HOME PAGE Maratone e altro — 20 dicembre 2011

Autore: Franco Anichini - 

Sabato sera, verso le sei, lucine incerte avevano cominciato a muoversi intorno al centro di gravità del Pit Stop, un ritrovo non nuovo al supporto di manifestazioni sportive. Mi trovano in quei luoghi in compagnia di una signora russa, che poco conosce della nostra Italia, e mi proponevo di farle vedere che cosa sono capaci di fare i toscani, quando si mettono in testa una cosa.
Alle sei, le lucine si sono raggruppate e la potente voce di Marco ha scandito gli ultimi secondi prima del via. Le lucine si sono slanciate di corsa verso i 13 chilometri della prima tappa del Mont’Albano trail: una lunga fila di magnifici folli, poetici folli, allegri folli scanzonati si è dipanata davanti agli occhi della mia mica russa… una luce= un folle! L’ho guardata negli occhi: era commossa!
Così è cominciata l’avventura del Trail invernale del Mont’Albano, un’altra delle invenzioni degli amici dell’Atletica Capraia. Non contenti di avere fatto scuola con l’invenzione della loro magica Ottore, dallo scorso anno si sono impegnati in questa nuova avventura. E dato che “normale” non poteva essere, due tappe, di cui una in notturna ed in pieno inverno!
Idea stimolante, sfida affascinante, come hanno subito capito i podisti toscani e non solo, che sono accorsi numerosi, oltre le aspettative degli organizzatori. Il numero complessivo supera abbondantemente i 150 pettorali immaginati come massimo possibile, anche se è vero che alcuni hanno corso una sola tappa.
Dopo l’arrivo, tutti a cena al circolo Arci, dove i cuochi magici dell’Atletica Capraia hanno superato se stessi allestendo un terzo tempo che da solo valeva l’iscrizione! Ma il piacere puro e semplice di esserci, dove lo mettete?
La mattina dopo, domenica, ancora tutti a correre fra le colline di Toscana, ma stavolta i chilometri sono 30, benchè aiutati dalla luce del sole. Mattinata invernale splendida, fredda ma luminosa come solola Toscanasa essere quando dice di essere luminosa, appunto.
Il Mont’Albano è una formazione collinare, altezza massima circa 600 mteri, a due passi da Firenze ma poco conosciuta dai fiorentini stessi.
Declivi talvolta severi, coperti d’ulivi e vigne, inframezzati da boschetti, da cui fanno capolino antiche ville e coloniche accuratamente ristrutturate. Da queste parti, se tocchi una casa, devi rimettere tutto com’era prima, almeno all’esterno, compreso perfino il colore delle persiane, rigorosamente di legno. Gli etruschi hanno costruito qui per primi, e chi siamo noi per distruggere il loro lavoro?
La lunga fila dei lucidi folli, stavolta senza luci, si slanciata ancora una volta su per le salite ripide e cattive, e per le discese nei sentieri del bosco. Ma l’ansia era quella di godersi la mattinata, non quella di arrivare presto al traguardo. Così è stato anche possibile che alcuni podisti si siano fermati lungo la strada a parlare con dei cacciatori impegnati in una battuta al cinghiale (autorizzata!) e che altri podisti, conquistata la vetta del Monte, non si siano slanciati subito giù per la discesa, trovando il tempo di fermarsi a fare foto al paesaggio, che la magnifica mattinata apriva fino al mare ed alle Apuane.
Ma alla fine, questa era una gara, per cui diciamo che i migliori sul traguardo sono stati Beppe Marazzi e Marco Zorantonello fra gli uomini e Lisa Borzani e Giuliana Arrigoni fra le donne.
Poi, per chiudere e dirsi arrivederci, ancora terzo tempo, ancora leccornie a bafo, o meglio, comprese nell’iscrizione.
Che dite, valeva la pena venirci?
All’anno prossimo!  

 

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