Atletica News slide — 05 luglio 2017

Gianmarco-TamberiAncora una gara “a sorpresa” per Gianmarco Tamberi. Il campione del mondo indoor di salto in alto – tre giorni dopo la bruciante trasferta senza misura in IAAF Diamond League a Parigi – oggi si è ripresentato in pedana al Memorial Istvan Gyulai di Székesfehérvár, vicino Budapest. L’azzurro – a quasi un anno di distanza dal brutto infortunio al meeting di Montecarlo e dopo due operazioni – è tornato brillantemente a saltare a quota 2,28. Otto centimetri meglio del 2,20 di Ostrava che fin qui rappresentava il season best delle sue prime uscite.

LA CRONACA – Nessun annuncio nemmeno sui suoi popolarissimi account social (in stand-by dal 1° luglio): Gimbo a quanto pare ha preso un aereo ed è volato in Ungheria per rimettersi in gioco, per un faccia a faccia con l’asticella, quasi fosse una questione esclusivamente personale. Primi step della progressione 2,10 e 2,15, facili e senza esitazioni. A 2,20 mister HalfShave incappa in un paio di incertezze, ma oggi il recordman azzurro non vuole arrendersi qui: un bel respiro, la clap del pubblico ed ecco fatta la misura. Da qui la gara del marchigiano delle Fiamme Gialle cambia volto ed ogni salto è un boato. Si sale ancora: 2,26 alla seconda prova, 2,28 va subito a segno ed è in perfetto stile “Gimbo”. “Stand Up!” dice rivolgendosi al pubblico per darsi la carica. Riecco il “Tamberi-show” che dopo ogni salto corre a dare il cinque a tutta la prima fila di spettatori. Il 2,30 oggi non arriva, ma il campione europeo in carica è terzo dietro due grandi avversari come l’ucraino, bronzo olimpico a Rio, Bohdan Bondarenko (2,30) e il connazionale Andriy Protsenko (2,30).

CONCENTRAZIONE E CATTIVERIA – “Il pubblico è stato fantastico e ha fatto la differenza – il commento a caldo di Gimbo dopo il meeting –. Per me saltare 2,28 oggi significa ripartire da una buona base. C’è da lavorare ancora parecchio per tornare ai 2,39 del mio record italiano, ma considerando quello che ho passato, non nascondo la gioia di questo momento. Non ho mai smesso di crederci, mi serviva solo quella cattiveria che forse mi era mancata nelle prime gare”. “A Parigi – aggiunge Tamberi – ho fatto praticamente zero, è come se non fossi nemmeno entrato in gara. Dopo ero distrutto, tre nulli alla misura d’ingresso non mi erano mai capitati in vita mia. Allora ho spento il telefono e sono partito, ma invece di rientrare in Italia ho chiamato gli organizzatori, ho chiesto di aggiungermi al cast e sono venuto direttamente qui. Niente social, non ho risposto più a nessuno, nemmeno ai tantissimi messaggi che mi sono arrivati a raffica in questi giorni. Chiedo scusa a tutti, ma sentivo il bisogno di concentrarmi solo su me stesso perché sapevo tutto quello che avevo fatto fino ad oggi e quanto ho faticato e sudato per tornare a questo livello. Me lo meritavo, dovevo farlo per me stesso e per tutte le persone che fanno il tifo per me e che mi sono state vicine in questi undici mesi difficili. Grazie a tutti!”.

ufficio stampa fidal

 

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