Cronaca — 18 giugno 2010

Ho sempre sostenuto e scritto che le gare sono un’ottima scusa per viaggiare. Di recente ho avuto la ventura di tornare a correre una gara a tappe di ottima fattura: la ‘Tourlaghi’ organizzata da Mauro Bressan e dal suo GS Fraveggio nei dintorni del paesotto trentino e dei laghi di Santa Massenza, Terlago e Toblino.
Erano il 4, 5 e 6 giugno scorsi: tre tappe dure, ma inserite in un contesto paesaggistico e umano davvero interessante. Un mix tra corsa su strada, gara di montagna e festa patronale che riempivano cuore, polmoni e pancia degli atleti!
Pensi alla gara e respiri appieno l’aria fresca della valle, spingi a tutta sui saliscendi dei percorsi ma l’ambiente naturale ti ristora della fatica e il tifo della gente ti accende un sorriso, sei stanco morto ma la ‘Sagra dei Portoni’ coi suoi profumi di cucina trentina ti rimette a nuovo tra un piatto di strozzapreti e un boccale di birra…
C’è da dire che io ho vinto il giro a tappe e che magari il mio punto di vista è un po’ edulcorato, tuttavia è la seconda volta che corro il Tourlaghi e mi è piaciuto molto, anzi mi è garbato più del 2007 (quando pure avevo vinto) perché ho constatato che i ragazzi di Fraveggio di anno in anno migliorano organizzativamente e di pari passo migliora l’offerta turistica/culturale della Sagra dei Portoni.
Per chi volesse approfondire la propria conoscenza della gara consiglio di andarsi a vedere il servizio di Pianeta Running del 15 giugno online su: http://www.tvtca.com/video_on_demand.php?id_menu=53&id_video=8690&pag=
In breve, la prima tappa prevede 5,5 km di saliscendi con partenza e arrivo a Fraveggio ed è condotta su ritmi folli sin dall’inizio (con Giuliano Battocletti che poi si ritirerà a fare l’andatura). Le gambe di tutti sono già ‘cotte’ a puntino per la seconda e la terza tappa. La prima frazione era abbastanza fresca, con partenza alle ore 20 del venerdì; al sabato, partenza alle ore 18 dal lago di Terlago, faceva molto caldo, ma due terzi dei 12 km previsti nella seconda prova erano nel bosco e si godeva un discreta frescura. La terza tappa di 11 km da Santa Massenza a Fraveggio via Padergnone era massacrante: caldo già alle 9 del mattino e arrivati alla lunga salita finale si era già ‘bolliti’. Ma chi ha saputo gestirsi bene non ha pagato più di tanto. Io ho vinto le prime due tappe e ho amministrato il margine nella terza, anche se dietro il sorriso del trionfatore c’era tantissima stanchezza! Onore ad Adriano Pinamonti e Giuliano Bressan, secondo e terzo al termine della tre giorni. Tra le donne brave nell’ordine Mirella Bergamo, Elisa Borzani e Carla Verones.
Finisce il Tourlaghi e l’amico avversario Pinamonti m’invita a correre la Tovel Running, altre tre tappe dal venerdì alla domenica successivi. Io avevo in programma con la mia compagna di viaggio, Eva, di pedalare qualche giorno in Trentino e – detto fatto – decidiamo di prolungare il nostro viaggio di tre giorni per salire in Val di Non
Non cambia il programma turistico: dal lunedì al giovedì compresi niente corsa! Abbiamo la mountain bike e pesanti sacche e si parte per una quattro giorni sui pedali attraverso passi dolomitici e panorami mozzafiato! Percorso della Marcialonga, Passo San Pellegrino, Passo Valles, Baita Segantini (cima Coppi a 2200 m) attraverso Passo Costazza, Rolle, tutto il Primiero e le pale di San Martino in discesa, il selvaggio Lagorai attraverso Passo Cinque Croci e infine il Manghen… Tante ore in sella, spuntini nei prati, tempi infiniti senza contatto con l’urbanizzazione, cene frugali in locali tipici… Quattro giorni di disintossicazione per cui devo ringraziare l’eccezionale compagna di viaggio di quei pochi giorni e di tanti altri giorni fino ad allora…
Poi si ritorna – per così dire – alla civiltà. E’ civiltà vera ovviamente, ma è così lontana dall’idea di vita cittadina, di cahos, di fretta, di SUV ‘motoscoreggianti’… arriviamo, stavolta in auto, a Tassullo dove il B&B Renetta ci riserva un’ospitalità deliziosa (anzi MELIziosa, essendo in Val di Non!) e ci prepariamo alla Tovel Running. E’ ancora un lago al centro della vicenda: il lago di Tovel, famoso sino a qualche tempo fa per le sue acque rosse e che oggi è un ameno laghetto alpino sui 1200 metri di quota, limpido e gelato!
Venerdì sera si corrono 6,3 km di saliscendi molto pronunciati all’interno dell’abitato di Tuenno e nei meleti circostanti, due giri identici. Il mio amico Battocletti non c’è e si può partire un po’ più tranquilli per quanto su soli 6 chilometri occorra spingere. Mi sembra di essere subito al gancio, ormai sono 5 giorni che non metto le scarpe da corsa e Pinamonti con l’alpino Cappelletti sono in palla… A un certo punto il meccanismo si sblocca e scappo via vincendo la prima tappa. Siamo più in alto di Fraveggio, la temperatura è ottima! Sabato ore 17.30 seconda tappa: sono 9 km abbondanti da Tuenno a località Glare, nel pieno parco delle Dolomiti di Brenta, in un pianoro lunare, una pietraia incredibile costellata di laghetti temporanei legati al discioglimento dei nevai. La fatica è tantissima, ma il cuore si apre sbucando dal bosco e trovandosi davanti agli occhi una vallata così imponente… Ho corso a tutta nei primi 6 km, un po’ più facili e il margine che ho messo tra me e Cappelletti non sarà colmato, mi godo un po’ il silenzio rotto solo dal mio respiro affannato. Faceva molto caldo, ma i passaggi vicino al torrente gelido e impetuoso davano una sensazione di frescura impagabile. Alla domenica mattina ho 55′ complessivi da gestire, ma la tappa di 8 km parte con 3 km in salita dura, con rampe anche al 25% e su sentiero. Non è proprio il mio pane quotidiano, io sono ‘una fighetta’ da pista in fondo, ma forse anche un po’ un maratoneta tosto… E me ne ricordo solo in cima alla salita quando Daniele (Cappelletti) mi ha preso un notevole margine. Mi sono fumato tutto il vantaggio, incredibile! E allora un po’ d’incoscienza in discesa e un po’ di capacità di fare ritmi veloci sui tratti pianeggianti intorno al lago mi permettono di riavvicinarmi a Daniele e di vincere la Tovel Running (ma non la tappa). Alla fine sono davvero sfinito, ma mi consola scoprire che sia Daniele sia io abbiamo corso abbondantemente sotto il record della tappa. Una vittoria sudata fino in fondo dà maggiore soddisfazione! Terzo il bravo bergamasco del GAV Vertova Michele Dall’Ara. Pronostico rispettato con la vittoria di Ana Nanu tra le donne, sebbene ci sia una sorpresa sul podio con Elisa Borzani che precede la sempre eccezionale Lorenza Beatrici.
La mia compagna di viaggio Eva Neznama (e di squadra all’Atl. Gavardo 90) è quarta, come nel Tourlaghi, ma direi che se l’è cavata alla grandissima, data la parentesi ciclistica e le sue usuali difficoltà col caldo…
A volta val davvero la pena di coniugare corsa o sport e vacanze, in posti così belli e in mezzo a persone così gradevoli ogni eventuale dubbio sul perché corriamo e facciamo così tanta fatica viene fugato! Magari è scontato, ma gare così sono coinvolgenti anche per chi – magari in famiglia – non ama la corsa o il fatto che l’altro/a se ne vada alla domenica a gareggiare… un toccasana per il cuore, in tutti i sensi.

Autore: Tito Tiberti

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