Maratone e altro slide — 09 giugno 2016

valeria straneo“E’ ora di ripartire!” parola di Valeria Straneo che sta per tornare in azione su quei 42 chilometri e 195 metri che le hanno messo al collo la medaglia d’argento ai Mondiali di Mosca 2013 e agli Europei di Zurigo 2014. Domenica 12 giugno l’alessandrina sarà al via alla Maratona di Würzburg in Germania, a 587 giorni esatti dalla sua ultima apparizione sulla distanza il 2 novembre del 2014 a New York. In mezzo una serie di problemi fisici che hanno tenuto ai box più del previsto l’azzurra. “Non sono ancora al top – il commento dell’atleta del Runner Team 99 -, ma giorno dopo giorno sento che la mia condizione sta crescendo. Proprio ieri ho fatto un bel lavoro di 14 chilometri variati con buone punte di ritmo che mi ha lasciato sensazioni che non provavo da un pezzo. Tutto questo tempo lontano dalle gare mi è servito per ricaricare le batterie, ma anche per cambiare un po’ approccio rispetto all’allenamento insieme alla mia coach Beatrice Brossa”.

Cosa vuol dire?
“Significa che è importante ascoltare bene i messaggi che arrivano dal proprio corpo, capire come dosarsi e, soprattutto, fare attenzione ai tempi di recupero senza la smania di fare per forza 200 chilometri alla settimana. In fondo sono sempre una “ragazza” del 1976…”

Würzburg è una città di 125.000 abitanti della Baviera dove è nato anche l’attuale presidente del CIO, Thomas Bach. Il record femminile della corsa è il 2h34:07 dell’etiope Abiyot Eshetu nel 2015. Il tracciato si articola su un circuito da percorrere per due volte per la maggior parte costeggiando le sponde del fiume Meno. Ma per la Straneo, le strade di questa maratona avranno un significato particolare.
“Prima di tutto il 12 giugno per me non è un giorno qualsiasi perchè coincide con il mio dodicesimo anniversario di matrimonio. E, infatti, ad accompagnarmi ci sarà anche mio marito Manlio. E poi c’è un’importante formalità da sbrigare: correre sotto le 2h45:00 dello standard di iscrizione per Rio. Sono ottimista, ma la maratona con tutte le sue incognite è una specialità che merita assoluto rispetto. Non si scherza”.

A Londra 2012 l’ottavo posto alla tua prima Olimpiade. Rio, invece, cosa rappresenta per te?
“Diciamo che intanto bisognerà fare il “minimo indispensabile” per andarci. Voglio vedere questa gara come poco più di un allenamento lungo da cui confido di recuperare in fretta per poi pensare magari a un periodo di altura. Mancano due mesi al 14 agosto, il giorno della maratona olimpica e vi assicuro che in tutto questo tempo non ho smesso un attimo di volerci essere anch’io”.

Alessio Giovannini
Ufficio Stampa FIDAL.
Federazione Italiana di Atletica Leggera

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