Medicina — 02 agosto 2008

Nel valutare nella mia professione alcuni atleti lungo un percorso di mesi di attività fisica, ho potuto approfondire l’influenza dell’attività agonistica sportiva sull’asse Psico-Neuro-Endocrino-Immunologico (PNEI) e sull’equilibrio psico-fisico e conseguentemente ho fatto applicare in maniera mirata  un  tipo di alimentazione ed integrazione oligoalimentare e vitaminica basato sulle singole costituzioni e con un orientamento prevalentemente naturopatico.
L’attività sportiva agonistica, sia a livello amatoriale che professionistico, induce l’organismo a far fronte a richieste energetiche superiori alla norma e spesso al di sopra delle proprie possibilità.
In questa condizione di stress psicofisico si determinano sbilanciamenti di tipo ormonale legati all’aumento del cortisolo con incremento dei radicali liberi conseguenti a stress a livello muscolare e tendineo, cardiovascolare, respiratorio e psichico e a livello energetico.
Qualsiasi situazione stressante generata dallo sforzo produce  a livello ipotalamico uno stimolo a secernere CRH ( Corticotropin Releasing Hormone ) il quale a sua volta stimola l’adenoipofisi a secernere ACTH (Adeno Cortico Tropic Hormone).
L’ACTH  in circolo raggiunge le ghiandole surrenali stimolandole a produrre, attraverso un legame a specifici recettori di membrana, ormoni glicorticoidi ( cortisolo ) e mineralcorticoidi ( aldosterone ).
C’è da considerare che maggiore sarà lo stress psicofisico, maggiore sarà la produzione di cortisolo ed aldosterone con le relative conseguenze.


L’aumento dell’attività fisica a livelli agonistici determina quindi:


·        Un aumento della produzione di cortisolo e aldosterone


·        Un aumento della produzione di catecolamine (adrenalina e noradrenalina         )


·        Una elevata produzione di radicali liberi


 Gli effetti negativi di una iperproduzione di cortisolo risultano evidenti se si analizzano i disordini metabolici che essa determina ed in particolare:


 


. Sul metabolismo glucidico


–         stimola la glicogenolisi con liberazione in circolo di glucosio;


–         favorisce la sintesi dei carboidrati a partire dagli amminoacidi (gluconeogenesi);


–         iperinsulinemia legata all’iperglicemia di cui sopra;


–         riduzione della massa muscolare conseguente alla demolizione delle proteine necessaria per la produzione di amminoacidi utili alla sintesi dei carboidrati (autocannibalizzazione).


·        Sul metabolismo lipidico:


–         favorisce la sintesi di tessuto adiposo;


–         favorisce la sintesi dei grassi indirettamente legata alla iperinsulinemia.


·        Sul metabolismo proteico:


–         riduzione della sintesi proteica con aumento della proteolisi sia nel tessuto muscolare che in quello adiposo, osseo, linfoide e connettivale;


·        sul metabolismo degli acidi nucleici:


–         inibisce la sintesi del DNA e RNA  ad eccezione del tessuto epatico.


·        Sul sistema immunitario:


–         riduce l’efficacia del sistema immunitario.


·        Sulla reazione infiammatoria:


–         riduce l’intensità della vasodilatazione;


–         riduce i processi riparativi.


·        Sul sistema cardiocircolatorio:


–         si ha un aumento della gittata sistolica;


–         si ha una ipercostrizione del tono periferico con aumento della pressione arteriosa.


·        Sul connettivo e tessuto epiteliale:


–         riduce la crescita dei fibroblasti;


–         riduce la sintesi di collagene con riduzione della matrice ossea, ed epiteliale.


·        Sul tessuto osseo:


–         riduce il metabolismo osseo aggravato da un cattivo assorbimento                                   intestinale di calcio:


·        sulla funzionalità renale:


               –     determina squilibri sul riassorbimento dell’acqua, del sodio e del 


            potassio.


·        Sul sistema ormonale:


–         inibisce la secrezione dell’ormone della crescita (GH);


–         altera la funzionalità tiroidea.


·        Sul tono dell’umore:


–         comparsa di comportamenti distimici con alternanza di momenti di  euforia con altri di depressione.


Tra le cause che concorrono a un aumento del cortisolo nello sportivo, avremo:


·        sonno insufficiente;


·        riposo insufficiente;


·        recupero insufficiente;


·        superallenamento;


·        attività extra sportiva troppo stressanti;


·        allenamenti in concomitanza di malessere psicofisico;


·        alimentazione inadeguata.


Sembra evidente come un assetto adeguato ormonale, legato ad un equilibrio psicofisico sull’asse PNEI, con una valutazione e trattamento naturopatico di base e nutrizionale personalizzato al terreno costituzionale dei singoli atleti, possa essere alla base del benessere generale dell’organismo degli atleti e come una sola carenza di uno degli aspetti citati possa vanificare mesi di preparazione atletica e di sacrifici.
Ecco perchè agli atleti che prendo in esame consiglio e faccio condividere i seguenti punti che ritengo essere fondamentali per un atleta agonista anche non professionista, ed in particolare:


·        aumentare il recupero post allenamento;


·        aumentare la durata e la qualità del sonno;


·        migliorare l’alimentazione (seguendo gli schemi naturopatici);


·        controllare costantemente il trend delle proprie prestazioni;


·        alleggerire, supportati dal proprio preparatore atletico, periodicamente il carico di lavoro;


·        praticare tecniche di recupero attivo come il massaggio, il rilassamento, l’idroterapia, la riflessologia plantare;


·        praticare con regolarità la meditazione;


·        utilizzare integratori antiossidanti mirati a combattere i radicali liberi prodotti dai lunghi e intensi allenamenti.


 

Autore: Valerio Costantino

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Peluso

  • sebastiani cesare amatore libero

    gentile dottor costantino corro da circa dieci anni da circa cinque è come se le gabe mi si sono blocate i muscoli sono perrennemente duri e pesanti non ho piu avvertito quella leggerezza che ti permette di correre le ho provate tutte sis a livelo allenamento che psicologico ma niente è rimasta una stanchezza cronica che mi permette di correre sentendo sempre le gambe dure e stanche ed è molto frustante e di nessun stimolo se mi aiuta mi rida vita e vorrei sapere se ci sono casi analoghi al mio la ringrazio

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