Curiosita slide — 25 giugno 2014

passatoreSe chiudo gli occhi rivedo ancora il blu del cielo stellato che circonda l’oscura vallata del Mugello prima di Marradi.
Il Passatore è una gara stupenda, è la Gara. 100km di festa, colori, sofferenza, incredulità, fatica e gioia. 100km che ti attraversano e restano con te per sempre. Sfumature e posti bellissimi declinati in base alle diverse ore del giorno e della notte in cui si attraversano.
La mia preparazione comincia nella città più bella del mondo, a febbraio parto con la maratona di Napoli, che spettacolo. A marzo la mia prima ultra, la Strasimeno: un giretto interessante intorno al lago Trasimeno quasi 58km e tante risposte alle mie domande in merito a cosa fosse un’ultramaratona ed un ultramaratoneta.
Poi la maratona del Lamone, la prima tappa del trittico di Romagna, la regione più ospitale d’Italia e poi qualche lungo in zona Saint-Gobain in compagnia di mezza squadra.
E così mi ritrovo sabato 24 maggio nel cuore di Firenze a prender parte al Passatore di Romagna quello dove corre Vincenzo Trepiccione e Giorgio Calcaterra, un sogno per un corridore della domenica come me.
La partenza è di quelle belle, relax e foto di rito con Giovanni, compagno di viaggio per l’intera avventura e non a sorpresa un grande “emerodromo” come direbbe il keniano. E poi i due Signori della 100: Carlo e Vincenzo, quest’anno scortato dalla sua Simona in bici.
Alle 15 la città dei Medici si ferma e attende il passaggio degli eroi, ed in venti minuti ci si ritrova a Fiesole… che panorama, tempo bellissimo, una temperatura che supera i 25 gradi, la prima ora passa veloce. Si supera vetta le Croci e comincia la prima discesa; di forza ce n’è e la condizione è buona nonostante il caldo. A Borgo San Lorenzo comincia la scalata, unico obiettivo conquistare il mostro: il leggendario Passo della Colla. Il personale di gara è perfetto, i ristori ci sono ed il tifo pure, ogni anno la gente di questi posti aspetta con ansia l’evento e non si risparmia mai in applausi ed incoraggiamenti per i partecipanti, dal primo all’ultimo.
Intanto arriva la voce della vittoria di Calcaterra con un sorpasso al 92esimo km, UNICO, ed io sto correndo la sua stessa gara… ne sono fiero, ancora una volta il Passatore va ad un Italiano.
Come da programma, riesco entro le 7 ore a completare l’aspra salita del Passo della Colla, ma sono solo al 48esimo km e la temperatura scende sensibilmente. I 25 gradi del pomeriggio lasciano il posto ai 6 gradi della notte. Dopo la salita parlo a telefono con mezza Atletica e al ristoro con “qualcuno” della Podistica Valle Caudina, tanto l’obiettivo è chiudere dignitosamente la gara. In vetta mi cambio e giù per la discesa.
Nel buio assoluto della vallata del Mugello la convinzione di potercela fare si fa sempre più forte, ma al 54esimo km improvvisamente rallento, le gambe non vanno, ho sonno, cammino nonostante la leggera discesa, sono in crisi, ma non è il muro, impiego 1h e 15min per percorrere 5km, sento le gambe forti, ma non riesco ad andare avanti ed il sonno cresce. Non riesco a spiegarmelo. Sensazioni mai avute prima… dopo un po’ si fa avanti l’idea di abbandonare, le proiezioni di chiusura a quel passo superano le 20 ore. Barcollo, il mio Passatore in meno di 10km stava cambiando rotta, stava volgendo al termine. È l’unica parte in cui ho pianto, un pianto di rabbia misto ad amarezza per tutti gli sforzi e i sacrifici fatti fino a quel momento.  Avevo superato benissimo il pezzo più difficile ed ora in discesa non avevo più energie. L’unica cosa che mi ripetevo: “a Faenza ci arrivo sulle mie gambe, anche in 30 ore, ma sulle mie gambe”.
Mi fermo al ristoro del 65esimo km, ne mancano poco più di  35, mi siedo e ancora rivedo gli occhi preoccupati della signora che mi ha offerto la sedia… pensai: “uah! nun teng proprio na bella faccia secondo me…” e lì mi tornarono in mente le parole di uno dei tanti ultramaratoneti incontrati alla Strasimeno: “al Passatore vanno avanti con biscotti, piada e coca cola” ed ipotizzai: “e se fosse un calo di zuccheri?” Presi una tazza di caffè, una piada strabordante di marmellata ed un un bicchiere di acqua e sali, cose mai mangiate e provate in allenamento, tanto non avevo più nulla da perdere…  la gara non la potevo più vincere, re Giorgio aveva già suonato la nona da qualche ora, al massimo potevo arrivare al traguardo…
Signori, la mia gara è cambiata. In meno di cinque minuti sono ripartito e anche se la signora dagli occhi impietositi mi invitava a fermarmi, sono ripartito, ero ritornato, non avevo più sonno, le gambe ricominciavano a girare, avevo di nuovo un unico obiettivo: ritirare la mia medaglia a Faenza, la medaglia della 100km del Passatore… Incredulo supero i 70 e i 75km e mi dirigo alla volta degli 80 di Strada Casale; caffè, piadina e si riparte verso gli 85 di Fognano… dai 15min a km sono costante sui 6min a km sembra un miracolo, voglio i 90, ed arrivo a Brisighella e sopraggiunge anche l’alba… bellissima, ma non è tempo per fermarsi voglio i 95, sosta ad Errano solito caffè e via verso Faenza. Sono gli ultimi 5km continuo a superare tante persone, alla fine saranno 300 in meno di 30km, mi sembra un gioco,  penso che con quella forza ne avrei potuto fare anche 150 di km, anzi sarei potuto arrivare fino alla fine del mondo…
Arriva il countdown finale, lì i km sono segnati tutti 96-97-98-99…. Centooooooo, incredibileeeee ce l’ho fatttaaa per davverooo. Faenza, oggi sei mia.

Ps: Un’unica dedica: alla mia terra.

PPs: ringrazio Vincenzo, Carlo e Giovanni, è stato un vero onore prender parte con voi a questa gara fantastica.

PPPs: ringrazio tutti quelli dell’Atletica San Nicola e della Podistica Valle Caudina che mi hanno sostenuto  prima, durante e dopo la gara.

PPPPs: ringrazio Marta e Daniela per la pazienza.

PPPPPs: se ce l’ho fatta io ce la posson fare davvero tutti e anche meglio, ma ci devono sempre andare…

PPPPPPs: ci vediamo all’Abetone o al Ventasso…

PPPPPPPs: ciaoooo Belliiiiiii.

PPPPPPPPs: le crisi passano.

Ludovico Carozza

 

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Peluso

  • Fioravante Pisa

    Grande, Grandissimo Ludovico, sei entrato a pieno titolo nel popolo degli UltraMaratoneti, con la tua grinta e la tua determinazione puoi andare lontanissimo, in bocca la lupo per tutte le tue corse o meglio per tutte tue SFIDE. Ci vediamo domenica all’ABETONE un abbraccio sincero dal tuo amico Fioravante.

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