Allenamento slide — 23 giugno 2015

ultraNella vita si fanno delle scelte, molti preferiscono poltrire o restare in una zona di estremo confort per non rischiare un giudizio, una brutta figura, altri per sentirsi vivi devono sentire il proprio corpo, le proprie sensazioni corporee, il cuore che palpita, il respiro affannoso, il sudore colare da proprio corpo, il senso di fame, sete, freddo, caldo, c’è tanto bisogno di sentire.

Dalle risposte alla domanda “Cosa significa per te essere Ultramaratoneta?” una parte degli atleti ha evidenziato semplicemente il percorrere una distanza superiore alla maratona mentre un’altra parte ha evidenziato aspetti inerenti le capacità mentali di perseguire uno sforzo prolungato nel tempo oltre quello previsto per la percorrenza della distanza di una maratona e le conseguenze relative, tipo la capacità di saper soffrire, di saper autoregolare le proprie energie, lo sperimentare nuove emozioni, ecc..

Ma emerge anche l’importanza dello sperimentare, del far parte di una categoria privilegiata che sa che se vogliono possono fare tutto nello sport e nella vita.

Riporto di seguito le risposte alla domanda Cosa significa per te essere Ultramaratoneta?:

Vito Rubino: “Fare gare che durano almeno un giorno intero (12-24h). Significa correre dall’alba al tramonto senza fermarmi; significa non dormire per correre tutta la notte, e scoprire un nuovo giorno mentre continuo a correre.”

Nicola Ciuffreda: “Accettare una nuova sfida della lunga distanza, una scommessa con te stesso che nonostante tutto quello che succede intorno a te nel mondo reale di tutti i giorni e nella vita sei pronto a reagire e metterti in discussione a nuove emozioni e sensazioni che ti accompagnano lungo le strade di una gara.”

Vincenzo Luciani: “Un motivo di orgoglio e di autostima; l’acquisizione di una mentalità da ultramaratoneta nel senso di capacità di autoregolazione delle proprie energie fisiche e di autocontrollo psichico sperimentato sulla lunga durata della prestazione sportiva; una capacità di saper soffrire, tener duro e saper resistere ad uno sforzo prolungato.”

Marco Dori: “Significa misurarmi con i miei limiti soprattutto mentali. Non ho una corporatura da maratoneta; sono alto 1,94 mt e peso intorno ai 95 kg e negli anni passati già la maratona per me era una misura limite. Poi ho scoperto le ultra e ciascuna di esse è stato un percorso dentro me fatto di sfida, difficoltà, solitudine, contatto con la natura, rispetto, voglia di mettermi alla prova. Quando parto so che vivrò un’esperienza irripetibile e unica.”

Giuseppe Meffe: “E’ una modalità importante per conoscersi dal punto di vista fisico e mentale.”

Claudio Leoncini: “Non aver imbarazzo e paura di se stessi; nelle ultramaratone si passano ore e ore in compagnia solo dei propri pensieri.”

Paolo Zongolo: “Avere appunto una filosofia differente dal semplice runner, cercare sempre di spingersi ad affrontare sfide diverse e sempre più dure, ma non per dimostrare qualcosa a qualcuno, al contrario, l’ultramaratoneta a mio parere cerca di sorprendere e migliorare se stesso per fortificare mente e corpo.”

Ivan Cudin: “Letteralmente un podista che pratica corse più lunghe della maratona. Secondo la mia accezione, significa aver trovato un attività sportiva che mi faccia star bene e mi regali sensazioni irripetibili, che mi faccia vivere emozioni molto forti e mi ha aiutato a trovare dentro di me la giusta forza di volontà e convinzione per superare i momenti di difficoltà.”

Daniele Baranzini: “Significa perforare il mondo interiore ed esteriore.”

Giuseppe Mangione: “Per me essere ultramaratoneta significa in primis aver trovato un ottimo equilibrio psicofisico.”

Francesca Canepa: “Significa semplicemente ritenere possibile correre QUALSIASI distanza. Senza limiti. Significa che il mio cervello non vede confini, il mio corpo neanche.”

Lisa Borzani: “Nel senso stretto del termine significa percorrere distanze superiori ai classici 42 k in senso più ampio per me significa amare correre su strada o per sentieri per un periodo di tempo abbastanza lungo da far entrare in gioco variabili diverse oltre a quelle della classica ‘gara di corsa’ variabili che riguardano l’ambiente esterno ma anche il proprio intimo modo di vivere la lunga distanza.”

Roldano Marzorati: “Libertà di correre con meno tensioni interne ed esterne.”

Roberto D’Uffizi: “Significa avere la possibilità di effettuare un meraviglioso viaggio dentro noi stessi dove mente e fisico, in sinergia, cercano di portarti oltre lo stremo.”

Marco Zanchi: “Intraprendere dei viaggi tra la natura e con solo le tue energie a disposizione.”

Valentina Spano: “Far parte di un gruppo di privilegiati. Sono una persona che ama correre alla follia, l’ultramaratona è solo il mezzo per raggiungere la felicità. L’ultramaratoneta secondo me dimentica l’orologio, non pensa più i km uno ad uno. L’ultramaratona È un modo per prolungare la gioia della corsa.”

Gianluca Di Meo: “Ultramaratoneta non significa per me oltre i 42 km, ultramaratoneta è uno stato mentalealdilà dei km. È un avventuriero del limite.”

Dante Sanson: “Avere disciplina di vita forza di volontà e Benessere mentale e fisico.”

Armando Quadrani: Spostare i limiti fisici e mentali oltre uno schema predefinito. In trigonometria esprimerei il mio pensiero dicendo che è il limite che tende all’infinito. Non ci sono ostacoli, barriere, punti di arrivo che possono interrompere una avanzata. Una continua ricerca del mio io, che forse non riuscirò mai a scoprire fino a dove è stato collocato. Un viaggio continuo con me stesso, dentro me stesso. Quasi un peregrinare senza meta ,un navigare a vista. Una retta infinita che non ha un punto di origine ne di arrivo.”

Matteo Pigon: “Il concetto di ultramaratoneta mi porta la mente alla strada, mentre ultra trailer mi fa viaggiare nella libertà delle montagne.”

Marco Connor: “Significa non solo coprire lunghe distanze ma uno stile di vita.”

Luca Pirosu: “Sfiorare la sofferenza con una delle cose che ti piace di più, sembrerà arrogante, ma ti senti invincibile!”

Susanna Forchino: “Essere una persona che ha la possibilità di vedere il mondo sotto occhi diversi.”

Alina Losurdo: Essere Ultramaratoneta non la ritengo solo una questione di km oltre il numero 42, ma testa, spostare quel limite e cercare dentro di me nuovi stimoli soprattutto quando dopo tante ore che sei a spasso senti dentro quella vocina diabolica che ti chiede di fermarti. Un viaggio si ma lungo e che fa sognare, fa nascere e morire un milione di volte ma ti porta al traguardo.

Andrea Accorsi: “Ecco, il punto focale è questo. La mia personale interpretazione dell’essere ‘ultramaratoneta’ spazia oltre alla canonica catalogazione numerica di una distanza. Certamente non si può prescindere da quella, ma credo che ultramaratoneta sia anche uno stile di vita una visuale del ‘resto’ più profonda. Restare a lungo con se stessi, con i propri pensieri, con la fatica attaccata alla pelle crea una membrana visiva nuova, un punto di vista differente. Questo è l’aspetto che mi ha sempre affascinato e che mi ha indirizzato naturalmente a percorrere distanze sempre maggiori.”

Emma Delfine: “E’ stato provare un nuovo gioco.”

Tutto è relativo, tutto è soggettivo, tutto è personale, è quello che succede per tanti ultramaratoneti, o ultrarunner, o ultratrailer che vedono il mondo in modo diverso dai normali runner o dalle persone comuni che praticano una qualsiasi attività sportiva o che seguono lo sport in TV o sui mass media.

E’ quello che emerge da interviste ad ultramaratoneti per la redazione di un testo rivolto a loro ma anche a coloro che non conoscono questo mondo particolare per capire le loro motivazioni, passioni, stranezze, conoscere aneddoti, modalità di superare crisi, difficoltà, aspetti psicologici che utilizzano per raggiungere i loro obiettivi.

 

Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

CONTATTI: 380.4337230 – 21163@tiscali.it

www.psicologiadellosport.net

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