoluto della Volkswagen Veronamarathon è stato il keniano Robert Ndiwa che concede il bis dopo il successo del 2017. Mattatore della giornata, lui il traguardo in piazza Bra non doveva neanche vederlo, figuriamoci tagliarlo per primo. La sua presenza in gara era ben accordata con i suoi connazionali keniani e con l’organizzatore, aveva il ruolo di ‘pacemaker’, la classica lepre designata a guidare il gruppo di testa su determinati ritmi e lanciarli verso l’arrivo. Stop previsto e concordato al km 28, ma così non è stato, Robert era in testa ed è rimasto capolista tirando dritto sino alla finish-line. 2h17’12” il tempo del vincitore, lontano sicuro dal 2h12’51”, ma questa gara non era prevista e non è stata finalizzata negli allenamenti delle ultime settimane. Alle sue spalle, ben distaccati, coloro che invece avrebbero dovuto dare spettacolo e invece hanno parzialmente deluso: secondo è stato Emanuel Nakiridi Emil in 2h19’58” mentre terzo al terzo posto troviamo l’esperto Julius Kipngetich Rono (Atl. Recanati) in 2h22’08”. “E’ stata una vittoria inaspettata – ha detto Ndiwa al traguardo – Ma i miei avversari non collaboravano bene quando li spronavo ad andare ad un ritmo più forte. Dicevo loro di spingere forte, aumentare il ritmo, ma vedevo che non avevano tante energie. Così ho deciso di arrivare fino alla fine facendo del mio meglio. Amo Verona, amo correre in questa splendida città. Tornerò ancora, anche per la Gensan Giulietta&Romeo Half Marathon di febbraio”.

Podio dunque tutto keniano, per vedere i colori azzurri è necessario aspettare il buon Luigi Vivian (Asd Nico Runners) in 2h28’48”, categoria M40: “Sono felicissimo. Un quarto posto ma soprattutto un tempo che mi appaga dei tanti, tantissimi sforzi e sacrifici fatti in allenamento quest’anno. L’anno scorso corsi qui in 2h31’, ho fatto di tutto per tornare qui e correre la mia decima maratona sotto le 2h30’ che era il mio sogno. Ci sono riuscito”. Luigi Vivian, originario di Marostica in provincia di Vicenza, è stato così anche il primo veneto all’arrivo, per questo si è aggiudicato il titolo di Campione Regionale Veneto Fidal e nel contempo anche il Trofeo Bergamini, la targa in palio al primo veneto in memoria del presidente Asd Gaac 2007 Dario Bergamini mancato questa estate.

Gara femminile invece tutta come da pronostico con una ed una sola protagonista assoluta. Lei è la croata Nikolina Sustic che ha vinto oggi per la seconda volta dopo il 2015 la Volkswagen Veronamarathon. Una corsa tutta in solitaria ed in testa fin dai primi metri. 2h42’46”, crono molto molto vicino al suo primato personale fissato solo due settimane fa a Torino. E’ una vera outsider delle lunghe distanze, è la campionessa mondiale in carica della ultramaratona da 100km, ha vinto diverse volte la 100km del Passatore e quest’anno, Campionati Europei di Berlino compresi, ha corso sette maratone tutte sul passo del 2h42’. “E’ il mio ritmo, mi trovo bene a tenerlo con un discreto confort. Certo forse avrei potuto provare ad andare più forte e fare un minuto in meno, ma non voglio rischiare. Sarò ancora in gara a Firenze domenica prossima e poi il 9 dicembre alla Maratona di Reggio Emilia. Adoro gareggiare”. Anche in questo caso podio tutto straniero, seconda posizione per l’ungherese Vera Gulyas in 2h48’42” e terza è l’altra ultramaratoneta croata Marija Vrajic. Prima italiana al traguardo è stata l’anconetana Denise Tappatà in 2h58’15”, mentre a vincere il titolo di Campionessa Regionale Veneta Fidal ed il Trofeo Bergamini è stata la veronese Daniela Campolongo (Team Km Sport) con 3h18’39”: “E’ la mia seconda maratona, corro da un anno circa. La prima è stata proprio qui a Verona l’anno scorso dove feci poco meno di 4 ore, sono migliorata tanto anche grazie ai consigli del mio compagno, presto mio marito, che corre con me. Soddisfatta di oggi è dir poco”.

Zerowind Cangrande Half Marathon corsa come da aspettative su ritmi molto celeri, a dimostrazione che questa mezza maratona ha un percorso veloce. Lo dimostrano il tempo del vincitore ma anche i tanti primati personali segnati oggi dagli oltre 3mila partecipanti.

A vincere la ZeroWind Cangrande Half Marathon è stato il keniano Moses Kemei (Purosangue Athletics Club) già primo alla mezza di Udine a fine settembre. Oggi ha segnato il nuovo record della gara con un più che valido 1h01’35”, mentre Robert Maiyo vincitore dell’anno passato in 1h02’17” quest’anno si deve accontentare della seconda posizione pur avendo corso molto più forte. Robert ha terminato infatti in 1h01’57”, ma questo non è bastato. Ancora colori del Kenya per il terzo gradino del podio per Philemon Kipkorir Maritim con 1h02’40”.

Tra le donne torna al successo dopo un periodo buio lungo due anni per infortunio la bergamasca Eliana Patelli (La Recastello Radici Group) già vittoriosa in piazza Bra nel 2013 sia in febbraio con la Gensan Giulietta&Romeo Half Marathon che in autunno in maratona. Oggi ha vinto in un discreto 1h19’08” che poco la soddisfa: “Purtroppo non sono stata bene nelle ultime due settimane e in gara soprattutto nella parte finale si è sentita tutta questa mia difficoltà. Ero addirittura seconda al 16°km e avrei quasi voluto fermarmi, non riuscivo a respirare. Poi però ho tirato fuori tutta la grinta che ho e non so nemmeno io dove ho trovato le energie per andare a vincere”. 1h19’25” il crono della seconda arrivata Luisa Gelmi (G.A. Vertovese), mentre la svedese Charlotte Andersson è terza in 1h21’08”.

Last 10km competitiva dominata da Nicolò Olivo (Atl. Insieme Verona) in 32’55” al maschile e da Anna Frigerio (Atl. Lecco Colombo Costruzioni) la gara femminile con 39’02”. Si è piazzata in seconda posizione la bielorussa Nadezhda Scardino campionessa olimpica di Biathlon e oggi in gara non tanto con scopi agonistici bensì umanistici e di beneficenza per un progetto sui bambini autistici denominato ‘Sport Inclusia’ insieme a una delegazione di atlete accompagnati da Aleksandr Guryanov Ambasciatore della Repubblica di Bielorussia oggi in visita non ufficiale a Verona.

 

Hanno partecipato e hanno tagliato il traguardo anche le ragazze del progetto istituito da Veronamarathon Eventi ‘Ladies Running’, un variegato gruppo di 18 donne di ogni età e professione che da giugno coadiuvate dai coach del Veronamarathon Team si sono caparbiamente allenate dimostrando con il loro esempio che tutte le donne possono arrivare a qualsiasi traguardo. Non solo sportivo ma anche nella vita.

 

L’appuntamento ora con gli eventi organizzati da Veronamarathon Eventi è per domenica 16 Dicembre quando sempre in piazza Bra vi sarà la Melegatti Christmas Run Verona dove sono attese oltre 7mila persone tutte a correre o camminare vestiti da Babbo Natale. Un magnifico

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Peluso

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