Cronaca — 05 marzo 2009

Un tragico lutto ha segnato domenica scorsa la maratona di Barcellona. Un podista di 27 anni è crollato al suolo dopo aver superato il 34° chilometro ed è morto all’istante. Per lui si è rivelato inutile il pronto intervento della Croce Rossa catalana. I medici spagnoli hanno definito il decesso ‘un incidente cardiovascolare’, in pratica un infarto.


Si tratta di Colin Dunn, un giovane irlandese, venuto a Barcellona perché appassionato della maratona catalana. L’atleta aveva già percorso i due terzi del tragitto di gara; il suo gruppo era transitato lungo un tratto di costa, dopo il porto di Ciutadela, l’Arc de Triomf e la Placa Catalunya, poste attorno al 32° km. e s’apprestava a raggiungere il 35° cartello di segnalazione chilometrica, quando improvvisamente Dunn è stato colpito da un malore fulminante.


Degli oltre novemila iscritti, più di 8 mila podisti hanno tagliato il traguardo finale di Placa d’Espanya di questa 31^ edizione della maratona di Barcellona.

Autore: Giovanni Mauriello

Share

About Author

Peluso

  • gianni il bersagliere Le piume nere

    Io vorrei sapere se il certificato medico agonistico per gli stranieri e’ obbligatorio.
    Sembra che ogni societa’ si comporti in modo diverso. Se esiste una regolamntazione dovrebbe essere applicata da tutti. Per me in veste di presidente di una societa’ con 85% di stranieri, mi e’ molto difficile spiegare a loro il diverso comportamento delle varie societa’ organizzatrici.
    Non ho potuto fare l’iscrizione di due atleti stranieri non in possesso del certificato medico agonistico all’ 8 Top Run Vesuviana, mentre invece per la maratona di Napoli mi e’ stato riferito che il certificato non e’ necessario, puche’ in regola con le regole sanitarie del proprio paese. Questo dice tutto e nulla fino a quando nulla accade.
    Come si ci comporterebbese se questo incidente fosse successo in Italia?
    Gianni il bersagliere

  • Umberto – pozzuoli marathon club

    Caro bersagliere il possesso del certificato medico, con validità annuale, non è garanzia di idoneità fisica assoluta. In un anno possono accadere tante cose. Piuttosto si dovrebbe indagare sullo stato di salute del giovane prima della gara e se lo stesso ha fatto uso di sostanze dannose per il corpo umano. Saluti.

  • Antonio Di Manno

    ero a correre anche Io ed i miei amici quel giorno a Barcellona , non voglio commentare , voglio solo unirmi al dolore dei famigliari del 27enne Irlandese

  • MARCO LA DAGA NAPOLIRUN

    Purtroppo ho visto anche io questo giovane mentre veniva soccorso i medici erano disperati, e appena ho saputo la brutta notizia non potete immaginare come mi sono sentito. Sentite condoglianze alla famiglia di questo giovane maratoneta.

  • carlo boccia Pozzuoli marathon

    Sempre più convinto che la maratona non è per tutti, anche se in molti si buttano e la fanno.
    Il certificato medico non è un salva condotta.
    Chi di noi l’ha fatta sa che questa è una gara contro se stessi e non contro il cronometro o gli altri.
    Alla mia prima fatta quest’anno a Firenze,dal 28km in poi ho capito che dovevo solo arrivare al traguardo, il corpo dava segnali diversi da quelli soliti,bisogna conoscersi dentro prima di farla,ho aspettato 10anni prima da farne una.

  • Massimo Avitabile – Irpinia Corre – Atripalda (AV)

    Sono d’accordo con gli altri atleti che mi hanno preceduto; anch’io come qualcun’altro non ho ancora corso la mia prima maratona anche se sono ormai quasi 9 anni che mi alleno e faccio gare!
    Affrontare una maratona significa prepararla sia mentalmente che fisicamente, non è cosa da tutti.
    Comunque mi dispiace tantissimo per la morte prematura di questo povero atleta giovanissimo!

  • Antonio Lanzuise – Tecnico Bosco Capodimonte

    Queste sono tragedie che ci fanno riflettere, un sincero sentimento di cordoglio alla famiglia del povero Colin.
    Analizzando il gesto atletico non possiamo dire che si trattava di uno sprovveduto in quanto non
    si fanno 34 km di maratona senza un adeguata preparazione.
    Purtroppo il cuore è un organo che riserva sorprese anche a chi è in perfette condizioni sanitarie, chiamiamole fatalità.
    Raccomando due cose adeguare gli sforzi atletici
    all’età e controllarsi periodicamente tenendo sempre i parametri medici sotto controllo.
    E’ che Dio c’è la mandi buona.

  • luigi saraceno podistica bitlossi montescaglioso (

    i piu di 25 anni di attività lavorativa ospedaliera (di cui 10 in cardiooogia) mi insegnano che i casi di morte improvvisa sono imprevedibili.E che anche dopo aver fatto visite mediche appropiate le percentuali rimangono le stesse, poche regole, prudenza, buona preparazione, conoscere i propi limiti , e stare lontano da eventueli “pozioni Magiche” e incrociare le dita

  • marco la daga

    Sono daccordo con chi dice che la maratona non è da tutti credetemi ne ho fatte 7 di cui 5 sotto le 4 ore e ogni volta che la faccio ho sempre paura di affrontare gli ultimi 10km proprio per questo cerco di non fanre più di 2 max 3 all’anno e con ditanza minima l’una dall’altra di 2- 3 mesi e 1 volta al mese faccio sempre qualche lungo in modo da abituare il fisico ma le sensazioni sono sempre diverse, ci vuole tanta esperienza. Colin ti porteremo sempre nei nostri cuori.

  • pasquale soprano amatori fratteseun

    un sentimento di cordoglio alla famiglia di Colin.Sono daccordo con antonio lanzuise aggiungendo di nn chiedere sempre di piu al nostro corpo avendone cura solo cosi si possono evitare certe TRAGEDIE

  • silvio scotto pagliara

    La visita medica per la idoneità all’attivita sportiva è solo , un semplice controllo che ha validità per quel momento . Mi spiego : non cè nessuna certezza che possa stare bene per i restanti 12 mesi ! L’esempio che porto è questo per rendere chiaro , il mio pensiero o altro che volete Voi . E’ come il filo di carbone della lampadina , all’improvviso si spezza !
    Poi al fatto di fare e non fare maratone ,si è sempre detto , e consigliato , di farsi aiutare e consigliare da veri “esperti ” della prepazione dell’atletica I maghi della domenica o i venditori di tabelle , o improvvisati preparatori ,,solo per il fatto di aver partecipato a qialche gara o maratona , si sentono degli “arrivati” e buoni consiglieri di ………..tabelle e ripetute !!!!!!
    Come disse un contadino a un passante ” à terra non è solo , sotterare il seme e quello cresce ,
    ma saper aspettare e scegliere la stagione della sua semina ! Ci semmè capitè ?????
    saluto l’amico ,Antonio lanzuise e tutti gli altri -.
    con tanto rispetto , uno di Voi
    silvio

  • massimo nuova podistica latina

    io penso che nn bisogna mai andare sotto sforzo e nn chiedere troppo al nostro fisico ,tanto nn si vince nulla .cmq era destino che doveva succedere .sentite condoglianze alla sua famiglia io mi trovavo li’ e devo dire che nn mi sentivo piu’ il desiderio di continuare a correre .

  • marco favorito terni

    concordo al 100% con il sig. Saraceno in tutto,è vero che se una persona ha problemi di cuore con una visita approfondita viene fuori, ma molto spesso si verificano decessi improvvisi su persone sane dal punto di vista cardiologico e questo può voler dire che conta molto il buon senso, le condizioni meteo e tutti i segnali che il nostro corpo ci manda e di cui bisogna fare tesoro senza rischiare più del dovuto che tanto a quel punto non serve più a niente andare oltre e fare gli eroi anzi i cogl…i.

  • antonello lommito,a.s.d. amici del ciclo sez.pod

    JET LAG!? O SEMPLICEMENTE FATALITà?NON CI SONO RISPOSTE

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>