Cronaca — 01 luglio 2011

Camosci da corsa, quelli visti oggi sul Col Rodella dove, con la quinta tappa, si è conclusa la 13.a Traslaval. Massimo Galliano, cuneese, e Viviana Rudasso, genovese, sono i due magnifici trionfatori, protagonisti fino in fondo del Giro podistico della Val di Fassa, in Trentino.


Una tappa molto attesa quella di oggi, non tanto per la distanza, ma per il dislivello marcatamente impegnativo, 1000 metri! Sicuramente il panorama che si è presentato ai magnifici 470 che hanno tagliato il traguardo (380 erano gli agonisti e 90 i ‘camminatori’) è stato di incomparabile bellezza. Lassù sul Col Rodella, a 2400 metri di quota, la vista sulle affascinanti Dolomiti spazia tra il Gruppo del Sassolungo, il Gruppo del Sella, la Marmolada, solo per citare alcune delle montagne più famose, tutte a fare corona all’arrivo della Traslaval, un arrivo con uno splendido e unico ‘palco’ naturale.


Giornata radiosa, cielo limpido e sole caldo, anche se in quota la temperatura era decisamente fresca, condizioni ideali per tutti, per affrontare i 10 chilometri che dopo la partenza da Campitello prevedevano una sgroppata fino a Canazei lungo la pista Marcialonga, dopodichè la gara cominciava ad entrare nel vivo.


Gli esperti annunciavano una gara tattica, e invece Massimo Galliano appena la salita ha iniziato ad impennare è partito a razzo ‘ammazzando’ ogni tentativo di rientro degli avversari. A quel punto la classifica finale si è scolpita sulla roccia dolomitica, Massimo Galliano su tutti. Oggi per tentare di arginare lo strapotere del campione di corsa in montagna ci ha provato anche il mitico ‘parroco volante’ Don Franco Torresani, ma anche lui ha dovuto inchinarsi alla superiorità del cuneese.


In salita Khalid Ghallab ci sa fare, ma il numero 2 di questa 13.a Traslaval oggi non è stato in grado di reagire ed ha visto piano piano, chilometro dopo chilometro, la figura di Galliano farsi sempre più piccola davanti a sè. Le ultime rampe, con percentuali micidiali anche vicino al 30%, Galliano le ha affrontate con grande grinta, accompagnato dal tifo di tantissime persone che sono salite, chi in funivia chi a piedi, per gustarsi  il grande spettacolo sportivo. Un trionfo sottolineato dal cronometro che ha decretato un 2’58’ su Khalid Ghallab, quasi tre minuti che la dicono lunga sulla performance del piemontese, il quale ha impiegato 53’14’. Ghallab ha capito subito che era impossibile non solo vincere la Traslaval, ma anche la tappa. Un secondo posto di giornata e assoluto finale che non è certo male, in un’edizione decisamente battagliata. Don Torresani ha imboccato per terzo la salita del Col Rodella ed ha concluso terzo. Un significativo risultato per lui che ha allentato i suoi impegni agonistici.


L’attenzione degli sportivi era così focalizzata su chi avrebbe potuto salire sul terzo gradino del podio nel confronto diretto tra il bergamasco Emanuele Zenucchi e l’altro marocchino Youssef Hammar. Zenucchi per l’occasione si è addirittura tagliato la barba, è scattato subito sul piano, ma in salita ha subìto l’attacco di Galliano e Ghallab, e anche del ‘Don’. Così si è accontentato di fare ‘il ragioniere’ e tenere a bada quelli dietro. Sul Col Rodella si è presentato quarto, ma il podio finale non gliel’ha levato nessuno. Si è messo dietro Hammar con una ventina di secondi, e il gioco è stato fatto.


Al via, tra le donne, tutti hanno notato il nervosismo della leader Viviana Rudasso. Sulle sue gambe si notavano bene le conseguenze della caduta di ieri, e lei scaramanticamente non ha voluto fare nessun sopralluogo sulla temuta salita.

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Peluso

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