Curiosita — 16 giugno 2010

Mestre, 16 giugno 2010 – Oltre 7 milioni di euro, di cui quasi 6 milioni nel solo territorio veneziano ed una crescita in 8 anni del 21,32% (indotto totale di 5 milioni 772mila euro rilevato dalla ricerca del 2002) che, con gli adeguamenti Istat sarebbe addirittura dell’ordine del 32,62%.
Questo è quanto emerge dalla nuova ricerca ‘Venicemarathon – Impatto economico sul territorio. Analisi dei dati relativi all’edizione 2009‘, realizzata congiuntamente dal Venicemarathon Club e dalla Camera di Commercio di Venezia e presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa ufficiale presso la sede dell’Ente Camerale di Mestre.

Nata dall’esigenza di verificare con dati tangibili la crescita dell’evento dopo l’edizione da record della Venicemarathon dello scorso anno e per la Camera di Commercio – come ha illustrato questa mattina il suo Presidente Giuseppe Fedaltodalla necessità e obbligo di misurare con uno strumento concreto l’efficacia della propria attività istituzionale e le ricadute del proprio intervento sul territorio, l’analisi ha messo in luce la ricchezza prodotta sul territorio dalla Venicemarathon 2009 che, come ha ricordato il Presidente Onorario del Venicemarathon Club Piero Rosa Salva, sin dalla prima edizione (1986) è servita per la promozione sportiva sul territorio e come volano di visibilità e sviluppo per le attività economiche. Questa ricerca ne è solo la riconferma.

Complici del successo anche le numerose iniziative collaterali ad arricchimento della rassegna, realizzate anche grazie all’intervento economico dell’ente camerale al fianco della maratona dal ’99 e dell’Azienda Speciale Venezi@Opportunità che, come ha ricordato il Segretario generale dell’Ente Roberto Crosta, negli anni hanno conferito valore aggiunto alla manifestazione e visibilità. Da Exposport (102 aziende 91 espositori), alla Family Run (corsa non competitiva del sabato che lo scorso anno ha richiamato 10.150 persone), da ‘Anima la Maratona’ (evento musicale on the road) ad ‘Adotta un ponte’, iniziativa di civiltà per rendere la corsa possibile anche agli atleti diversamente abili ma di cui poi beneficiano anche turisti e residenti nel centro storico di Venezia.
Un contenitori di eventi – come ha spiegato Lorenzo Cortesi Direttore Generale di Venicemarathon – creato da progetti integrati tra loro, per coinvolgere target variegati, promuovere i valori sociali e culturali dello sport e aumentare l’indotto economico sul territorio.
Siamo fieri – aggiunge ancora Cortesi – di essere una delle manifestazioni che generano il maggior indotto economico per il territorio e ringraziamo le amministrazioni comunali, provinciali e regionali per il supporto che ci hanno dato e che continueranno a darci.’

Partendo da un raffronto con l’ultima analisi di Stage Up del 2002, il nuovo studio (iniziato lo scorso ottobre e concluso a marzo) mette in evidenza come in 8 anni sia cambiato il target del maratoneta, il suo potere d’acquisto, i suoi modelli di consumo, il mercato degli stranieri e la loro incidenza sulla ricaduta economica.

Nel dettaglio – come ha illustrato il vice Presidente del Venicemarathon Club e curatore dello studio Stefano Fornasier – gli iscritti nel 2009 sono stati quasi 7.000, precisamente 6mila 965, di cui 5.524 italiani (il 79,31%) e 1.441 stranieri (il 20, 69%), con un incremento del 12,12% rispetto all’analisi precedente, relativa alla edizione 2001. Per completare il quadro va aggiunto anche il numero di quanti accompagnano gli atleti in questa esperienza turistico-sportiva, calcolati in 12.885 persone: per ogni atleta straniero si contano 2,08 accompagnatori. Fatte queste premesse, la maggiore propensione di spesa la dimostrano gli stranieri, che approfittano della manifestazione per soggiorni turistici di media tra i tre e i cinque giorni e che, oltre alle normali spese alberghiere, spendono in modo interessante anche per oggetti ricordo, regali, trasporti, visite museali, ristoranti. Nel dettaglio, per l’edizione 2009 si stima che i partecipanti stranieri e i loro accompagnatori abbiano speso 3 milioni e 699mila euro tra spese di trasporto (un milione 414mila euro), alloggio (un milione 314mila), di ristorante-pizzeria (248mila euro), acquisti individuali (412mila) e visite a mostre o musei (310mila), mentre gli atleti italiani (e accompagnatori) hanno sostenuto spese superiori al milione e mezzo di euro, ai quali vanno aggiunti gli oltre 75mila euro spesi dagli espositori della 102 aziende di Exposport.

Sempre in tema di stranieri, rispetto al 2002 sono in aumento (+3%) i concorrenti britannici e in calo i francesi e, in misura minore, statunitensi. Ma, considerata la crisi economica mondiale che lo scorso anno ha penalizzato tutte le grandi manifestazioni sportive, Venicemarathon non ha mostrato contrazione di partecipanti ma al contrario una crescita. La ricerca illustra poi anche la distribuzione territoriale degli iscritti italiani.

A fronte di questi conteggi, l’indotto economico totale della manifestazione risulta pari a 7 milioni e tre mila euro, di cui 5 milioni 316 mila euro di spese dei partecipanti e un milione 686mila euro di spese organizzative dirette: si tratta peraltro di un valore sottostimato, da cui non è compreso, ad esempio, essendo difficilmente stimabile, l’enorme ritorno di immagine per Venezia e la Riviera del Brenta prodotto dalle trasmissioni Rai: in particolare, la diretta è durata tre ore e ha registrato un’audience massima di ben 1 milione e 237mila spettatori (il maggior numero di telespettatori in diretta di tutte le maratone italiane riprese dalla tv), per uno share massimo del 13,8%. Inoltre, una buona fetta di tale indotto, 5 milioni e 797mila euro, riguardano la sola provincia di Venezia.

In definitiva, e considerando le sole spese dei partecipanti, ogni persona giunta a Venezia per Venicemarathon nel 2009 ha speso in media 267,84 euro, il che fa considerare che ogni iscritto alla maratona porta un valore pro capire sul territorio di 763,32 euro.

In conclusione, rispetto allo studio del 2002 si evidenzia un sensibile aumento dell’impatto economico di Venicemarathon sul territorio, e questo nonostante la crisi economica esplosa nei mesi scorsi. La manifestazione si conferma, dunque, come una straordinaria opportunità per le imprese del territorio con ulteriore previsione di crescita se, con un grande sforzo organizzativo, si riuscirà a dare risposta a tutte le domande che continuano a pervenire.
Ricordiamo solo che quest’anno, per i 25 anni della corsa, le iscrizioni sono state chiuse anticipatamente a fine aprile per Sold Out pettorali (7.000).

Autore: Ufficio Stampa

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Peluso

  • antonello lommito,c.s.c. amici del ciclo sez.podis

    un indotto straordinario creato da un’organizzazione certamente raccomandabile a tutti i podisti che amano cimentarsi oltre che nei lunghissimi percorsi anche nella bellezza che i vari passaggi di questa singolare maratona offre a tutti i partecipanti!Unica raccomandazione non siate tanto parsimoniosi nei ristori e pensate a tutti proprio a tutti quelli che vi parte
    cipano, dai top-runner capaci di concluderla in 2 ore e pochi minuti a quelli che le 6

    ore se
    le
    prendono tutte!

    o
    tu
    tte!
    com
    pliment
    i

  • buonocore vincenzo isaura valle dell’irno

    non avanza un pettorale!!

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