Cronaca — 23 aprile 2008

Eravamo in tanti. Il 13 aprile la Turin Marathon Gran Premio La Stampa è stata ancora una volta uno dei più grandi eventi podistici italiani e sicuramente la più importante manifestazione podistica che si svolge in Piemonte.
La maratona di Torino, con i suoi 2300 iscritti, 2100 partenti e 1800 arrivati, ha dei numeri che, se letti con attenzione, segnalano il grande lavoro svolto da un’organizzazione che, ogni anno, è presente in più di cento luoghi, città o manifestazioni a fare attività di incoming e a promuovere Torino in Italia e nel mondo.
I risultati si vedono, nonostante le elezioni, che hanno evitato che, quest’anno, si facesse il salto di qualità con 800-1000 iscritti potenziali che non sono potuti venire, ma si vede anche dalla partecipazione di quaranta nazioni. Questo è il frutto di un notevole lavoro.
Poi la Stratorino La Stampa e i bambini della Junior Marathon La Stampa, un grande evento che con la solidarietà e la moda della festa al Basic Village, diventano tradizione e riescono, in mezzo a non poche difficoltà, a creare gruppo.
La Città di Torino, le Città del percorso e le Forze dell’Ordine hanno risposto in modo straordinario e la giornata elettorale, che era vissuta con preoccupazione, è diventata per tutti una festa e un motivo di orgoglio. Le città hanno messo a disposizione le loro strade più belle e Torino è stata l’apoteosi. Nel mondo pochi sono i casi in cui i maratoneti sono accolti con così grande entusiasmo.
La presenza del Centro Maratona ai Bastioni delle Porte Palatine, poi, è stato un grande successo. Tutto questo merita da parte dei podisti grande considerazione. I corridori dovranno, quindi, riflettere sull’inopportunità di arrivare al mattino e andare via poche ore dopo e, invece, valutare positivamente il piacere e la bellezza di vivere una città così accogliente anche nei giorni prima, portando qualche piccolo vantaggio a un territorio, che ama talmente i maratoneti da mettere a disposizione le cose più belle, i Bastioni, la piazzetta Reale, le sue piazze più importanti, i suoi corsi e le sue vie più prestigiose sono alcuni esempi. A questo grande onore i corridori devono corrispondere con un investimento che non può essere, come dicevamo, quello di arrivare alle otto del mattino e andare via a mezzogiorno.
La televisione. L’evento televisivo, che abbiamo voluto creare in collaborazione con la RAI, è stato un importante contenitore di sport e cultura che ha affascinato milioni di persone.
I tempi televisivi potranno essere rivisti e i contributi culturali diventare ancora più attinenti e dinamici. Di certo, questo è il modello. Un evento sportivo, che diventa contenitore di spettacolo, di promozione turistica, ma anche motivo di approfondimento culturale. Questo sarà il nostro modo di presentarci al mondo nei prossimi anni. Personaggi in pantaloncini corti e maglietta, che sanno dialogare e approfondire i temi della cultura e della solidarietà.
Di corsa nella storia quindi. Questo, che per noi non era solo uno slogan, diventerà sempre più un progetto che ha visto quest’anno, con la presenza della bambina delle Olimpiadi e con i battaglioni storici dell’Unità d’Italia, una sintesi di quella che sarà nei prossimi anni la nostra strategia, la nostra parte di progetto con la collaborazione del Comitato Italia 150.
Coinvolgere le centoventi nazioni presenti a Torino in un evento solidale per conoscerci e farci conoscere, stimolare le migliaia di persone che corrono a cimentarsi nella maratona, favorire la conoscenza della nostra città con un prodotto culturale di grande rilevanza ad un prezzo giusto per poter favorire l’accoglienza di migliaia di persone anche nei giorni precedenti alla maratona.


Grazie a tutti e arrivederci al 19 aprile 2009.

Autore: Luigi Chiabrera presidente Turin Marathon

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