TuttoCampania — 29 ottobre 2012

Mi sono svegliato dopo aver fatto un bellissimo sogno …
Si, un sogno …. sullo sfondo di una festa con tanti invitati, travestiti da atleti, tutti in pantaloncini e magliette, ambientato in un contesto a valenza ambientale e storica di rara bellezza.
E’ accaduto ieri, domenica 28 ottobre, nella notte in cui era previsto il cambio dell’orario con lo spostamento all’indietro delle lancette di un’ora … Sarà stato forse quell’ora in più di sonno?
Potrebbe anche essere, certo però che i conti non tornano perché il mio sogno è durato molto di più, per la precisione 1 ora e 53 minuti. Al posto di guida della mia auto, in compagnia del mio amico Pasquale, percorro una strada ancora deserta, bagnata dalle abbondanti piogge della nottata e sotto un cielo plumbeo, voglioso di scaricarne ancora altra. Andiamo verso un rendez vous di noi appassionati della corsa. Non sappiamo molto del posto dove è organizzato, conosciamo solo la zona. Di cosa ci aspetta ne abbiamo avuto solo sparute, seppur incoraggianti, informazioni.
Vi giungiamo rapidamente.
Tra saluti ed abbracci prendiamo nota che sta per iniziare la festa.
Il tempo di ritirare il pettorale e cambiarci con lo sguardo rivolto all’insù a scrutare il cielo.
L’aspetto è sempre minaccioso ma sembra che voglia solo spaventarci.
Mi ritrovo, stranamente, tra invitati che per la maggior parte non conosco … stavolta sono venuti tutti, ma proprio tutti. Incontro Silvio Scotto, ci salutiamo calorosamente ed io ne vado fiero come un ragazzino che nota il rispetto del bullo fuori dalla scuola.
Maurizio mi dice che Nannino mi cerca. Lo incrocio, finalmente. “Meglio approfittarne adesso che siamo fermi”, penso, perché in gara non potrà accadere, lui è molto più forte di me …
Decido di seguire la scia arancione della Napoli Nord Marathon, di loro conosco quasi tutti, con
loro condivido feste indimenticabili. Scorgo il Magnifico che cerca di portarsi il più avanti possibile, istintivamente cerco emularlo … ma a che serve? Lui scapperà via appena ci sarà lo start. Meglio godersi lo spettacolo, l’inno di
Mameli suonato, in maniera solenne, dai bersaglieri.
Pronti e …. Via.
Appena usciamo dal paese corro su una stradina ondulata lungo una valle delimitata da due catene di montagne. Al 2° km vedo ai lati della strada la gente delle frazioni decentrate, non ricordo i nomi … La mia attenzione và ai bambini protesi verso di noi. Li guardo con amore, cerco di rubare un poco della meraviglia che sgorga abbondante dai loro occhi … Poco ancora e c’è la separazione fra quelli che fanno la 12 km e noi, quelli della 25 km. Non so altro, solo che devo correre, andare il più forte possibile ma anche risparmiare energia … Purtroppo non conosco il percorso e quindi la cosa è alquanto difficile … ma tant’è.6° km. Siamo in lieve salita già da un paio di km, da una recinzione un albero sporge un ramo che fa bella mostra dei suoi frutti: sono mandarini. Mi sembra goliardico afferrarne almeno uno,
bisognerà saltare per riuscirci … lo faccio e comincio a mangiarlo, squisito. Giuseppe, da dietro, protesta simpaticamente. Si sorride e continuiamo. So che stiamo andando verso Sant’Agata dei Goti, me lo ha detto in settimana il mio amico Antonio Suppa, del Comitato organizzatore.
Lui mi aspetta là.
Entriamo in paese. “Che bel posto” esclamo forse a voce alta, tutte villette alte al massimo due piani, curate e recintate elegantemente. Al primo incrocio sento urlare il mio nome … è Antonio, che festa che mi fa!!!! Inizia un viale lungo ed alberato che conduce in piazza. E’ diviso, con transenne, in due corsie di cui l’altra è percorsa da quelli che hanno già fatto il giro del paese. Incrocio Alessandro .. come và forte, lo saluto e lo incito, forse nemmeno mi sente. Attraverso il
centro del presepe, con la gente che acclama e saluta, vado più veloce. Incrocio il presidente Michele, lo saluto con piacere, ricambiato dal suo sorriso unico. Mi avvio verso il 12 ° km, Da l’ in poi cominciano tre tratti di salita dura, per me durissima che confermano quanto raccontato dai veterani. Spero agevolmente la prima, meno la seconda, scoppio alla fine della 3°; mio malgrado, una crisi respiratoria mi fa perdere almeno 2 minuti.
Sopraggiungono Giorgio e Lucia, mi incoraggiano e così riprendo a correre. Adesso la strada diventa pianeggiante, mi conforta vedere laggiù il centro di Valle di Maddaloni …
significa che dovrò scendere e questo mi rincuora. 15° km. Entro in un fitto castagneto dove l’unico intervento dell’uomo mi appare essere la stradina che sto percorrendo, spesso ricoperta da foglie e gusci di castagne ancora bagnati. Respiro a pieni polmoni. Sento la presenza dell’ossigeno, meglio farne riserva per i miei muscoli per tirarmi fin là giù. Risento la musica, è la versione classica dell’inno nazionale. Viene diffusa subito all’uscita dal bosco. È qui che comincia il ponte, meglio l’acquedotto vanvitelliano. E’ maestoso, altissimo ed ha il fondo in pietre scivolose. Prendo a correre ancora più forte, quasi elettrizzato di avere una simile occasione.Lo percorro in un sol fiato, poi una breve ma ripida discesa mi porta su un viale lungo, veloce alla fine del quale c’è il gonfiabile dell’arrivo..
Comincia a piovere ma è fatta.
Mi sveglio, …. è buio o, forse, è ancora buio? Ho sognato o devo ancora andare a Valle di Maddaloni per la mezza Maratona Vanvitelliana? Sono confuso, guardo l’orario, sono le 17 … possibile che non sia stato un sogno? Vado su facebook, trovo le scene vissute fissate sulle foto scattate da Francesca e pubblicate da Franco …. No, non è stato un sogno, è stata realtà pienamente ed intensamente vissuta. Mi dispiace essermi svegliato … THE DREAM MUST GO ON!!!!
Aldo Martucci

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Peluso

  • silvio scotto pagliara

    TI SALUTO AMICO MIO !
    SILVIO

    L’ULTIMO DEI GARIBALDINI ..ADDA’ VENI’ BAFFONE !!!

    HO RIVISTO, PER LA SECONDA VOLTA IL PERCORSO NEL TUO ….SOGNO !

    • Aldo Martucci

      Grazie Silvio, ricambio con grande stima. Alla prossima.
      Aldo

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