Curiosita — 04 settembre 2010

Che bello correre, oltre alle bellissime sensazioni che provi nel farlo e bello anche rincontrare vecchi amici, come in questo caso.
Lunedì mattina mi squilla il telefonino, ho il numero memorizzato come ‘Nina’, il simpatico nomignolo dato in occasione della Spartathon del 2008 a Emanuela Beriola, la dolce moglie di Alessandro Papi, i 2 ultramaratoneti pratesi che non si stancano di girare il mondo con la scusa di correre. Il loro viaggiare e la padronanza delle lingue estere li ha portati a conoscere posti e atleti di tutto il mondo.
‘Ciao Nina, dimmi’
‘Domani arriva Scott Jurek e si ferma per qualche giorno da noi, avreste voglia di venire a Prato per passare una serata con lui’
‘Nina lo sai che sono un suo fans, come posso non accettare un simile invito. Adesso mi organizzo con Luisa e vedrai che saremo là per l’ora di cena’
Prendo subito il telefono e parlo con Luisa che conoscendomi, non mi dice di no e cosi ieri sera alle ore 20:00 siamo a casa di Emanuela e Alessandro.
C’è solo Alessandro ma presto ritornano, dal mare, Emanuela, Scott e la sua nuova compagna, JLu.
Appena entrano vado verso Scott e ci scambiamo un semplice ‘ciao’.
Una delle più semplici parole del mondo ma che racchiude tutto, la nostra amicizia partita da lontano, dalla Spartathlon 2006 per proseguire all’edizione 2008 quando alcuni nostri gesti (me e Alessandro) hanno fatto accrescere la sua stima nei nostri confronti.
Lorenzo Trincheri che sapeva del mio incontro mi manda il primo sms ‘Allora doppia l’allenamento o no? Ripetute ne fa oppure solo corsa in montagna’
Non solo Lorenzo, ma anch’io sono curioso e vorrei fargli mille domande. Dovrò attendere un pochino ma credo di avergliene fatta abbastanza.
Andiamo a cena e troviamo l’Azzurro della 24 ore Antonio Mammoli e l’altro ultramaratoneta Fabrizio Fedi con le relative mogli che ci attendono quasi impazienti perché anche loro non vedono l’ora di conoscere e scambiare 4 chiacchiere con Scott. Antonio regala a Scott, il cappellino della Nazionale Azzurra.
Mentre si mangia e si beve, cominciano le domande.
‘Come hai cominciato a correre’
‘Da ragazzo facevo sci da fondo e d’estate correvo a piedi, poi casualmente ho partecipato a una competizione di corsa in montagna e mi è piaciuta. Con il passare del tempo arrivavano anche i risultati e cosi ho abbandonato gli sci per dedicarmi completamente alla corsa’
‘Cosa ne pensi dell’annullamento dell’UTMB?’
‘Mi è molto dispiaciuto perché ero preparato ma la sicurezza degli atleti è la prima cosa e gli organizzatori hanno fatto bene a prendere certe decisioni. Però se fosse stato compito mio prendere la decisione di annullare o meno la gara, avrei fatto proseguire i migliori atleti, tipo i primi 100 e bloccati gli altri. Non me ne vogliano ma reputo che un’atleta che si trova in quelle posizioni sia da considerare esperto e, diciamo professionisti, quindi sa prendere decisioni importanti quando c’è ne bisogno, gli altri, diciamo amatori, appunto perché definiti cosi bene, non sono tutti pronti a reagire bene di fronte a un pericolo ed è meglio evitare di mettere a rischio la loro salute. Ripeto, è solo una mia considerazione’
‘Quali sono state le gare più dure che hai disputato?’
‘Su strada la Spartathlon mentre su sentieri la Hardrock (100miglia con 10.000mt+ e con la maggior parte corsa in quota sopra i 3500mt slm. Lui lo ha vinto nel 2007).
Ho sofferto molto anche nella 24 ore valevole per il Mondiale di specialità (nel 2010), perché girare su di un anello è dura da gestire con la testa, preferisco partire da un posto e arrivare da un altro.
‘Però hai ottenuto il primato americano, questo non ti gratifica?’
‘Certo e per questo che proverò ancora una 24 ore, per vedere se posso migliorarmi ancora’
‘Fra tutti gli atleti che hai conosciuto, quali ritieni più forte’
‘Su strada i 2 giapponesi Sekiya e Inoue mentre fuori strada lo spagnolo Jornet e l’amico Kuprika’
‘Scusa ma se Kuprika è arrivato 2° assoluto all’ultima Western States 100 mile (davanti a Jornet), dietro a Roes, perché definisci più forte quest’atleta?’
‘Mi sto trasferendo in Colorado per meglio allenarmi in montagna, li ho anche la possibilità di allenarmi con loro due, mi sono già allenato con loro e a mio avviso Kuprika è il più forte’
‘Tarzan (come è noto essere chiamato Kuprika in Italia) è molto famoso anche in Italia, lo sapevi?’
‘Scusa ma chi è Tarzan?’
‘Kuprika, ma perché non lo chiamate anche voi cosi?’
‘Ma no, Kuprika in america è chiamato Jesus (Gesù)’
Un attimo di riflessione generale, poi tutti insieme affermiamo che effettivamente assomiglia molto di più a Gesù che a Tarzan ma visto che veniva chiamato cosi, pensavamo che questo nomignolo venisse dall’america.
‘Sul suo blog leggo che nel periodo di carico doppia e riesce anche a fare più di 300km a settimana con 21000mt di dislivello positivo, ma come fa a recuperare, che lavoro fa?’
‘E’ studente e quindi riesce ad allenarsi e recuperare abbastanza bene’
‘Non so se ti ricordi ma alla Spartathlon del 2006 era presente anche il giapponese Inoue che arrivò 9° assoluto e ben lontano da te. Noi c’è lo ricordiamo perché dopo circa 50km ci ha affiancati e ha corso un buon tratto con noi, sembrava avesse gli occhi chiusi’
‘Non ricordo Inoue in quella occasione, ma in seguito guardando le classifiche ho notato che era presente anche in quella occasione, ma adesso si è migliorato tantissimo’
La compagna guarda Scott e scoppiano a ridere, interviene dicendo
‘Inoue anche al Mondiale (che ha vinto con poco più di 273km) sembrava corresse con gli occhi chiusi’
‘Qual è la gara che ti piacerebbe correre in Italia’


‘Ho sempre sentito parlare della 100km del Passatore e mi piacerebbe un giorno poterla correre’
‘Quando decidi sei nostro ospite, abitiamo a pochi chilometri da Faenza e per noi averti ospite a casa nostra sarebbe un grande onore’
‘Grazie, ne terrò presente’
‘Della 100km del Passatore me ne parla molto bene anche l’amico brasiliano Valmir Nunes (ha vinto 2 edizioni della 100km del Passatore è tutt’ora ha la 2° prestazione di sempre). Mi dispiace di averlo conosciuto quando lui era già in fase calante ma dai risultati che ha ottenuti sicuramente sarebbe stato uno dei più forti ultramaratoneti che abbia conosciuto’
Loro hanno una bella amicizia e nelle mie 2 partecipazioni alla Spartathlon ho sempre avuto modo di notarlo. Nell’occasione della Badwater che Nunes ha vinto, prima di partire Scott gli ha detto ‘se batti il mio record vengo ad abitare in Brasile’. Quell’edizione è stata caratterizzata dal fresco e Nunes ha battuto il record ma Scott non ha mantenuto la promessa e ogni volta che si incontrano gli è lo ricorda.
‘Quanti allenamenti fai alla settimana?’
‘Riposo un giorno alla settimana anche nei periodi di carico dove mi alleno anche 2 volte al giorno’
‘Quanti chilometri fai al giorno?’
‘Nei periodi di carico arrivo a fare anche 30-50km al giorno, ma poi mi prendo dei bei periodi per recuperare. Ma in Italia non si trova il libro Born to run? Parla anche di me e della mia vita sportiva’
‘In Italia si trova questo libro solo con il testo in Inglese ma non sapevamo parlasse anche di te’
‘Ma allora non ci dai qualche consiglio per migliorarci?’
‘Allenarsi, allenarsi e ancora allenarsi, questo è il miglior consiglio’
Nulla di nuovo ragazzi, dobbiamo solo allenarci per andare un po’ più forti.
‘Prossimi programmi sportivi?’
‘L’11 Settembre farò una gara di 11km in estremo Oriente in una base NATO per ricordare la strage dell’11 Settembre sulle Torri Gemelle, poi dopo l’annullamento della UTMB ho fatto richiesta agli organizzatori della Spartathlon di poter partecipare, ma non ancora mi rispondono e sono un po’ preoccupato di ciò’
‘Senti Scott, se hai problemi e non riescono a trovarti un pettorale, non preoccuparti, correrai con il mio e magari senza cambiare il nominativo cosi potrò dire anch’io di aver vinto la Spartathlon’
Risata generale.
La serata è finita ben presto, peccato, ma dopotutto siamo amici e questo ci permetterà di incontrarci ancora per le strade del mondo, con o senza le scarpe da corsa nei piedi.


Che bello correre

Autore: Enrico “Vichi” Vedilei

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