Curiosita slide — 17 novembre 2017

mennea“Mennea rappresenta le vittorie e le sconfitte di tutti gli atleti, me compreso, per i quali ho sofferto e gioito”. C’è l’influenza importante di Pietro Mennea alla presentazione di “Mai dopo le ventitrè”, il libro di Franco Carraro scritto insieme a Emanuela Audisio e presentato a Roma nel Salone d’Onore del CONI con, nelle vestid i padroni di casa, il Presidente del CONI Giovanni Malagò, il Segretario Generale Roberto Fabbricini, il Vice Segretario Generale Carlo Mornati e l’Amministratore Delegato di Coni Servizi Alberto Miglietta e la presenza del presidente della FIDAL Alfio Giomi.

L’opera di Franco Carraro, attuale membro CIO, è la biografia delle “molte vite di un riformista”, come recita la copertina, ma anche il racconto puntuale di episodi mitici dello sport, retroscena inediti, vicende curiose, tutte narrate da un punto di vista privilegiato, di un uomo che nelle sue molte vite è stato atleta, presidente della FISW (Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard), poi del Milan e della FIGC, e infine del CONI, prima di diventare Ministro del Turismo e dello Spettacolo e anche Sindaco di Roma. Franco Carraro ha vissuto lo sport a pieno, vivendo “da dentro” la storia dello sport Italiano. Ma c’è un solo campione che resta:

“Resta Pietro Paolo Mennea che di ritorno di Giochi del Medieterraneo nell’83 regala a mio figlio Luigi, che lo guarda estasiato, la sua medaglia. Un atleta ostinato, controverso, insoddisfatto. Sempre pronto a mangiare fatica. Non un superman, ma un bianco del sud, capace di riscattare la sua fame e di non perderla quando gli altri gli volevano rubare il traguardo”.

Davanti a una platea zeppa di uomini di sport e dello spettacolo, presidenti federali, dirigenti del presente e del passato, Carraro e Audisio presentano un libro che, attraverso lo sport, racconta il paese: ” La mia famiglia è la mia forza, ma tra le cose che ho fatto in modo preponderante è stato lo sport e per me il simbolo è Pietro Mennea”, conclude Carraro prima di consegnare un mazzo di fiori a Manuela Olivieri, la moglie del grande campione, presente in sala.

ufficio stampa fidal

 

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