Cronaca slide — 12 aprile 2013

trailAvvolte la passione per la corsa va oltre certi obiettivi che ci si impone inizialmente, anche se si è consapevoli di che si rischia di metterli a repentaglio.

Queste parole rispecchiano ciò che è avvenuto in me perché in questo secondo anno di permanenza nella DOF AMATORI TURI come obiettivo mi sono imposto di rientrare nei top 5 atleti della mia categoria TM migliori della Puglia attraverso lo svolgimento del campionato Corripuglia il quale l’anno scorso ha fruttato un 9° posto, ma la voglia di provare nuove esperienze di gara completamente diverse dalle solite corse su strada, di gareggiare, di mettere alla prova il mio talento e di affrontare nuove sfide, sono andate ben oltre il volere di stare in compagnia con gli amici in un boschetto come da tradizione del giorno di Pasquetta, e quindi, lunedì 1 Aprile ho partecipato a un Trail di 12,5km sul monte Taccaro ad Angri un piccolo paesino in provincia di Salerno.

Le mie emozioni però non sono cominciate allo start della gara, ma sin dal primo momento in cui sono patito da Turi  il 31 Marzo con la mia macchina, dove all’interno non vi erano presenti solo le cose necessarie per trascorrere il weekend, ma bensì anche la gioia e l’onore di portare i colori della mia società e il nome del mio paese al quale tengo moltissimo fuori regione in una terra ricca di tradizioni nonché di talentuosi podisti.

L’atmosfera pre gara non era come mio solito essere di competizione, ma di gareggiare e portare a termine questo mio primo Trail  in maniera tale da aggiungere alle tante emozioni trascorse con la DOF e con la corsa, un’altra soddisfazione personale.

Da notare e apprezzare molto lo sparo iniziale, che sanciva l’inizio della gara accompagnato dal transito di un elicottero locale il quale gettava su di noi una pioggia di coriandoli che insieme all’inno nazionale cantato pochi minuti prima e insieme al minuto di silenzio fatto in onore di Paolo Ponzo, podista italiano morto a causa del freddo durante una maratona dilettantistica nel Savonese, il tutto trasmetteva una sensazione commuovente che faceva capire veramente quanto questo sport anche se non gettonato come altri, è veramente stupendo.

Riferendoci alla gara, appena partiti, avevo subito intuito che non sarebbe stato per niente semplice, infatti i primi 100metri anche se ripidissimi, si può dire che siano stati i più “leggeri” perchè, subito dopo ci si addentrava nel bosco percorrendo anzi direi scalando 300 scalini non da condominio, ma di montagna quindi altamente duri. Successivamente è cominciato il bello della gara e cioè percorrere all’ incirca 7 km di una lunga e malinconica salita in mezzo alla natura selvaggia attraverso sentieri stretti e mille ostacoli come sterpaglie, rami di alberi, fango, buche, rocce e tutto ciò che riguarda il tipico paesaggio di montagna che hanno reso quei km veramente stremanti tanto che non ti permettevano di correre ma di camminare a passo veloce aiutandoti con le braccia e mani poggiate sul ginocchio per dare lo slancio necessario per proseguire, quindi direi da veri uomini duri perché ci vuole veramente coraggio e forse anche un pizzico di follia nell’affrontare con consapevolezza questo genere di gare.

Giunti in cima, cioè all’incirca sui 1300 metri, pensavo che il ritorno in valle, sarebbe stato più semplice e meno difficoltoso, ma così non è stato perchè durante la salita ciò che prevaleva nettamente era la resistenza fisica di tutta la parte inferiore del corpo non eccedendo molto in maniera tale da riservare energie necessarie per compiere la discesa in maniera costante dato che era molto tecnica. Ma dopo neanche un km, ho subito capito che era ancor più necessario avere esperienza e tecnica nell’affrontarla perché venivano messe a dura prova le articolazioni dei piedi e anche la tecnica di saper posizionare i piedi per tutti quei km senza perdere equilibrio, essendo una discesa ripida composta da curve strette a U, da terreno roccioso, dissestato è molto pericoloso. Sentivo le ginocchia così elastiche e veloci che potevano cedere da un momento all’altro perché a ogni minimo passo la gamba non solo batteva con forza sul terreno, ma tentava di tenere un assetto stabile quindi con il rischio non solo di infortunarsi, ma di cadere e farsi seri danni fisici. Da notare che durante l’attraversamento dei sentieri ogni tanto sbucavano cinghiali selvatici e buoi.

All’improvviso, durante l’ormai interminabile discesa dal Monte Taccaro in valle, si udivano “finalmente” le voci del cronista gara, che davano un sollievo più che fisico, direi mentale.

Subito poco dopo, da lontano, si intravedeva il termine del sentiero boschivo, e l inizio dell’asfalto  che faceva intendere che oramai la gara stava per giungere al termine, e dall’inizio di quel tratto ho dato il via ad uno sprint di 500 metri in discesa ripidissima talmente veloce che mi ha permesso di recuperare 2 posizioni e che mi ha fatto giungere al traguardo con la sensazione di volare non solo fisicamente ma anche mentalmente.

Al termine della gara non posso essere altro che felice e soddisfatto dell’ottimo risultato ottenuto piazzandomi al 22° posto assoluto e 5° di categoria su circa 160 partecipanti ma solamente 131 giunti al traguardo nonostante questo tipo di gare siano frequentate maggiormente da atleti che percorrono solamente questa tipologia di gare che quindi rispetto a me che sono un podista di strada, sono molto più preparati.

Se devo dare un resoconto alla gara e all’organizzazione, la parola più appropriata sarebbe “perfetti”.

Inoltre, devo e voglio ringraziare vivamente e ufficialmente la pizzeria “Elisa Mascolo”, sede della gara, e il signor Aniello Cannavacciuolo nonché presidente dell’ Angri Runner Club per la sua ospitalità e generosità nell’accogliermi e ospitarmi nella sua bellissima pizzeria e nel suo affetto tipico della gente di quei posti. Da complimentarmi anche del pranzo che hanno organizzato, che insieme alle famiglie degli atleti, alla loro simpatia e alle loro specialita culinarie campane come “il panuozzo” e “il casatiello”, mi hanno fatto trascorrere una giornata davvero magica.

 

 Autore: Gianpiero Bianco

 

Share

About Author

Peluso

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>