Cronaca — 19 novembre 2012

La XXVI Turin Marathon Gran Premio La Stampa dice Kenya, ma si colora anche d’azzurro grazie a Valeria Straneo, Emma Quaglia e Stefano Scaini. 39 nazioni rappresentate, più di 4.000 atleti al via della maratona – insignita del presitigioso IAAF Road Race Gold Label – 10.000 al via della Stratorino, altrettanti i bambini e le loro famiglie che hanno partecipato alla Junior Marathon. A conquistare l’edizione 2012 sono stati, appunto, i keniani Patrick Terer tra gli uomini e Sharon Cherop tra le donne.

Terer, classe 1990, viene dai 3000 siepi, era al suo debutto in maratona che ha iniziato a preparare ad agosto.

2h10:34 al traguardo di una gara senza lepri condotta dal giovane africano con intelligenza tattica: lasciato sfogare nella prima parte Jackson Kirwa, risale dopo il 30° km e al 39° km si porta alla testa della corsa lasciando il connazionale, in difficoltà, a subire la rimonta anche di Daniel Rodo (2° in 2h11:40) per un podio tutto keniano. Kirwa taglia il traguardo in 2h13:29. Ottimo settimo Stefano Scaini (Running Club Futura) con il nuovo primato personale di 2h16:26; l’azzurro, che aveva come tifosa d’eccezione la moglie, campionessa europea di maratona, Anna Incerti in dolce attesa, è stato autore di una gara coraggiosa della quale all’inizio è stato anche in testa. Commovente l’arrivo del keniano Andrew Ben Kimtai che cade provato dalla fatica nell’ultimo chilometro; ha comunque conclusto la sua fatica e lo fa in nona posizione (2h18:48) attteso e festeggiato dal brasiliano Andrade 8° (2h17:58).
Fino alla mezza maratona è un tira e molla in testa con l’azzurra Valeria Straneo; subito dopo però inizia la progressione della vincitrice di Boston che arriva solitaria al traguardo in 2h23:57, nettamente nuovo record della gara. Seconda piazza per la keniana nazionalizzata olandese Hilda Kibet con 2h25:46 che nel finale recupera sulla Straneo, terza in 2h27:04. “Sono molto contenta di aver corso in Italia – racconta l’alessandrina del Runner Team 99 – cosa che mi mancava da un po’; gli ultimi chilometri ero molto stanca, senza energie ma la testa mi ha consentito di andare avanti. Il tempo finale mi soddisfa comunque, anche se mi dispiace perchè non sono riuscita a reagire al calo finale. Tre maratone in un anno sono state tante adesso ho bisogno di staccare la spina, per due mesi assoluto riposo; quest’anno non farò la stagione di cross”. Quarta l’etiope Derbe Gebissa (2h27:32), ma la più contenta al traguardo è Emma Quaglia (Cus Genova), quinta in 2h28:15, 2 minuti sotto il precedente primato personale che aveva annunciato di voler migliorare. “Ho avuto un problemino mentale perchè sono passata molto forte alla mezza maratona e avevo paura di non finire. Pensavo di fare il primato personale ma non di andare così forte, sono felice. Spero di vestire la maglia azzurra ai Mondiali del 2013”.

Myriam Scamangas (CR FIDAL Piemonte)

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