Cronaca — 20 agosto 2010

Clicca per l'immagine full sizeEdizione importante questa del 2010; si festeggia il decennale nel modo più giusto. In ogni tappa si avverte il sano agonismo competitivo dei podisti amatoriali, di coloro che formano e determinano il vero successo del podismo Master.
In questa edizione non c’è un sicuro vincitore o una sicura vincitrice già predestinato. L’assenza di grandi stelle, come nelle edizioni precedenti, anche se può sembrare un paradosso, rende più grande e più vera la 10^ edizione della TransMarathon, specialmente nel campo femminile dove è difficile pronosticare la vincitrice del torneo. A contendersi il titolo femminile, al momento, sono Lucia Avolio, Gioconda Di Luca e Anna Paniak. Queste atlete stanno dando vita ad una interessante competizione. La tappa di Casalvelino-Castel Nuovo, durissima gara di 15 km, ha ribaltato tutte le certezze delle prime due tappe dove ha primeggiato Anna Paniak.
L’attenzione su questa prime tre tappe della gara, comunque, è rivolta ad altri atleti.
Spulciando la classifica delle varie categorie dei partecipanti si rimane piacevolmente sopresi per quato riguarda gli atleti Master 55.
E’ in atto tra i pimi 5 competitor di questa categoria (Marcello Ferrante, Eugenio Mauro, Ciro Amato Giuseppe Fusco e Vincenzo Davino) una vera competizione per il primato. Nell’utima tappa di Caselvelino-Castel Nuovo i podisti Marcello Ferrante, Eugenio Mauro e Ciro Amato sono giunti al traguardo uno dietro l’altro con una differenza di pochissimi secondi ( 1.15.05, 1.15.19, 1.15.30). Incredibile ed entusiasmante!
Sempre in questa categoria, ma nel campo femminile si nota la galoppata di Annamaria Gabbani con un tempo di tutto rispetto sulle tre gare di 2.47.33.
Grandissima Gabbani, master F55.
Questi atleti rappresentono la vera essenza del mondo podistico master. 
Non ci sono, purtroppo, solo cose positive.
Nella tappa di S. Maria-Agropoli, l’atleta Michele Imparato è caduto e nessun podista si è fermato per prestargli soccorso. Fortunatamente all’atleta non è capitato nulla di grave, solo sbucciature e un gonfiore al polso destro che è sparito con l’applicazione di ghiaccio. Si rimane perplessi di fronte a questi episodi di indifferennza verso un compagno.
Un’altra cosa poco piacevole da vedere, infine, sono le bottiglie di plastica lasciate da alcuni podisti a fine gara in strada, sui muretti o nelle campagne che deturpano il paesaggio di questi splendidi paesi cilentani che ci danno l’onore di ospitare l’arrivo delle cinque tappe.

Autore: Fracesco Diana

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Peluso

  • Ernesto Marino Free Runner Eboli

    Anche io sono caduto nella Lago-Agropoli, quelli che mi seguivano istintivamente si stavano fermando, ho dovuto strillare io andate, non è niente. Strano ma i comportamenti sono agli antipodi.

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