Cronaca slide TuttoCampania — 16 agosto 2016

Sant'agata 2015 sihamProprio non riuscivi a dirlo giusto il mio nome: continuavi a chiamarmi Mario. Lo facevi appena ci incontravamo sulle gare, lo facevi quando ti intervistavo nel dopo gara (del resto quasi sempre vincevi oppure, se non vincevi, eri sempre e comunque sul podio). Mi chiamavi Mario, e lo facevi pure quando mi salutavi prima di andare via. Ed io lì a ricordarti per l’ennesima volta: guarda che non mi chiamo Mario. Ma oramai era diventato un ritornello, e si sorrideva, ed io iniziai a sfotterti, felice di aver incrociato sul mio cammino una persona quasi più smemorata di me. Poi improvvisamente iniziasti a chiamarmi Marco, e quasi quasi mi dispiacque: non potevo più sfotterti, non avevo più motivo di prenderti in giro per il tuo Mario d’ordinanza. Mi ricordo le volte che ti ho richiamata, diciamolo pure“cazziata”, per alcuni tuoi atteggiamenti che proprio sarebbe stato giusto e meglio evitare, così come ti richiamai anche perché spesso vincevi con troppo distacco dalle avversarie. Mi ascoltasti e da allora, quando potevi farlo, ti gestivi la vittoria, rispettosa delle colleghe.

E correvi e sorridevi. Mi piacevi così.

Ricordo anche quando mi arrivò all’orecchio che c’era chi aveva da ridire sulle vittorie tue e dei tuoi colleghi non italiani, “colpevoli” di fare man bassa di premi. Troppo facile parlare e inveire quando a casa c’è chi porta lo stipendio oppure c’è qualcuno/a che pensa a te, magari nonostante i tuoi anni ti vorrebbero più uomo  o donna, piuttosto che un bambino o bambina viziato/a. Troppo facile criticare chi usa il talento (e la fatica degli allenamenti e l’impegno negli stessi) per vincere e, di conseguenza, cercare di vivere di quel poco che la corsa permette.

Un poco che è troppo poco, rispetto al valore e all’impegno tuo e di chi come te (purtroppo fino a ieri) lotta per vivere decentemente, ancor più che per vincere.

Troppo e tragicamente distratta Siham, incredibilmente duro il modo in cui ci hai lasciati. La notizia mi è arrivata all’improvviso, mi ha trafitto, ci ha trafitto tutti: a cominciare da Gennaro ed Enrico, al tuo team, ai tuoi amici e colleghi delle domeniche fatte di corsa e di progetti di altre corse e di vita.

Sei volata via troppo presto e troppo tragicamente Siham.

Non so quando, ma so che ci rivedremo. E quando sarà…beh, non solo ti chiedo, ma ti impongo già da ora di chiamarmi Mario: voglio di nuovo sfotterti e sorridere con te.

Marco CasconeMarco Cascone

Share

About Author

Cascone

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>