TuttoCampania — 08 giugno 2015

stranormanna 2015Nonostante i circa 800 metri in meno del percorso, la città di Aversa non si è smentita, è stata una piacevole conferma.

Pulita, ordinata, con cittadini educati pronti ad applaudirci ed incoraggiarci, domenica ha mostrato, a tutti noi ospiti, il suo volto nascosto, quello onesto, attento alle esigenze sociali specie dei giovani, nessun ostacolo dalle autorità che si sono rese subito disponibili ad ogni tipo di richiesta ( cosa molto difficile ).

Un piccolo elenco fatto, non per pubblicità, ma per rendere noto ciò Peppe Andreozzi ci ha preparato:

un campus medico super attrezzato, con tanto personale, oltre a quello medico, molti volontari che ci accompagnavano nel nostro percorso medico. Io, approfittando dell’occasione, ne ho fatti tre, gastroenterologia, cardiologia ed endocrinologia;

un ring da kick-boxing con tanto di esibizione dei campioni locali; lo stand dell’ AIDO;

una trentina, se non di più, di spinning a disposizione di chi volesse provare una lezione sotto la guida dell’istruttore a tempo di musica; dimostrazione, sempre con volontari, di yoga (non ho capito bene di che tipo);  i balli scatenati di quei ragazzini indiavolati che trasmettevano la loro gioventù e tante altre dimostrazioni sportive.

Aversa è una città che vive la sua realtà cercando di tirar fuori da ogni cittadino quel qualcosa di buono che alcuni non sanno di avere.

Domenica è stata una giornata così piena ed intensa di eventi che, forse, la gara ha fatto solo da cornice a tutto ciò che è stato organizzato … la festa è continuata fino a sera tarda col concerto della band locale, gli Shà Dong.

Peccato per l’assenza, comunicata tardissimo, del rappresentante del CSI che avrebbe dovuto curare la partenza e la classifica della 3km, ma i partecipanti, in maniera tranquilla e sportiva, si sono subito adoperati e … udite udite … stanno provando a stilarla loro, già individuati i primi tre.

E poi c’è Lorenzo, sempre sorridente, pronto, appena vede un broncio, ad incoraggiare chiunque.

Ogni atleta vive la gara a proprio modo, secondo le proprie esigenze, ogni gara ha le sue pecche, ma non dobbiamo mai fare in modo che questo sminuisca il lavoro sociale che c’è dietro … anche se molti non lo vedono.

Viviana CelanoViviana Celano

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