Atletica News slide — 17 giugno 2016

Libania GrenotDue big azzurre collezionano punti importanti nell’ottava tappa della IAAF Diamond League. Stasera a Stoccolma Alessia Trost è seconda nel salto in alto con 1,90, mentre la campionessa europea Libania Grenot chiude terza nei 400 metri in 52.62. Per la Trost arriva così il secondo podio in Diamond League 2016 dopo il terzo posto di Eugene con 1,92. Si tratta anche del miglior piazzamento italiano femminile nei sette anni di storia del circuito d’èlite dell’atletica internazionale che oggi, per la prima volta, vede tra le prime tre classificate ben due atlete del nostro Paese. L’altista pordenonese delle Fiamme Gialle ha duellato fino all’ultimo con la spagnola Ruth Beitia, in perfetta parità fino a 1,93, misura superata dalla spagnola e non dalla Trost. Sfortunata la capolista mondiale stagionale Desirée Rossit, uscita alla misura d’ingresso di 1,81 con la pedana zuppa d’acqua e temperatura invernale. La fredda Stoccolma regala anche il terzo posto della Grenot sul giro di pista (52.62), un crono giustificato dalle non facili condizioni climatiche. Per la primatista nazionale di 200 e 400 metri, è il secondo miglior piazzamento in carriera in Diamond League, dopo il secondo posto nel 2013 sempre a Stoccolma. Vittoria in 52.29 alla giamaicana Novlene Williams-Mills davanti alla britannica Anyika Onoura (52.46). Vittorie di alta caratra nonostante le condizioni difficili per Christian Taylor nel triplo (17,59/-0,6), Ferguson Rotich sugli 800 in 1:45.07 (quarto Rudisha), Renaud Lavillenie nell’asta (5,73), Ruth Jebet nei 3000 siepi (9:08.37), Kendra Harrison nei 110hs (12.66/-0,4), Abdelrahman nel giavellotto (86,00), Ivana Spanovic nel ungo (6,90) e Sandra Perkovic nel disco (68,32). Gli altri successi alla Cichocka sui 1500 (4:03.25), Jeilan sui 5000 (13:03.22), Asher-Smith sui 200 donne (22.72/-0,8), Harvey sui 100 (10,18/-0,8) e Culson sui 400hs (49.43).

TROST SECONDA, GRENOT TERZA – l’altista pordenonese è stata in lizza per giocarsi fino in fondo uno storico successo in Diamond League con l’amica-collega di specialità Ruth Beitia, vincitrice con 1,93. La pedana non è stata migliore di quella di Oslo, anzi. Le folate del vento norvegese hanno lasciato posto a una scura serata invernale con annessa pioggia a tratti e una pedana più simile a una pozzanghera. A farne le spese, l’altra azzurra in gara Desirée Rossit (Fiamme Oro Padova), che ancora in tuta per il freddo è stata eliminata alla misura di ingresso a 1,81. Progressione immacolata per la Trost a 1,81 e 1,86, e secondo balzo vincente per Alessia a 1,90, pari pari alla gara di Ruth Beitia. In tre a giocarsi l’1,93 (con la polacca Licwinko), la Beitia ha calato il jolly con un po’ di fortuna al secondo tentativo ottenendo a 1,93 il primato stagionale. Per la Trost il secondo posto, migliore della carriera in Diamond League e migliore di una atleta italiana nella storia della manifestazione. L’atleta della Fiamme Gialle sale a 10 punti nella Diamond Race di specialità, dove è terza assieme alla polacca Licwinko, terza anche stasera. Libania Grenot è partita più cautamente rispetto alla gara di Oslo ed è stata in linea con le prime fino a metà curva, poi ha ceduto alla maggior freschezza della giamaicana Novlene-Williams Mills (52.29) e alla britannica Onuora (52.56), L’azzurra, terza in 52.62, ha preceduto l’altra britannica Bundy-Davies (52.71). Tempi vistosamente appesantiti dalla serata da lupi svedese. Per l’azzurra il conto dei punti nella Diamond race di specialità sale a 5, le vale la settima posizione.

RUDISHA BATTUTO, TAYLOR 17,59 – la serata regala le migliori emozioni alla sua conclusione. Gli 800 uomini del confronto Rudisha-Bosse trovano il colpaccio dell’altro keniano Rotich, che lascia a bocca asciutta i duellanti e vince in 1:45.07 su Bosse (1:45.23) e sul polacco Kszczot (1:45.41). Rudisha, annunciatosi vicino alla miglior condizione, è solo quarto in 1:45.69.

Sul filo di una grande prestazione anche Ruth Jebet, la siepista del Bahrain che ancora una volta ha dimostrato di avere i numeri per il record mondiale. Lanciata dalla lepre Tuigong in 2:58.07 al primo mille, la Jebet ha perso qualcosa al secondo chilometro (6:01.28) e alla fine si è accontentata di vincere in 9:08.37, crono superlativo per le condizioni climatiche e tredicesima prestazione all-time. Grandioso Christian Taylor, con 17,24 mette al sicuro i salti di finale e all’ultimo assalto plana a 17,59 (-0,6), cifra da record per la serata. Dietro di lui l’abisso, Doris 16,70 (-0,4) e Carter 16,52 (0,0). Al terzo turno si anima la gara di giavellotto, decisa in un fazzoletto in favore dell’egiziano argento mondiale Abdelrahman con un 86,00 che lascia a undici centimetri il capofila mondiale Thomas Rohler (85,89). Bravo anche il campione del mondo Yego, terzo con 83,98.

LAVILLENIE E HARRISON OK – è singolare vedere Renaud Lavillenie e Shawn Barber giocarsi una vittoria sulle misure viste stasera, ma in condizioni difficili il cappello dal cilindro esce anche a 5,73, misura notevolissima in considerazione del bollettino meteo, valicata solo dal francese, poi vicino ai 5,80. Li avesse superati, sarebbe stato un exploit. Una delle perle tecniche della serata, con la tara del brutto tempo, è stata la gara dei 100hs vinti in formato “triplete” da Kendra Harrison in 12.66 (-0.4) su Nia Ali (12.85) e Queen Harrison (12.87), tutte statunitensi. Nessuna delle otto concorrenti ha abbattuto né sfiorato un ostacolo, espressione tecnica già poco frequente di per sé, da applausi in un contesto così poco favorevole. Bravissima Susanna Kallur, quinta in 13.00 al rientro davanti al suo pubblico e poi festeggiata dal pubblico con la figlia in braccio nel giro d’onore in pista. Grandi applausi anche alla polacca Cichocka, autrice di un eccellente finale sui 1500 e vittoria per k.o. sulle più quotate avversarie in 4:03.25. Seconda la svedese ex-etiope Bahta in 4:04.37, terza l’etiope Tsegay in 4:04.37 (solo quinta la scozzese Muir).

PERKOVIC POKER – Sandra Perkovic è imbattibile al momento. Anche oggi la croata ha messo metri tra sé e le avversarie sul prato. Il 68,32 che le ha garantito la quarta vittoria stagionale in Diamond league e 40 punti in classifica non è distante dal primato del meeting. Distantissime invece la francese Robert-Michon, pur bravissima con 64,96, e la cubana iridata di Pechino Denia Caballero (63,85). Nel lungo la gara ha vissuto il brivido finale con l’ultimo salto di Brittney Reese, planata a 6,88 (-0,5) a soli due centimetri dalla serba Ivana Spanovic (6,90/-0,3) in testa fin dal primo turno e largamente al comando della Diamond race con 36 punti. Terza l’iridata in carica outdoor Tianna Bartoletta con 6,68 (-0.8). La volata sui 5000 maschili ha favorito Ibrahim Jeilan (13:03.22, personal best), iridato a Daegu sui 10000 e ultimo a superare Mo Farah in una volata mondiale. L’etiope ha superato in rettilineo il più giovane Yomif Kejelcha (13:03.66), a digiuno di vittorie in Diamond League quest’anno. Muktar Edris ha ercuperato qualcosa nel finale ma non ha fatto meglio del terzo posto in 13:05.54.

LE ALTRE GARE – La serata uggiosa non ha favorito gli ostacolisti ma i 400hs vivono una crisi di risultati. Per vincere è bastato il 49.43 del portoricano Culson sull’ex-campione del mondo Clement (49.87) e sul polacco Dobek (49.89). Ritirato Tinsley, falsa partenza e squalifica per Jackson. Sui 100 metri la felice vena del turco-giamaicano Harvey (9.92 pochi giorni fa) ha trovato conferma nel freddo di Stoccolma, vittoria in 10.18 (-0,8) sull’ivoriano Meité (10.25) e l’antiguano Bailey (10.31). Nei 200 donne in tre scendono sotto i 23.00. Vince Dina Asher-Smith in 22.72 (-0.8), sulla giamaicana Facey (22.81) e l’altra britannica Henry (22.88, personale). La staffetta 4×100 turca ha dimostrato che il 38.31 dei monti dell’Anatolia non è arrivato per caso. Con la stessa formazione (Barnes, Harvey, Safer e Guliyev) ha vinto nettamente in 38.76. Vittorie firmate dagli atelti di casa negli 800 donne con Lovisa Lindh (2:00.81) e Daniel Stahl nel disco con 63,47. Nel prologo di ieri, il campione mondiale indoor Tom Walsh ha vinto il peso con 21,13 salendo in Diamond race a soli 2 punti dal campione mondiale all’aperto Joe Kovacs. Quarto posto con 20,29 per il primatista del mondo Under 20 Bukowiecki.

Libania Grenot (foto Colombo/FIDAL)

File allegati:
RISULTATI/Results

Ufficio Stampa FIDAL.
Federazione Italiana di Atletica Leggera

Roma, RM, Italia

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Peluso

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