Cronaca — 23 ottobre 2008

Lello SantarpiaOggi è una bella giornata. Ho scelto di essere qui, a Scala, vicino a Ravello, per una corsa più tranquilla e c’è pure la Sagra della Castagna. Potevo andare ad altre manifestazioni ma, dopo l’arrampicata sul Vesuvio della settimana scorsa, avevo bisogno di qualcosa di più leggero.


Non siamo in tanti, tutto sommato la manifestazione risulta più intima e accogliente. Riconosco qualcuno perché lo incontro di domenica nelle altre gare.


Oggi mi hanno accompagnato anche Maria ed il piccolo Giuseppe, non capita spesso e sono contento, spero di fare una bella figura, mi dovrò impegnare di più anche perché loro sono qui a vedermi.


Prima di venire mi aspettava una domenica come tutte le altre ma adesso mi accorgo che non essendoci tanti atleti potrei aspirare a… Lo penso ma non lo dico, Gigino mi ha detto ‘Vai lì per vincere?’.


Veniamo chiamati alla partenza dopo un breve riscaldamento e subito siamo pronti, una volta tanto senza essere compressi e senza spintoni; i Vigili sono al loro posto e non manca più nessuno.


VIA. Siamo partiti e subito affrontiamo una discesa e ci sfilacciamo. La partenza è stata veloce e qualcuno è già in fuga, io sono in sesta posizione e mi sento bene, i fuggitivi non sono poi tanto lontani da me.


Adesso, finita la breve discesa iniziale, inizia subito la salita. Spingo con un’azione controllata, mi sento bene e spingo ancora: recupero qualche posizione. La salita è lunga ma continuo a forzare il ritmo, recupero ancora qualche posizione: adesso sono secondo. Incredibile: supero anche il primo quando manca poco al termine della salita, comincio a sognare e mancano meno di due chilometri all’arrivo.


Iniziamo la discesa, devo spingere anche in discesa, sono io lì davanti. I Vigili ed i motorini mi aprono la strada e mi sembra di volare, corro più velocemente che posso, manca poco al traguardo ma sembra lontanissimo, vorrei già essere laggiù. Sono ancora io davanti a tutti e nessuno è più vicino a me.


Non mi sembra vero, adesso manca pochissimo, forse solo cento metri. Penso a tutti i sacrifici fatti, gli allenamenti senza saltare un giorno seguendo i programmi di Marco Cascone, le ripetute, tutte le gare di 10 km, di 21 e le maratone, tutto mi scorre in pochi secondi nella mente.


Finalmente taglio il traguardo e sono il primo, sollevo gli occhi al cielo, mi faccio il segno della croce e alzo le braccia in segno di vittoria per la prima (e forse ultima) volta. Viene chiamato il mio nome come vincitore. Si è realizzato un sogno che credevo impossibile, credevo che sarei morto senza che succedesse.


A poco a poco arrivano anche gli altri, non siamo in tanti, è vero, ma ho vinto io. Almeno per una volta assaporo il piacere della vittoria, credevo che non sarebbe mai successo, mi scattano delle foto e mi fanno i complimenti, sono tutti gentilissimi, non solo i ragazzi dello staff. L’attesa per la premiazione sembra lunga, alla fine mi chiamano e salgo sul palco con il piccolo Giuseppe, mi premiano il Sindaco e le altre cariche.


L’emozione è tanta e mi commuovo, pensando anche a Maria e Giuseppe, per loro sono il campione tutti i giorni, oggi, almeno per oggi, lo sono anche per gli altri.


Attento Marco Calderone…ho vissuto una giornata come te! Proprio una bella giornata.

Autore: Lello Santarpia

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