TuttoCampania — 10 novembre 2008

Una visita a Sicignano , per me, che lì ho passato la mia infanzia, è sempre motivo di grosse soddisfazioni.
Prima dell’arrivo ci sono le varie “fermate” per il rifornimento di olio,vino,formaggi e,visto il periodo,di dolci alle castagne.
Finalmente siamo in paese, si lascia la macchina e mi sembra sempre strano,nonostante siano passati due anni ,di non trovare Biagio che lascia il tavolo del bar per offrire il solito caffè e fare le solite chiacchiere sulla ASL e sulla montagna….   .
Biagio è stato un precursore,oggi è abbastanza facile vedere un podista in pantaloncini per le nostre città,ma lui correva per i boschi degli Alburni tutto sudato quando un podista veniva visto quanto meno come un eccentrico.
Saluto un pò di amici,c’è quello che non ha avuto il coraggio di iscriversi e quello i cui occhi mi raccontano del dubbio che io possa correre i 9 chilometri in salita e discesa,saluto Gabriella e Giuseppina che mi risponde con educazione ma che immagino si chieda chi è quel panzone col pettorale 42.
E poi c’è la gara,è un’emozione particolare correre fra tanta gente attraverso i posti che mi hanno visto correre da bambino,passare davanti casa,poi salire per l’ “Aria vecchia”,e poi lo stradone,la predda,il “bar di Ciccantonio”….l’odore dei camini accesi….e poi l’arrivo,meno di 49 minuti,lo so che a qualcuno potrà sembrare strano esaltarsi per questo risultato,ma per me equivale ad una vittoria.


 

Autore: Antonio Gammaldi

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