TuttoCampania — 16 novembre 2008

Ma come si può? Solo a Napoli, Signori, si può concepire una gara che “passa” nei vicoli affollati per le spese natalizie, i famosi Decumani che già normalmente sono oppressi dalla moltitudine migrante di persone che, nei due sensi di marcia, cerca di fare acquisti in una sorta di “struscio” festivo.


Domenica 16, poi, complice la bella, insperata, giornata di sole, erano in migliaia a ingolfare la strettissima Spacanapoli. E la mezzamaratona doveva passare proprio da lì! E non per un giro, badate bene, ma per due. Non alle otto di mattina, ma tra le dieci e mezzogiorno, quando il vicolo – precisamente il tratto che va da via Duomo a piazza del Gesù – è letteralemente gremito da famiglie intere, bambini, carrozzini, gruppi turistici, suore in pellegrinaggio e quant’altro…


Non ci sono parole. Solo pazzesco. E pericoloso. Per i runners, che rischiavano anche uno stiramento per l’obbligato stop e slalom e per la gente che veniva sballottata, urtata – e qualcuno è anche caduto. Improperi e parolacce, insulti e urla da parte di chi cercava di farsi spazio e da parte degli allucinati passanti, carichi anche di borse, shopping, pastori e pacchi regalo.


Ma chi ha avuto la brillante idea? E’ vero che la Spaccanapoli si corre da 25 anni (prima era una diecimila), ma non si era mai fatta ad autunno così inoltrato e così tardi nella mattinata.


E comunque non è che il resto della gara sia stata più tranquilla: doveva essere una domenica ecologica e invece auto, bus di linea, pullman in visita turistica e mezzi a due ruote, sfrecciavano indisturbati soprattutto lungo il rettifilo, con grande sprezzo del pericolo di multe e gran pericolo invece per i corridori. Pochissimi i vigili che, tra l’altro, alle proteste dei partecipanti rispondevano con un’alzata di spalle


Insomma, pollice verso per gli organizzatori.


Peccato, doveva essere una giornata di sport e relax… La fanfara dei Bersaglieri aveva dato la carica giusta e il lungomare era bellissimo in una giornata che solo la nostra città poteva regalarci dopo la pioggia scrosciante del giorno prima. Peccato. Peccato davvero.


 


 

Autore: Alessandra Giordano

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