Curiosita — 06 gennaio 2010

Quest’articolo potrebbe anche intitolarsi Oro allo stato grezzo, oro come quello di una futura medaglia fra due o tre olimpiadi addirittura, chissa?


Sono andato a fare una gara di paese domenica scorsa, la Corsa dell’Anno Nuovo di Alfarnate, un paesino un po’ in alto, nella provincia di Malaga, in Spagna. La strada per arrivarci faceva dimenticare la fatica della prima alzataccia dell’anno, tant’erano belle le montagne, la vista sul mare a 900 metri di altezza, gli ulivi, i ruscelli argentati dal primo sole…


Una volta arrivati al villaggio, si cominciano a vedere quei strani uomini e donne in abiti colorati e attillati, tutti in forma, senza un chilo di troppo anche in questo periodo di eccessi gastronomici. Si cambiano vicino alle macchine coi cofani apperti e l’aria un po’ preoccupata. Guidato da una voce sparata da un’altoparlante, giro l’angolo di una stradina e scopro una piazzetta gremita, un arco gonfiabile rosso. L’unico punto animato del paese. E’ l’arrivo e la partenza, la preparazione. Vedo subito che prima ci sarà una gara giovanile. Dei bambini si piazzano sotto l’arco, tenuti fermi dal poliziotto locale che sembra contento di usare il suo fischietto una volta l’anno. Bang! Comincia la corsa dei piccoli, noto come è diversa la partenza fra loro. Sembra che ci siano anche lì dei top runner e dei mortali. Una ragazzina in sovrapeso parte ultima, tranquillissima con un’aria un po’ scocciata, mentre gli altri scompaiono già dietro la prima curva. Dopo un  po’ di tempo, in una stradina a fianco, si rivedono i bambini. Capisco che la piazzetta è posta nel centro del percorso a forma di 8. Il primo è un maschietto di 8/9 anni, seguito da una femminuccia un po’ più piccola in altezza e in età. Sento dei commenti vicino a me che lodano lo stile e la forza della piccola. ‘¡Mira como corre la niña esa!’


Infatti, appare ovvio che fa poca fatica a seguire il primo. Lo sorpassa anche, ma dopo poco, un volontario la ferma facendogli dei grandi segni perché stava sbagliando strada e lei fa un giro su di sé, saltellando, prima di ripartire nella direzione giusta, seguita a un metro dal secondo. Scompaiono i due battistrada, si vedono gli altri passare a spiccioli in quel punto. Ed ecco che dopo meno di 1 minuto appare la bambina nel tramo finale, sola solissima. In quel frangente, ha evidentemente accelerato e il maschietto arriva una quindicina di metri dietro. La bambina vince in scioltezza, con l’aria un po’ spaesata, sotto gli applausi dei grandi.


Dopo poco, c’è un’altra gara di bambini, un po’ più cresciutelli. Questa volta devono fare 2 giri. Io sto riscaldandomi e facendo stretching e non sto a guardare la partenza. Quando presto attenzione alla gara, sempre osservando quella ‘finestra’ intermedia, scopro il primo, un bambino che corre benino con una falcata lenta ma molto amplia. Poi seguono altri tre che fanno molta più fatica, e dietro di loro appare la bambina di prima, molto concentrata, con un’aria seria forse dovuta al fatto che sta correndo coi grandi. Ovviamente, non era stanca e dopo 3 minuti ha deciso di lanciarsi nella gara successiva. Dietro di lei, dei bambini che la sovrastano di una testa o più. Anche lì, dopo poco arriva il primo, sentiamo dallo speaker che ha impiegato 8 minuti e pochi secondi (il giro dovrebbe fare 1 km, ci sta) ha preso un po’ di vantaggio sul gruppetto di 3, e non lontano da questi, tutti i presenti all’arrivo assistiamo a una vera e propria visione. La famosa bambina ha deciso di accendere il turbo per gli ultimi 20/30 metri e vediamo passare una scheggia. Sorrideva e volava. Ricordo perfettamente l’impressione di velocità, lo stupore della folla e in quell’attimo – immaginatevi uno con la bocca apperta – ho pensato subito che in velocità pura, quella bambina non era lontana da me. In più veloce o in meno veloce? Quelli che leggono questo e non mi conoscono, potranno liberamente pensare che forse non sono tanto veloce. Comunque sia, l’ho vista passare lanciata da un punto A a un punto B, e in quella distanza davanti a me, mettiamo 5 metri, la velocità era folle. Insomma, una visione quasi mistica. Se ci ripenso ora, capisco l’importanza della leggerezza nella corsa. I chili erano pochi e a quella velocita e facilità di falcata, il peso distribuito sull’asfalto doveva essere vicino allo 0, cioè vicino alla perfezione, a una ciffra ideale alquanto teorica.


Insomma, la velocità di una bambina di 7 anni mi fa divagare. E’ dunque giunto il momento di concludere. Ai genitori che hanno letto fin qui questo resoconto di gara infantile, spero di aver fatto venir voglia di iscrivere i figlioletti in un club di atletica, e che in quei club trovino allenatori appassionati. A tutti gli amanti della corsa, spero di aver dato loro la voglia di imitare una bambina di 7 anni, di ricercare quella leggerezza perduta… per ritrovarla anche solo un’attimo, bastano 5 metri all’arrivo di una 10 km, di una mezza o di una maratona. Indipendentemente dal vostro peso, età, costituzione, pensate forte: ‘Ora sono leggero, devo correre leggero.’ Vedrete, funziona… per 3 metri!


A tutti dunque, buon anno 2010


 

Autore: Francisco Fernandez

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Peluso

  • pasquale raganati asa detur

    Carissimo Francisco, la lettura del tuo bellissimo articolo mi ha regalato, anche al calduccio delle coltri, la piacevole sensazione che provo nel correre. Quasi quasi scendevo in pigiama ed asics a fare un paio di ripetute intorno al palazzo. Bellissima la descrizione della bimba che corre ! Ah, povera figlia mia Alessia (nove mesi già tesserata per ASA DETUR) non sa la fatica e gli allenamenti che la attendono, sotto gli occhi del suo papà severo e del suo allenatore Enzo Rossi. Scherzo ovviamente ma mi piace immaginare per lei un futuro da atleta in un ambiente ricco di persone sane e sincere !! A presto amico

  • francisco, asa detur

    caro Pasquale! senza scherzi, trasmetti alla tua figlia la passione per la corsa, ma Enzo Rossi non va bene per i giovani! Lo voglio bene, Enzo, ma è più adatto per atleti già maturi e navigati come Gioacchino, per esempio, che ama ascoltare i suoi consigli… a presto!

  • francisco, asa detur

    caro Pasquale! senza scherzi, trasmetti alla tua figlia la passione per la corsa, ma Enzo Rossi non va bene per i giovani! Lo voglio bene, Enzo, ma è più adatto per atleti già maturi e navigati come Gioacchino, per esempio, che ama ascoltare i suoi consigli… a presto!

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