Cronaca slide — 21 agosto 2013

In archivio la prima tappa della Transmarathon

 

Punta TresinoSulla collinetta che avvolge il bosco di punta Tresino soffia un leggero vento. E’ partita senza la classica afa, che avvolgeva in passato la zona Lago di S. Maria di Castellabate, la Transmarathon cilentana. Non c’è pioggia e non s’è bagnata la gara a tappe, eppure s’è accorciata. Un’edizione con soli quattro appuntamenti, il quinto è stato abolito.

Si continua nella tradizione, modellando una macchina organizzativa che tende a snellire e a vivacizzare quella che è diventata una maratona a tappe. 42 chilometri in 4 giorni. Il giro del Cilento podistico rivive comunque l’avventura di sempre, anche se l’atmosfera si è un po’ ovattata, insonorizzando gli entusiasmi degli anni passati. Atleti che vanno, atleti che vengono. Ma soprattutto atleti che tornano, per il piacere del relax in riva la mare.

Vacanza e sport: si muove in quest’ottica la filosofia degli organizzatori. Una promozione del territorio, che in tutti questi anni non è passato inosservato, tanto da meritarsi i plausi degli amministratori comunali dei centri attraversati. E che ha fatto centro anche nella competizione tra le varie organizzazioni podistiche, che assegna il premio del nostro Sito, per la gara dell’anno. Il 2013 s’è aperto per il Cilento e Vallo di Diano con il riconoscimento di Podistidoc, alla Transmarathon è andato il premio della critica del Web diretto da Nicola Peluso.

Un avvio in sordina, nella giornata che festeggia S. Bernardo abate, ma indovinato, per aver bypassato la settimana di Ferragosto. Resistono le tappe che più hanno impressionato per la bellezza del percorso e per una tradizione ormai consolidata nel Cilento, che aspetta la manifestazione del patròn Roberto Funicello. L’esordio con l’arrivo ad Agropoli è ormai tradizione. La città capo comprensorio riconquista quella leadership, che per alcune edizione era stata messa in secondo piano, proprio per il caos Ferragosto.

Il paesaggio che s’apre agli occhi dei podisti meno forsennati a volare sulle pietre di un tracciato ostico, rivela i colori di un sole sbiadito dalle nuvole, che nel beneventano hanno già rotto l’estate, causando danni a non finire. L’increspatura delle onde, con l’incalzare del vento che spruzza l’acqua di mare sulle barche nella rada sottostante, mostra la selvaggia bellezza della costa coperta dalla vegetazione. Ma chi riesce a notare, sbirciando con un po’ di impavido coraggio, il pendìo che preoccupa l’equilibrio?

Il tracciato entra nel vivo, mentre i primi hanno già superato la salita che dal porto di Agropoli conduce al vialone con gli archi finali. Si corre in modo precario, in questi sentieri che sembrano invecchiati, mostrando le rughe dei piccoli smottamenti ed alluvioni, che nel tempo hanno trasformato la già disagiata percorrenza. Un saluto generoso va alla polizia municipale di Agropoli, per l’ordinato servizio impostato a Trentova, all’uscita della discesa del bosco e per gli incroci di S. Francesco. Complimenti per le nuove assunzioni femminili nei caschi bianchi.

Un’altra notazione la riserviamo al servizio bus, con le navette che dopo alcune incertezze degli ultimi anni, sembrano avere aggiustato le lancette dell’orologio di partenza. La prima tappa va in archivio. Buona permanenza a chi continua l’avventura di questa settimana di sport e vacanza, in un territorio ricco anche di tanta storia e cultura.

 

Giovanni Mauriello

 

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