Cronaca — 02 ottobre 2008

SI E’ CONCLUSA UNA CORSA CHE HA SUPERATO OGNI ATTESA…, ABBIAMO RAGGIUNTO UN NUMERO RECORD PER
LA REALTA’ VALTELLINESE, QUEST’ANNO SONO PARTITI PIU’ 700 CONCORRENTI ALLA 7^ EDIZIONE DEL “TROFEOSENTIERO VALTELLINA” DEL 28 SETTEMBRE. SI PUO’ SENZ’ALTRO DIRE CHE QUESTA E’ STATA LA PRIMA GROSSA MANIFESTAZIONE PODISTICA REALIZZATA NEL COMPRENSORIO DELLA COMUNITA’ MONTANA VALTELLINA DI SONDRIO.
IL SUCCESSO MAGGIORE VA ATTRIBUITO ALLA”FAMILY RUN” CHE HA VISTO CENTO COPPIE, COMPOSTE DA FIGLIO E GENITORE, PARTECIPARE CON MOLTO ENTUSIASMO. Tra i tanti iscritti segnaliamo la presenza di un pluricampione campione, il veterano GIOVAN BATTISTA RAPELLA classe 1920 e di una stella nascente della mezzamaratona internazionale, ELISA DESCO, oltre al campione del 2002MarathonClub, il Carluccio Bordoni, reduce da importanti risultati stagionali. Segnaliamo anche la partecipazione di un altro campione, VANES, che parteciperà alla corsa di 8 km a bordo di una speciale carrozzella allestita per permettere ai disabili di vivere l’emozione anche di queste manifestazioni sportive … e non solo!


Il Presidente
Monica Biglioli


Il commento del Sindaco del Comune di PIATEDA


Se l’edizione del Trofeo Sentiero Valtellina dello scorso anno mi procurò una leggera ansia anticipatoria per la paura che Piateda e nostri mezzi fossero inadeguati ad ospitare tale manifestazione (ansietta che ricordo bene si sciolse come neve al sole per lasciare spazio ad un piacevole coacervo di belle sensazioni). Quest’anno l’ansia era molto meno, ma l’emozione è raddoppiata. <<segue>> Intanto, dopo aver frequentato per un anno i componenti del 2002MarathonClub ed aver conosciuto personaggi come Rapella, Carletto, Fabani ecc., credo di aver capito un po’ meglio cosa spinge certe persone a fare questo sforzo di percorrere diversi chilometri apparentemente per il solo gusto di dire “io c’ero” o “ce l’ho fatta, sono arrivato”. A dire il vero, già l’anno scorso, epidermicamente, emozionalmente, senza conoscere le storie personali di alcuni che ora conosco, mi era parso di cogliere alcuni elementi essenziali del senso di questa manifestazione, che va ben oltre il dichiarato intento della valorizzazione del Sentiero Valtellina sul quale si svolge. Avendo ancora bene in mente le immagini dell’anno scorso che mi avevano maggiormente colpita, ecco che il 2002MarathonClub, mi inventa una cosa nuova: la “family run”, un genitore ed un bambino che devono tagliare il traguardo insieme. E qui sta la prima “parolina magica”: INSIEME. Insieme genitori e figli; insieme i tre fratelli Caramazza; insieme le due “carabiniere”; insieme Diego e Marina e Vaniglia; organizzatori, volontari, concorrenti, accompagnatori e pubblico. Un insieme di oltre 1000 persone che per qualche ora condividono la stessa tensione, gli stessi spazi, in un clima sereno e armonico, dove nessuno alza la voce, dove è facile socializzare col vicino, perché si sente forte, e non so spiegare il perché, una specie di senso di appartenenza all’evento, una sorta di complicità e solidarietà. La seconda parola magica è quindi: SOLIDALE. Solidale sì. Come può essere solidale una manifestazione che ha riguardo a tutte le età, che è attenta anche a quelli che sono un po’ meno fortunati degli altri In realtà Vanes, il ragazzo di Piateda che ha collaudato il nuovo mezzo per il trasporto di diversamente abili, percorrendo gli 8 Km con i genitori e le guardie ecologiche non è un ragazzo sfortunato: ha due genitori meravigliosi e lui è simpatico ed affettuoso, ispira simpatia e mi piace parlare con lui e provocarlo a volte un po’… Il 2002MarathonClub l’ha subito accolto col calore che merita. Ha avuto riguardo a che fosse subito premiato perché poteva essere stanco: sembrano banalità, ma non lo sono, sono il segno preciso dell’attenzione alla persona. Anche il modo in cui il club ha chiesto scusa alla concorrente che arrivata prima fra le donne della 8 Km è stata fatta salire sul podio al secondo posto Anche il modo in cui la concorrente stessa, ben sapendo qual’era la posizione che le spettava, non ha neppure provato a contestare o a sollevare obiezioni! Signori! Non è cosa di tutti i giorni in questo mondo tendenzialmente litigioso e livoroso! Io ne sono rimasta molto colpita! E quindi la terza parola è: TOLLERANZA. Si può tollerare, senza sollevare polveroni, che qualcuno del 2002MarathonClub abbia sbagliato una graduatoria. Soprattutto se quel qualcuno tollera tranquillamente di dover chiedere scusa, semplicemente dando la spiegazione del giallo (un pettorale assegnato impropriamente). Si può tollerare di stare uno vicino all’altro, nella reciproca diversità: un migliaio di persone in pochi metri quadrati di spazio, senza creare disordini, senza urlare, in un clima pacifico e sereno ma anche teso, come lo sforzo di chi corre.
Lo sforzo è tanto e credo di aver capito che la corsa su queste distanze offre a chi corre (ma anche a chi assiste) una possibilità di identificazione, una specie di proiezione con l’angoscia e la bellezza che implica il dover riunire mente e corpo in una prova quasi estrema delle proprie risorse. Credo di aver capito che oltre alla suggestione di certe immagini che trasmettono messaggi positivi, questi siano gli ingredienti di questa manifestazione ma non sono affatto certa di essere stata capace di coglierli ed assaporarli tutti. Certo è che, qualunque siano gli ingredienti, i cuochi del 2002MarathonClub, li hanno scelti e coltivati bene.



Autore: 2002 Marathonclub

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