Cronaca — 09 aprile 2011

Nella 6^ giornata della 1000 km maschile, il norvegese Sjavic Trond ha percorso 170 km, portandosi in testa (833 km); il tedesco Wolfang Schwerk è secondo (778); Aldo Maranzina è a quota 548 km.
Nella 1000 km femminile, Sarah Barnett (651 km), Martina Hausmann (650), Angela Gargano (562 km).
Nella 7 Giorni, prosegue incontrastata la cavalcata di Sharon Gayter (750 km).
Oggi, alle ore 8.00, è partita la 6 e la 12 Ore. Nella gara più breve, ha vinto Maragos Spyros (70 km) e Kalifa Myrsini (65 km); nella gara più lunga ha vinto
Bando ai numeri ed alle classifiche, e parliamo di uomini, anzi di donne. In queste corse disumane, c’è anche molta umanità. Avevo accennato essere Martina Hausmann una robot. Non corre mai,  cammina sempre, proprio sempre. In gara è concentrata, non parla mai, fino ad apparire scontrosa, antisociale. Avevo anche detto essere una donna di cultura: parla diverse lingue e capisce l’italiano. Sotto tanta scorza, si nasconde una grande umanità. E’ stanca, e soffre molto l’attacco che le sta portando l’australiana Sarah Barnett, che sta correndo come una cavalla pazza. I cavalli, però, non sono come i muli, corrono il rischio di rompersi e hanno bisogno di pause. Durante queste, la tedesca annulla il vantaggio dell’australiana.


Martina non è una privilegiata. Dorme nel sacco a pelo, usa i bagni comuni, si nutre dei ristori messi a disposizione dall’Organizzazione. Molti si lamentano delle docce, non sempre calde, e del cibo. Del resto, è difficile soddisfare il palato e le esigenze di atleti provenienti dai cinque continenti. Solo gli orientali non si lamentano, avendo portato tutto da casa. Sono in molti, come ovunque, ed è tutto un inebbriarsi di odori e sapori. Oggi, la donna robot s’è lamentata ed, abbracciando Angela, ha pianto: ‘Sono molto stanca; non ne posso più; poi, non posso farmi la doccia perché l’acqua è fredda’.


Un altro problema per Angela che, a via di correre in modo anomalo per i problemi ai piedi, è saltata la biomeccanica della caviglia, con conseguente tenovaginite dei peronieri. Rimarrà nel circuito per onor di firma. Poteva migliorare la sua migliore prestazione della 6 Giorni, e non l’ha fatto. Ha pensato esclusivamente a sè stessa. Corre per dare il massimo, ma entro i limiti dei suoi limiti. I 562 km percorsi, che uguagliano il suo record personale, è arrivato in modo casuale.


Infine, una nota di educazione civica: non si vede un bicchiere per terra, tutti usano i bagni.

Autore: Michele Rizzitelli

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