TuttoCampania — 08 gennaio 2016

acerra 2016La 27° edizione della gara podistica Trofeo della Befana che si è il 6 gennaio a Acerra, organizzata dalla Libertas Atletica 88 Acerra, sta suscitando un vespaio di polemiche sia a causa delle avverse condizioni meteo con cui si è deciso comunque di dare il via alla manifestazione, sia per quelle pessime del percorso di gara, in più punti allagato dallo straripamento di un tratto fognario costringendo noi runners a guadare un mare di melma maleodorante, come documentato da un filmato che sta spopolando in rete.

Ascoltando l’audio del video è facile presumere che gli autori della ripresa siano un gruppo di residenti stanchi di una situazione drammatica che si ripropone da anni non appena inizia a piovere, senza che le autorità competenti facciano qualcosa per arginarla.

Nel filmato si vedono atleti saltellare nell’acqua o arrampicarsi su un cancello per superare quello schifo.

Mentre le immagini scorrono, una voce di donna invita gli atleti a lamentarsi perché il video sarà inviato a Striscia. Quindi le si sovrappone la voce di un uomo che auspica di recapitare al sindaco il filmato affinché si renda conto di quella vergogna.

Personalmente non credo che il maltempo fosse un valido pretesto per rinviare la gara. Farlo avrebbe significato creare non pochi grattacapi a livello organizzativo in quanto dare vita a un evento sportivo all’interno di un agglomerato urbano significa sconvolgere per qualche ora gli equilibri di un’intera comunità con ripercussioni economiche non indifferenti sul suo intero tessuto economico e sociale.

Dunque, a mio avviso, bene hanno fatto gli organizzatori a non annullare l’evento per le avverse condizioni meteo. Chi non se la sentiva di correre sotto il diluvio bastava consegnasse il chip, ritirasse il pacco gara e se ne tornasse tranquillamente a casa.

Quel che non è giustificabile, e di certo non è imputabile all’organizzazione, è lo stato pietoso di alcuni punti del percorso, in più tratti dismesso e allagato fino alle caviglie.

Cosa sarebbe successo se un atleta fosse inciampato in un una pozzanghera e si fosse fatto seriamente male?

Di chi sarebbe stata la colpa per non aver preventivamente provveduto a garantire l’incolumità degli atleti lungo il percorso di gara?

Degli organizzatori non penso proprio visto che hanno avuto in concessione solo per un paio di ore la strada. Molto più probabilmente del Comune che ne è il proprietario e quindi ha tutto il dovere di garantire la sicurezza di chi vi transita, sia in auto sia a piedi.

Probabile che qualcuno non escluda la responsabilità degli atleti, ritenendo che nel momento in cui si sono trovati al cospetto di quel mare di melma, anziché travestirsi da Rambo per guadarlo, sarebbe stato più saggio fossero fermarsi per protesta, imponendo l’annullamento della gara!

Io ipotizzo una quarta via. Non sarebbe stato meglio se chi ha effettuato le riprese, invece di posizionarsi al di là del guado per filmare i runners nelle loro evoluzioni acrobatiche, si posizionasse prima segnalandolo? Magari levando le barricate impedendogli di proseguire per difendere la loro incolumità?

Un’ultima annotazione, nei tratti allagati, compreso quello del filmato, che io ricordi, non c’era né una pattuglia dei vigili urbani né della protezione civile.

Ma forse sono io a non averle viste, impegnato com’ero in quell’insolito trail urbano!

Vincenzo Giarritiello

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