Cronaca — 31 maggio 2009

RAVENNA. Gli invitati alla festa dei Tricolori Assoluti di maratonina erano pochi ma di ottimo livello. Infatti non erano i grandi numeri che interessavano gli organizzatori dell’Asd Maratona di Ravenna, coadiuvati dalle società podistiche ravennati, ma la qualità delle gare e possiamo affermare che l’obiettivo è stato raggiunto e superato. Anche gli addetti ai lavori hanno apprezzato il circuito di 5.200 metri da ripetersi 4 volte intorno al Pala De Andrè sebbene i giri di boa sono risultati insidiosi dalla pioggia caduta prima della gara, ma fermatasi miracolosamente in corso d’opera. Le prime a partire, come vuole l’ultima tendenza della Iaaf, sono state le donne (9,15), che vedevano al via gente esperta come Rosaria Console, Gloria Marconi e Bruna Genovese mettersi in gioco con le nuove leve. Alla prima tornata un terzetto composto da Console, Marconi e l’ex marocchina Nadia Ejjafini si presenta in parata, ma prima di metà la toscana si rialza, perché il passo sotto i 3’20’ al km non lo regge. La coppia alternandosi a tirare viaggia di comune accordo, slalomeggiando nella coda della prova maschile, che è partita 15′ dopo, ma la signora Caimmi non si fida della Ejjafini, dotata di uno spunto maggiore, quindi nell’ultimo giro prova ad attaccarla. Il tentativo va in porto, così può indossare i panni dell’imperatrice Teodora e conquistare Bisanzio, con il tempo di 1.11’31’, record sul territorio romagnolo e migliora di 27′ il primato stagionale. Esiguo il distacco della Ejjafini, solo 7′, mentre la Marconi riesce a difendere per 7′ l’argento tricolore (1.14’07’) dalla veemente rimonta della Rungger, che a sua volta tiene dietro per 37′ la Genovese. Di qualità la presenza dell’Atl. 85 Faenza, che si gonfia il petto per i nuovi personali di Rosa Alfieri (14^ in 1.20’09’) e di Silvia Savorana (17^ in 1.20’17’), mentre stanno tirando il fiato dopo una lunga stagione le gemelle Facciani, giunte sul passo di 1.23′, davanti di 1′ alla Bourguiba. Un maggior numero di stranieri, utilizzabili per la graduatoria dei Tricolori Societari su strada, ha reso incandescente la prova maschile. Ben 6 africani in effetti scortavano Stefano Baldini al primo passaggio, in fuga dal gruppo dei migliori azzurri. A metà strada però Isaac Kiplagat e Nahashon Rugut guadagnano terreno, staccando l’olimpionico che si fa riassorbire da Giammarco Buttazzo, Giovanni Ruggiero, Abdelkabir Saji e Salomon Rotich. La stanchezza rischia di giocare brutti scherzi a Baldini, che ora si allena non costantemente ed ha appena compiuto 38 anni, ma l’enorme esperienza gli suggerisce di stare calmo fino alle battute finali. Così è fino agli ultmi 500 metri quando inizia la bagarre, alle spalle di Kiplagat che chiude in 1.03’23’ e Rugut in 1.03’46’. Prima ci prova Ruggiero, ma è velleitario, così ribatte Baldini, ma Buttazzo non ci sta ed all’ingresso del breve rettilineo finale controbatte. Il pubblico s’infiamma. Tocca a Saji prendere l’iniziativa, fungendo da apripista per Baldini, i due si piazzano nell’ordine ex-aequo in 1.03’48’, che riesce a trovare il sussulto del campione prevalendo su Buttazzo per 2′ e su Ruggiero per 8′. L’entusiasmo è alle stelle ed anche un volpone come Luciano Gigliotti, tecnico del campione di Rubiera, si emoziona per l’impresa, che vale il 12° Tricolore in bacheca. Di basso profilo la presenza dei romagnoli, con Borghesi sotto le apsettative, 47° in 1.10’18’. La pioggia ricomincia a scendere al momento dell’incoronazione dei Campioni Italiani che nelle categorie Junior sono Vincenzo Agnello e Marica Rubino e fra le Promesse (under 23) Alessandro D’Ascoli ed Eleonora Bazzoni.

Autore: Danny Frisoni

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Peluso

  • michele cesarano

    bravo bravo bravo!!!!
    alessandro dopo anni di alti e bassi quest’anno ha dimostrato di essere il grande atleta che tutti conosco.

  • DR.PEPPE MIRANDA LA SOLIDARIETA’

    BRAVO ALESSANDRO,IO ERO SICURO DELLE TUA QUALITA’ DA SEMPRE,ED ERO SICURO DEL DISCORSO CHE TI HO FATTO QUALCHE TEMPO FA’…GIUSTO? COME SONO SICURO CHE SIAMO SOLO AGLI INIZI…TI ABBRACCIO

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