HOME PAGE Maratone e altro — 18 settembre 2012

 

Tirunesh Dibaba

La fantastica etiope Tirunesh Dibaba, campionessa olimpica dei 10.000 metri, ha vinto dominando la mezza maratona di Newcastle, in Scozia, dove ha regolato fior di avversarie, mettendole tutte in riga. Lo straodinario finale della sottile etiope l’ha portata a tagliare il traguardo per prima nel tempo di 1:07.35, buono ma pensiamo che lei sarebbe capace di fare meglio se trascinata dalle solite lepri che compaiono puntuali in tante gare di plastica. Invece Dibaba corre sulle avversarie, perchè l’essenza di questo sport è lottare contro altre donne, fortissime anch’esse. Il tempo è un corollario, un qualcosa di più che dice quanto forte si è andati, ma le grandi avversarie sono quelle che danno la grande gloria.
Infatti alle spalle di Tirunesh è finita niente meno che Edna Kiplagat, seconda alla maratona di Londra, che ha chiuso in 1:07.41, cedendo solo al finale sublime dell’etiope. Ma non basta, perchè terza è arrivata la campionessa olimpica di maratona, Tiki Gelana, in 1:07.48 che a sua volta ha preceduto una miracolata Jelena Prokopcuka (1:08.09), la prima delle inglesi Jo Pavey (1:09.20) e la sud-africana Renée Kalmer (1:10.13).
Nella stessa data sua sorella Mare arrivava seconda Philadelphia PA, in una gara con lepri, alle spalle di Sharon Cherop (1:07.21).
In campo maschile scontro tutto keniano, risolto a favore di Wilson Kipsang (59.06) d’un pelo avanti a Micah Kogo (59.07). Seguono Imane Merga (59.56), Mike Virgin (60.18) e Emmanuel Bett (60.56).
Ben 54.000 persone hanno preso il via di questa corsa, che probabilmente è proprio la corsa su strada più partecipata al mondo.

Sydney

Il continente australiano rappresenta un territorio vastissimo ma scarsamente popolato. Per estensione l’Australia è il sesto stato al Mondo, ma la sua popolazione supera a mala pena i 23 milioni di persone. Nonostamte questo l’Australia, in campo sportivo, è una delle nazioni più evolute del mondo, e non solo in atletica. In ogni edizione olimpica, infatti, sia piazza sempre nelle prime dieci del medagliere, grazie soprattutto al nuoto, ma anche ciclismo, atletica e svariati altri sport.
Nelle corse di distanza, poi, la tradizione australiana è solidissima e di vecchia data. Basta ricordare personaggi come Herbert Elliott, Ron Clarke e Rob de Castella: fondisti che, ciascuno, hanno segnato un’epoca.
La vivacità del Paese è testimoniata anche sul piano organizzativo, delle maratone in particolare. Adesso tocca alla Blackmores Marathon di Sydney. Ottima gara, ben curata come al solito, che ha portato al raguardo 2896 corridori, che non sono pochi da quelle parti.
La gara, sul piano dei risultati, è stata quest’anno dominata dai giapponesi, che si sono imposti in entrambe le classfiche, mettendo in fila una volta tanto tutti gli africani.
Ha vinto il 25enne giapponese Yuki Kawauchi in 2:11.52, davanti a Felix Kandie (2:16.12) e Joel Kemboi (2:18.34). Quest’anno Kawauchi ha vinto la maratona di Tsuchiura, mentre nel 2010 aveva vinto quella di Sapporo. In campo femminile, Mitsiko Hirose ha completato il trionfo nipponico vincendo in 2:48.49

Wroclaw

In Europa, la maratona più prestigiosa è stata quella di Wroclaw, capitale di una regione particolarmente vivace sul piano atletico, che la settimana scorsa ha ospitato anche il mondiale delle 24 ore in quel di Katowice (una sorta di Formia polacca).
Anche qui africani in evidenza, che hanno monopolizzato il podio maschile con Edwin Kirui (2:15.33), Julius Kipkorir (2:15.54) e Joel Komen (2:16.29). La prima donna invece è stata la polacca molto giovane Marta Szenik (2:49.03)-
Anche in Polonia si sta producenbdo un fenomeno negativo, conseguenza della ossessiva presenza dei corridori africani che, per merito loro sia chiaro, si portano via tutti i gradini del podio. Infatti anche questa nazione, un tempo all’avanguardia nella corsa di resistenza, soffre di una mancanza di vocazioni da parte dei suoi giovani, che non trovano sbocchi ed occasioni per migliorare gradualmente. Ne sono consapevoli, almeno loro, ma non hanno ancora trovato l’antidoto giusto.

Justin Gillette
Scorrendo il file dei vincitori di maratone, troverete anche questa settimana il nome dell’americano Justin Gillete, 29 anni, che ha vinto quest’anno la sua maratona numero 14! Si tratta della gara di St.Charles, Illinois. Solo due settimane fa aveva vinto la gara di Columbia CO. Si tratta di un corridore indubbiamente forte, ma non straodinario, finora incapace di scendere sotto le 2:20, ma evidentemente dotato di una capacità di recupero fuori dal comune. E’ sposato con Melissa che, nel suo piccolo, ha vinto quest’anno anche lei sei maratone. Ci ricorda un poco il romano Giorgio Calcaterra. Infatti di lui si parla anche come futuro protagonista di qualche 100km. Staremo a vedere.
Sempre negli States cominciano ad arrivare buone gare, come quella di Dayton, organizzata dall’Air Force, forte di 3297 arrivati. quella di St.Charles appunto, con 1062 arrivati, e quella di Logan con 1517 arrivati.
La seconda maratona più antica del mondo, si è disputata invece a Yonkers, nello stato di New York. La prima edizione di questa gara risale infatti al 1906. Adesso è una piccola maratona di carattere locale, tesa soprattutto ad intenti ecologici, ma è carica d’anni e di gloria. Per la cronaca, i vincitori di questa edizione sono stati Michael Arnstein (2:35.10) e Margaret Duggan (3:10.55)

Tutti i vincitori del periodo

Autore Franco Anichini

Share

About Author

Peluso

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>