Maratone e altro slide — 25 ottobre 2015

Venice-Marathon2E’ Julius Chepkwony Rotich a tagliare per primo il traguardo della XXX Venicemarathon. Il keniano, già primo a Barcellona e Taipei e con un PB di 2h09, percorre i 42,195 chilometri da Stra a Riva de’ Sette Martiri a Venezia in 2h11:08. Il podio maschile è interamente sotto la bandiera del Kenya, e vede al secondo posto Robert Ndiwa (2h13:16) e al terzo Emmanuel Sikuku (2h15:22). Dopo una prima metà gara corsa in1h04’:54, l’azione decisiva è quella del 30° km, quando all’uscita del Parco San Giuliano Rotich stacca prima Sikuku e poi, sul Ponte della Libertà, anche Ndiwa. Al quarto posto, a pochi metri dal podio, arriva il pugliese Domenico “Mimmo” Ricatti che per pochi secondi vede sfumare sia il terzo posto che il primato personale: il portacolori dell’Aeronautica, già azzurro agli Europei di Zurigo, ferma i cronometri a 2h15:28 dopo un parziale di 1h06:36 a Marghera, alla mezza maratona. Dal sesto al nono posto gli altri italiani: Ahmed Nasef (Ponzano) chiude in 2h18:41, Francesco Bona (Aeronautica) in 2h19:03, Said Boudalia (Biotekna Marcon) in 2h20:53 e Giovanni Gualdi (Corrintime) in 2h23:14.

“Peccato per questa manciata di secondi – dice Ricatti all’arrivo – perchè puntavo decisamente a migliorare il 2h15:07 del mio record e magari a salire sul podio, dopo che già nel 2012 ero stato quarto.

Ho creduto nel terzo posto fino alla fine, ma sugli ultimi ponti ho finito la benzina. Venezia è sempre una maratona affascinante, ma anche molto impegnativa. In primavera tornerò a correre alla caccia di un buon crono, magari troverò il PB nell’uovo di Pasqua!”.

La gara femminile conserva tutte le emozioni per la parte finale: l’etiope Derbe Godana Gebissa, che sembrava avviata verso un arrivo a braccia alzate, subisce infatti nelle battute conclusive la rimonta della connazionale Ehite Gebireyes. Dopo un pit stop (dovuto a problemi di stomaco) Gebireyes infatti cambia marcia, recuperano con un’azione composta ed efficace un distacco che solo all’entrata din Piazza San Marco, al 41° km, sembrava incolmabile. Il botta e risposta innescato nell’ultimo mezzo chilometro, fra gli ultimi due ponti che portano in Riva de’ Sette Martiri, la vede imporsi in 2h35:19, a due secondi da Gebissa che sigla 2h35:21. Terza è Caroline Chepkwony (Kenya) in 2h35:49, mentre la prima italiana è Gloria Giudici (Rovellasca) settima in 2h53:32. Con le vittorie di Rotich e Gebireyes, Kenia ed Etiopia salgono rispettivamente a 23 e 8 successi alla Venicemarathon. Nella gara handbike si correva sulla distanza dei 30 km. La vittoria è andata a Mirco Bressanelli in 53:’10”, con al secondo posto assoluto (e ovviamente primo tra le donne) la pluricampionessa paralimpica Francesca Porcellato (54’:42”). “

 

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Peluso

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