Curiosita slide — 04 febbraio 2013

Jeff GallowayOrmai da quando soffro di fascite plantare non sto più correndo come una volta, però il richiamo della corsa è sempre forte in me. Non riesco proprio a farne a meno, ed in qualunque modo voglio che sia parte integrante della mia vita, anche attraverso le letture che sto approfondendo in questo periodo di stop atletico.
Qualche sabato fà passeggiando tra i vicoli del centro storico di Napoli ho prestato la mia attenzione ad una libreria che esponeva questo libro: La Maratona per Tutti di Jeff Galloway data di pubblicazione 1982. Non ho resistito ed ho approfondito la tematica.
Jeff Galloway era un runner statunitense che ai tempi del liceo correva solo per fare jogging e tenersi in forma  ma grazie alla sua tenacia e all’efficacia dell’allenamento, migliorò sempre più, fino ad arrivare a qualificarsi per la maratona dei Trials statunitensi e conquistarsi un posto per le Olimpiadi di Monaco 1972. Proprio durante i Trials gli capitò un qualcosa di sensazionale che avrebbe influenzato tutta la sua vita. In gara c’era un suo compagno di squadra, Jack Bacheler. Agli ultimi km, Jeff decise di rallentare volutamente il ritmo per “tirare” l’amico fino al traguardo, consentendo anche a lui di qualificarsi per i Giochi Olimpici. Ebbe una soddisfazione infinita da quel gesto al punto  tale che decise quale fosse la vera finalità della sua vita. Vale a dire aiutare le persone a godere della corsa e a vivere l’esperienza esaltante di vincere la sfida contro se stessi, il tempo o la distanza.
La sua specialità è portare al massimo il piacere e la gratificazione che si possono trarre dal running, minimizzando al contempo infortuni e fatica. E i numeri sono dalla sua parte: più di 250.000 corridori hanno avuto successo usando il suo metodo grazie alla formula innovativa che prevede l’alternanza di tratti di corsa a tratti di passo, tanti amatori arrivano a tagliare il traguardo di una maratona..
Il programma Galloway dura 30 settimane e prevede 3 allenamenti alla settimana: due sono per mantenere la condizione fisica, il terzo serve a migliorarla. In questo metodo, valido sia per la 42Km che per la 21km, mentre il riposo intermedio costituisce una componente importantissima, perché riduce la possibilità di farsi male e permette ai muscoli di recuperare dopo la dolce sfida dei chilometri in più. Rigenerandosi, i muscoli si adattano all’allenamento, che così diventa si consolida e via via può crescere sempre più in quantità e qulità.
Nel libro si evince che il numero dei chilometri dell’uscita lunga aumenta ogni settimana, poi ogni due. Quando, col tempo, si arriva ai 30 chilometri, la distanza aumenterà ogni tre settimane. Per quanto riguarda le due sedute più corte, si corre intorno ai 12 km intervallando le seduto con delle camminate. Il recupero ed il ritmo costante sono le parole vincenti.
Un libro che invoglia a correre ed a vivere lo sport in libertà. Lo consiglio per tutti.

Autore: Cristian Avino

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