Cronaca — 24 ottobre 2011

In elegante abito rigato e cravatta blu, lineamenti nobili, barba bianca di qualche settimana e corti capelli canuti ex rossicci. Così s’è presentato il Presidente della IUTA, Gregorio Zucchinali, sul luogo dello svolgimento della 100 km x 10 = 1000 km, accompagnato dal dott. Massimo Pasi, componente della Commissione Medica IUTA. Giunto di primo mattino, con la sua presenza ha voluto rimarcare l’importanza di una gara, aperta a tutti, che si effettua per la prima volta in Italia, e che schiude grandi scenari al movimento nazionale dell’ultramaratona. Con tono pacato, voce suadente e accento bergamasco tanto quanto basta, ha  incoraggiato tutti, ha apprezzato la severità dell’organizzazione, ha sorvolato sulle polemiche, non rinunciando alla sua abituale, sottile vena ironica. Insomma, con la sua presenza, il Presidente ha inteso dire: ‘C’ero anch’io’.


Ai tre della 100 km, oggi s’è aggiunto Antonio Mazzeo, atleta dal curriculum impressionante, che fa parte della storia dell’ultramaratona italiana.


Davide Stangherlino ha optato per la 12 ore (80,740 km il risultato finale).


Marinella Satta s’è presentata sulla linea di partenza con un pallone da basket. Al colpo di pistola, ha cominciato a prenderlo a schiaffi  e a sbatterlo a terra. Solo dopo aver percorso 55,188 km  e migliorato il suo record registrato nel G.W.R., ha smesso d’infierire.


I maratoneti si sono ridotti a sei: Lorenzo Gemma, Stefano Giorgio, Marina Mocellin, Roberto Paracchini, Vito Piero Ancora e Michele Rizzitelli. I tempi fatti registrare da qualcuno di questi risultano alti perché, in gara, si sottopongono al test cognitivo. Vito Piero Ancora non sazio, di chilometri, ne ha percorsi 50. Il miglior maratoneta di oggi è stato Giorgio Stefano (4.03.44).


La monotonia del circuito rende ancor più dura la gara. Per movimentarla, allorchè completa il percorso della mezza maratona, ciascun atleta compie un giro con la bandiera dell’AVIS; l’operazione viene ripetuta al km 25 e suoi multipli. Quando si raggiunge la distanza della maratona o il traguardo della gara cui si è iscritti, è il Tricolore che viene sventolato. Poteva essere diversamente nell’Ultramaratona del Tricolore? Non è questa la Città del Tricolore? Siamo, poi, nel 150° dell’Unità d’Italia.


Sono cominciate le piccole crisi. Dovranno superarne più di qualcuna al giorno moltiplicate per dieci. Il conseguimento del risultato ha genesi multifattoriale: stare in forma per una decade, tempo bello per altrettanti giorni ecc. Se ci scappa il diluvio di Fano, sono dolori.


Anche oggi il tempo atmosferico è stato ideale, e ha favorito podisti e paracadutisti.


Dal confinante aeroporto, partivano a ripetizione aerei superleggeri che lanciavano una pioggia di paracadutisti. I concorrenti più timorosi sono rimasti a lungo con il naso all’insù. Ma non si è registrata nessuna invasione di campo.


Le noiose gare in circuito sanno anche diventare romantiche. Accade quando tramonta il sole. Mille fiaccole, ondeggiate dal vento, illuminano il sinuoso tracciato, rendendo magica l’atmosfera.


Riscaldati dal loro caldo tepore e avvolti nel Tricolore, hanno tagliato il traguardo con lo stesso tempo Antonio Tallarita e Vincenzo Tarascio (10:34:59), Antonio Mazzeo (12:58:54) e Angela Gargano (13:27:04)


 


 


 

Autore: Michele Rizzitelli

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