Cronaca — 16 marzo 2008

MARATONA DELLA CITTA’ DI ROMA – FLASH ARRIVO TEMPO RECORD PER LA RUSSA BOGOMOLOVA: 2h22’53’


Era arrivata a Roma per battere il record della corsa, è tornata a casa con la miglior prestazione di sempre sulla maratona ottenuta sul suolo italiano. La russa Galina Bogomolova ha vinto come da pronostico la XIV Maratona della Città di Roma con il tempo di 2h22’53’, che migliora di oltre due minuti il 2h24’59’ di Margaret Okayo a Milano nel 2002. Il record della corsa era invece di 2h25’08’, stabilito lo scorso anno dall’algerina Souad Ait Salem. La Bogomolova ha fatto corsa solitaria fin dall’inizio, passando a metà gara in 1h11’24’, addirittura un minuto più velocemente di quanto previsto alla vigilia. La sua connazionale Larissa Zousko (2h28’18’) e l’ungherese Aniko Kalovics (2h29’04’) hanno potuto lottare solamente per gli altri due gradini del podio. Sfortunate invece le prove di entrambe le azzurre in gara, che puntavano ad un tempo sotto le 2h30′ per avere un posto in squadra alle Olimpiadi di Pechino. Ornella Ferrara, che era passata a metà gara in 1h15’03’, si è fermata al 25° km per un problema muscolare, mentre Vincenza Sicari ha sofferto problemi di stomaco e ha dovuto alzare bandiera bianca al 31° km, quando si trovava in 6° posizione. La prima italiana al traguardo è stata la marchigiana Sonia Cionna, 14° con 2h55’50’. Tra gli uomini la vittoria è andata invece a Jonathan Yego Kiptoo, che per due secondi è riuscito a rimanere sotto il muro delle 2h10′, correndo in 2h09’58’. Yego, classe 1978, nativo di Marakwet e allenato dall’italiano Gabriele Nicola, lo scorso anno aveva vinto la sua prima maratona a Bruxelles con il tempo di 2h12’16’. A Roma ha battuto nell’ultimo km il connazionale Philip Kimutai Sanga (2h10’02’), mentre subito dietro è arrivato Henry Kapkyai Kimeli (2h10’16’). Tutti e tre hanno stabilito il loro nuovo primato personale. La gara era partita ad un ritmo molto sostenuto, con passaggio a metà gara di 1h04’14’. A quel punto in testa c’erano ben diciassette atleti africani, mentre l’azzurro Ottaviano Andriani, anche lui in corsa per una maglia olimpica, era staccato di 40′. Il record è sfumato a causa di un rallentamento tra il 25° e il 30° km (passaggio 1h32’02’), dopo l’abbandono delle lepri keniane. Il momento chiave è arrivato al 32° km. Mentre nelle retrovie Andriani si ritirava, Kapkyai lanciava un attacco, correndo per un paio di km sotto i 3′ e staccando gli inseguitori di una decina di secondi. Un attacco brusco, che il 24enne keniano ha pagato nel finale, visto che alle sue spalle Yego e Kimutai hanno recuperato, fino a riagganciarlo al 39° km. L’allungo finale di Yego è stato lanciato ad un chilometro dall’arrivo, nel tratto più impegnativo dietro al Colosseo. Il migliore azzurro al traguardo è stato il tassista romano Giorgio Calcaterra, 19° in 2h18’40’.


LE DICHIARAZIONI DEI PRIMI


Galina Bogomolova (1° classificata): «A parte una gara di 3km nel 1996, quando ero ancora junior, è la prima volta che corro in Italia. I primi 5km ho iniziato ad un ritmo controllato, per non rischiare. Negli ultimi 5km, invece, ho capito che potevo battere il record e così ho spinto al massimo. Cosa farò con i soldi vinti? Ancora non ci ho pensato… Magari comprerò qualcosa per riempire la coppa o farò un regalo a mia figlia Nikita, che ha sei anni. Questo risultato mi rende orgogliosa, perché ripaga tanti mesi di duro allenamento dove vivo, ai piedi degli Urali. Su quale distanza correrò a Pechino? Ancora non ho deciso, a luglio parteciperò ai 10mila metri dei campionati nazionali russi e solo allora deciderò se puntare su maratona o 10mila».


Larissa Zousko (2° classificata) «Due anni fa avevo corso meglio, ma avevo anche due anni in meno… Sono contenta di aver conquistato il secondo posto, ma non del mio tempo. La prima volta che si corre una maratona in una città nuova, non si conosce il percorso e quindi la mente è più libera e meno stressata dall’idea delle strade e delle difficoltà da affrontare. Questa volta invece conoscevo il percorso e questo non mi ha agevolata».


Aniko Kalovics (3° classificata): «Ho avuto un dolore alla gamba al trentesimo chilometro, che mi ha costretto a rallentare, ma sono comunque felice della mia prestazione. Non mi sento troppo stanca fisicamente, ma ho avuto delle difficoltà a livello psicologico».


Jonathan Yego Kiptoo (1° classificato): «Con il montepremi aiuterò i miei genitori e i miei nove fratelli. Inoltre, vorrei donare parte dei soldi vinti ai tanti giovani atleti keniani che si allenano per tenere alta la bandiera della nostra nazione nello sport. Sono felice per questa vittoria, anche perchè negli ultimi mesi i conflitti che si sono scatenati in Kenya mi hanno impedito di allenarmi con continuità».


Henry Kapkyai Kimeli (3° classificato): «Ci ho provato, la mia tattica di gara prevedeva un attacco a 10 km dalla fine, ma purtroppo non sono stato capace di resistere al rientro dei miei compagni. Sono comunque soddisfatto».


CLASSIFICHE


1. Jonathan Yego Kiptoo KEN 2h09’58’
2. Philip Kimutai Sanga KEN 2h10’02’
3. Henry Kapkyai Kimeli KEN 2h10’16’
4. Peter Korir KEN 2h10’48’
5. Jonathan Kosgei Kipkorir KEN 2h11’13’
6. David Tarus KEN 2h11’18’
7. Dejene Berhanu ETH 2h11’23’
8. Michael Njoroge Kimani KEN 2h11’37’
9. Mykola Antonenko UKR 2h11’57’
10. Philip Singoei Kipyegon KEN 2h12’05’


1. Galina Bogomolova RUS 2h22’53’
2. Larissa Zousko RUS 2h28’18’
3. Aniko Kalovics HUN 2h29’04’
4. Flora Kandie KEN 2h32’39’
5. Bayisa Atsede ETH 2h33’07’


 


STRATOSFERICO WHITEHEAD: 3h39´00″ PER L´ATLETA CON LE PROTESI
Lungo tutto il percorso è stato applaudito e incitato da migliaia di spettatori e maratoneti, che lo hanno chiamato per nome: “Richard, Richard!”. Richard Whitehead ha vinto la sfida: sulle sue protesi è riuscito a correre la XIV Maratona della Città di Roma in un incredibile 3h39´00″, ben al di sotto del suo primato personale di 3h52´58″ (ottenuto a Londra lo scorso anno). “

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Peluso

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