Curiosita slide — 13 agosto 2015

Gli ultramaratoneti riportano di cercare di rispettare gli impegni famigliari cercando di incastrare bene gli allenamenti tra la vita famigliare e quella lavorativa, ma a volte succede che non si è compresi dai famigliari ed allora si creano difficoltà relazionali.

Nel complesso si sperimenta un benessere personale sia in famiglia che in ambito lavorativo, il lavoro diventa un’attività estrema peggio delle ultramaratone se non c’è motivazione, se non c’è un buon clima organizzativo e l’attività di ultracorsa aiuta a svagare ad occupare del tempo per se stessi, dedicati alla propria persona, per sentirsi, ascoltare le proprie piacevoli sensazioni a contatto con la natura, con le condizioni atmosferiche, attività da svolgere da soli o in compagnia per condividere momenti assieme di fatica ma anche di comprensione.

L’ultracorsa diventa una palestre di vita, di seguito le testimonianze degli ultramaratoneti disposti a rispondere alle domande del mio questionario per la stesura del libro di prossima uscita Ultramaratoneti e gare estreme.

Di seguito le risposte ricevute alla domanda: “Come è cambiata la tua vita famigliare, lavorativa?”:

Angelo Fiorini: “Con il passare del tempo la mia passione per le gare, è diventato motivo di discussioni con la mia famiglia, In primis perché preoccupati della mia salute e poi anche per problemi logistici (soprattutto per mia moglie): panni sporchi, scarpe infangate d’inverno, i week end sempre impegnato in qualche gara (anche se a volte le gare si trasformavano motivo per fare gita con le famiglie che ci seguivano). E questo per rispondere alla domanda 18. Per quanto riguarda la vita lavorativa non ne ha risentito tanto di questa mia attività, avendo degli orari che mi permettevano gli allenamenti giornalieri.”

Pasquale Artuso: “A volte sto più tempo fuori casa ma cerco di fare gli allenamenti lunghi quando i bimbi sono a scuola.”

Marco Stravato: “Tanto, purtroppo devi trascurare qualcosa, ed io ho trascurato, e non poco, la mia famiglia.”

Stefano La Cara: “L’allenamento più duro è riuscire ad incastrare tutto tra vita famigliare e lavoro. Per fortuna riesco a farlo piuttosto bene.”

Vincenzo Luciani: “Ho cercato sempre di conciliare la vita famigliare e lavorativa con la corsa, cercando di non eccedere mai e anteponendo sempre la famiglia e il lavoro alla corsa, e cercando di fare l’impossibile in questa operazione. I miei hanno sempre capito quanto fosse per me importate e rigenerante correre e di questo li ho sempre ringraziato. Naturalmente io ho sempre rispettato le passioni di mia moglie e di mio figlio, molto diverse dalla mia.”

Giovanni Greco: “Si affrontano meglio le difficoltà.”

Marco Dori: “Non sono cambiante praticamente in niente (purtroppo, dico). Mi piacerebbe far sì che gli impegni relativi alla programmazione di queste corse riuscissero a prendere una maggiore importanza nella mia vita ma la situazione lavorativa non mi consente di ritagliarmi troppo tempo per allenarmi.”

Franco Draicchio: “A casa sono più presente di prima nonostante le trasferte domenicali, sul lavoro non è cambiato assolutamente niente.”

Giuseppe Meffe: “Complimenti e stupore per aver raggiunto un risultato.”

Mauro Fermani: “Ora sono in pensione, certo che le gare lunghe le preparo facendo molte maratone domenicali e quindi il tempo per la famiglia è un po’ sacrificato, ma fortunatamente ho una compagna che rispetta la mia passione e questo ovviamente è fondamentale.”

Claudio Leoncini: “Nessun cambiamento sostanziale, basta riuscire ad organizzarsi in maniera precisa e costante con gli allenamenti.”

Monica Casiraghi: “La mia vita familiare non è cambiata, ho imparato a ritagliare del tempo nella giornata per allenarmi.”

Laura Ravani: “Lavorativamente sono diventata più serena, non ho problemi nel conciliare le attività. Con la famiglia è più difficile perché non tutti accettano i miei lunghi allenamenti o la mia assenza durante weekend o feste (spesso per avere liberi weekend di gare lavoro durante le festività). Poi sicuramente io e mio marito abbiamo modificato le uscite: molte meno ore piccole, poca ‘baldoria’ ma il divertimento si è solo spostato in altre attività.”

Enrico Vedilei: “Vivo in una famiglia di ultramaratoneti, anzi mia moglie (più mio suocero e mio cognato) lo conosciuta in occasione di un’ultramaratona in Francia. Poi anche il lavoro è collegato al mondo dell’ultramaratona in quanto lavoro con un’azienda francese (Raidlight) specializzata in produzione di abbigliamento e accessori per i podisti, specialmente ultramaratoneti.”

Ivan Cudin: “Non lo è. Il lavoro ovviamente condiziona allenamenti e gare. La famiglia è comprensiva anche se rimane il rammarico di aver rubato loro del tempo per preparare le gare.“

Giuseppe Mangione: “La vita nell’insieme è cambiata in meglio dal punto di vista dell’equilibrio psicofisico.”

Aurelia Rocchi: “La mia vita famigliare è cambiata positivamente, lavoro tutto l’anno con grande rispetto per tutto quello che faccio, dopo un’ultra condivido le emozioni anche con le famiglie dove lavoro.”

Francesca Canepa: “In nessun modo perché non facendo allenamenti superiori all’ora e mezza, massimo due se vado in gita con qualcuno e succede raramente, la corsa non impatta sulla vita quotidiana.”

Lisa Borzani: “Devo cercare di ‘incastrare’ tutto: lavoro, famiglia e sport perchè le ultra richiedono indubbiamente tante ore da dedicare all’allenamento. Ho però la fortuna di condividere tutto con il mio compagno perciò risulta tutto più facile.”

Federico Borlenghi: “Per ora nulla riesco a far combaciare tutto.”

Marica Chiara Parigi:  “La vita familiare e lavorativa non è cambiata perché la famiglia viene prima e il lavoro non posso fare diversamente!”

Filippo Canetta: “Decisamente in meglio. Passo molto più tempo all’aria aperta invece che in un uffcio. Prima di fare sport, facevo fatica a fare le scale. Ora prima di fare fatica ci vuole un po’ più di tempo.”

Paolo Barnes: “Dopo 10 anni la mia vita ha trovato un equilibro dove la corsa e una cosa quasi fondamentale, quelli che sono rimasti e perche si trovano bene col mio modo di essere.”

Antonio Carozza: “In famiglia cerco di togliere il minor tempo possibile mentre per il lavoro, sono libero da impegni.”

Stefano Ruzza: “Vivendo ancora coi genitori non ho ancora avuto grosse rivoluzioni in famiglia. Anzi, forse ho cambiato io la loro con uno stile di vita più sano. Anche lavorativamente nessun grosso cambiamento.”

Stefano Bognini: “E’ quasi rimasta immutata grazie al sostegno della famiglia, mentre quella lavorativa non è cambiata se non per qualche giorno di permesso chiesto in più.”

Salvatore Musone: “C’è stata una grande comprensione da parte di mia moglie, ha fatto degli enormi sacrifici standomi sempre al fianco. Per quanto riguarda la vita lavorativa sono stato quasi sempre invidiato, forse colpa della mia timidezza a non esternare quello che provavo ma un giorno ci sono riuscito, tant’è che il responsabile mi ha proibito di partecipare alle gare.”

Roldano Marzorati: “Non ho famiglia in senso stretto, ho una compagna che condivide al 100% la mia Passione.”

Roberto D’Uffizi: “Non è cambiata: non ho figli e mia moglie asseconda volentieri la mia passione. In generale riesco a trovare agevolmente il tempo per allenarmi.”

Lorena: “Anche il mio compagno è un ultramaratoneta e quindi comprende la mia passione, abbiamo aperto un’attività che si adatta benissimo agli impegni della corsa.”

Marco Zanchi: “Ho avuto molti cambiamenti familiari in contemporanea al mio arrivo nel mondo Ultratrail subito dopo la perdita di mia madre e mi son reso conto di aver cambiato molto carattere e visione di come affrontare la vita.”

Marinella Satta: “Niente in particolare, ho continuato a lavorare, a crescere i figli.”

Mena Ievoli: “Non è cambiata né per la famiglia e né il lavoro, cerco di incastrare i miei allenamenti in base al lavoro e alla famiglia certe volte mi alzo anche la mattina presto anzi prestissimo.”

Valentina Spano: “Io non lavoro. Quindi sono molto fortunata. Riesco ad allenarmi due o tre ore al giorno. La famiglia è sacrificata nei fine settimana, anche perché spesso sono fuori due o tre giorni.”

Gianluca Di Meo: “Ho preferito abbandonare un lavoro di responsabilità per fare il dipendente in ufficio, ridurmi stipendio, stimoli ma avere piu vita per fare l’ultramaratoneta.

Vito Rubino: “E’ migliorata nel senso che mi ha dato molta piu’ sicurezza in me stesso e nei miei rapporti con gli altri. Questo mi ha permesso di raggiungere più facilmente gli obiettivi prefissati.”

Dante Sanson: “Non molto cerco sempre di far sì che la vita privata non abbia impatto sulla mia famiglia e sul lavoro.”

Armando Quadrani: “Beh detto che ho moglie e tre figli, gli allenamenti alle 5 della mattina ed

anche prima, il doversi coicare presto la sera hanno modificato un po’ le relazioni famigliari. Questo per sacrificare poco tempo alle attenzioni che devo rivolgere al mio nucleo. Lavoro in ufficio e quindi verso le 17 se non sono ‘costretto’ a dedicarmi ai miei cari posso praticare il mio hobby in tutta serenità.”

Riccardo Borgialli: “Io sono, per il momento, ancora uno studente, comunque allenandomi per questo sport ho scoperto che richiede molta più costanza di altri, è uno sport onesto, cioè se non ti alleni si vede, gli altri lo vedono e tu vai meno, per cui ho imparato a trovare almeno un’oretta al giorno per allenarmi in settimana, e qualcosa in più nel weekend. Inoltre è uno sport che ti rilassa, non è come il calcio dove uno svista arbitrale ti può fare arrabbiare, qui ci sei solo tu e una volta fatto il tuo sforzo scoprirai che in te si è diffusa una sensazione di calma e compiacimento.”

Andrea Boni Sforza: “SPESSO HO DOVUTO TOGLIERE TEMPO A FAMIGLIA E LAVORO,  MA NON SONO MAI MANCATO AI MIEI DOVERI.”

Stefania: “Non è cambiata sono disoccupata , corro……”

Luigi Brugnoli: “Ho anche cambiato lavoro per alimentarmi bene e avere il tempo da dedicare a me. In famiglia anche mia moglie si dedica a bike e spinning quindi capisce cosa vuol dire quando hai bisogno di correre.”

Simone Cataldi: “Lavorativa non molto, famigliare qualche sacrificio nei fine settimana.”

Vito Todisco: “La vita lavorativa non è cambiata per niente. La vita famigliare ha subito tanti stravolgimenti, ora sto vivendo una situazione che stavo inseguendo da tanti anni, condividere la passione e l’amore con una persona cara.”

Gian Paolo Sobrino: “Quella lavorativa non è cambiata e resta la priorità non modificabile in alcun modo, il resto deve girare intorno; al massimo la pianificazione delle ferie si è adeguata alle gare; quella familiare è una pianificazione continua alla ricerca di compromessi.”

Matteo Pigoni: “La moglie è una santa che mi appoggia in tutto, .lavorativa no comment.”

Giuliano Cavallo: “Non è sempre facile far coincidere sport, famiglia e lavoro.”

Giorgio Piras: “Lo sport in generale aiuta a rilassarsi ed a scaricare lo stress lavorativo e del tran tran quotidiano, mi ha aiutato ad affrontare la vita in modo positivo, e quindi ottima valvola di sfogo, per superare  problemi e momenti  non proprio alti dal punto di vista morale.”

Enrico Togni: “Ho la fortuna di avere una famiglia impegnata in questo sport, vuoi per foto, vuoi per partecipazione, ciò nonostante meno tempo per ‘gli altri’ nei WE, sul lavoro forse ritardi la mattina a causa degli allenamenti.”

Giuliano Ruocco: “Mi rendo conto che per le mie passioni ho vissuto un egoismo personale, mancando in alcuni momenti attorno ai miei cari, ma la mia piccola famiglia ha sempre condiviso le mie scelte.”

Luca Pirosu: “Ho dovuto sacrificare un po’ il sonno, un po le ore da dedicare alla mia donna, che comunque mi segue nelle sedute lunghe (anche lei è una runner).”

Susanna Forchino: “Quella famigliare non molto, anche se devo organizzarmi bene per conciliare le uscite con preparazione pasti, ecc. Quella lavorativa con la corsa é cambiata in meglio perché riesco a scaricare i nervi e a trovare soluzioni a piccoli/grandi problemi proprio mentre corro. Inoltre, quando devo affrontare delle difficoltà lavorative penso che se ho sopportato la fatica correndo per molte ore, posso affrontare le difficoltà sul lavoro con più leggerezza.”

Iolanda Cremisi: “La vita che mi circonda non è cambiata, piuttosto è mutato il mio pensiero, sempre focalizzato sui prossimi impegni, sulle salite e distanze che mi aspettano, il mio approccio al tempo, e alla ricerca di spazi per allenarmi, in pausa pranzo corro in palestra a rubare quella mezz’ora di potenziamento,  e idem appena esco dall’ufficio corsa  palestra o fisioterapista, non esiste più shopping parrucchiere estetista, e quando accompagno i ragazzi alle loro attività io nel frattempo organizzo il mio allenamento,  il portabagagli della mia auto contiene praticamente il mio guardaroba sportivo, pantaloncini, scarpette da  corsa, guantoni, corda, tappetino, scarpe da spinning, cardiofrequenzimetro, mp3, acqua, integratori, non manca nulla. ‘Ultra’ è una filosofia di vita e io in questo momento sono felice così.”

Alina Losurdo: “Ho cercato di non cambiare nulla, almeno durante la settimana e vivendo a 600km dai miei genitori(loro in Puglia io vicino Bologna) devo solo condividere la mia giornata con mio marito e le mie bestiole, gli allenamenti sono sempre incastrati dove posso e cerco di non togliere spazio al mio compagno poiché ne tolgo abbastanza già nel weekend, non è facile condividere la vita con una sportiva se si è sedentari. il lavoro non si tocca e non si cambia di un millimetro.”

Andrea Accorsi: “In alcun modo. Ho la fortuna di condividere tutto ciò con la persona che amo e che a differenza di me, è una vera atleta. Una delle migliori ultramaratonete di sempre. E’ ovvio che qualche sacrificio in termini di tempo libero si fa, ma non pesa più di quanto non pesi una giornata di lavoro.”

Stefano: “LA MIA VITA FAMILIARE NON E’ CAMBIATA, QUELLA LAVORATIVA UN PO’ IN QUANTO SONO DISPOSTO ANCHE A SACRIFICARLA DI QUALCHE ORA PUR DI POTERMI ALLENARE.”

Emma Delfine: “Impegno poco tempo per allenarmi forse meno di chi non corre anche le ultra quindi non è cambiata.”

Antonio Dedoni: “Abbiamo sicuramente nuovi argomenti di dialogo.”

Mario Demuru: “Sembra che la vita non mi sia cambiata affatto! Prima facevo altro e adesso corro. Però, io sono del parere che i runners, nella vita familiare e lavorativa, abbiano una marcia in più. I runners sono nella gran parte, persone attive, anche nella vita di tutti i giorni. Quelli che affrontano le ultra, anche peggio. Affrontiamo le difficoltà della vita senza nasconderci e non aspettiamo sicuramente che i problemi si risolvano da soli. Questa condizione non la riconosco solo in me stesso ma la vedo anche nei runners che mi gravitano attorno. Per esempio, siamo capaci di alzarci alle cinque del mattino per allenarci e poi occuparci di tutta la giornata lavorativa e di famiglia, quasi dimenticandoci di esserci già allenati. Io sorrido quando prendo l’argomento oppure quando vengo coinvolto nel discorso ‘corsa’, con i conosciuti sedentari. Loro non hanno mai tempo per allenarsi, hanno grandi impegni con i figli e il lavoro poi, non ne parliamo. Ho tre figli piccoli e anche loro fanno due attività sportive a testa; ho un lavoro che non ha orari e mia moglie lavora come me, facendo anch’essa l’attività fisica. Quindi tutte le incombenze familiari, dalle mie parti, le svolge chi ci arriva prima. O meglio, siamo tutti casalinghi e tutti lavoratori e quindi, per esempio, quando c’è da lavare per terra o accompagnare uno dei figli a calcio, o fare i compiti, eccetera, eccetera, lo fa, chi per prima ci è capitato. Tante volte rimango sulle gambe anche tre ore e poi sistemo i bambini e poi vado anche a lavoro. Di certo conosco poco il divano e i programmi televisivi. L’attualità giornaliera me la ascolto con le cuffie della radiolina, che mi accompagna mentre corro. Si perché, anziché gasarmi con la musica, io quando corro ascolto la radio e tutto quello che ci gira dentro. Indi, tornando al sedentario che non ha tempo per allenarsi, a questa teoria non controbatto mai e non provo neanche a convincerlo del contrario, tanto lui ti vede più fortunato e meno impegnato; tanto poi convincerlo del contrario è impossibile.”

Julien Chorier: «Il faut essayer en permanence de jongler avec les 3, il s’agit vraiment de la clef de la réussite. J’implique énormément ma famille dans mes projets et j’essaie donc de leur faire partager des voyages de temps en temps. Pour le travail, je suis ingénieur et j’ai créé ma société de conseil, je travaille avec différentes marques pour les aider dans leur développement, communication. (Devi cercare costantemente di destreggiarti con famiglia, lavoro e sport, è davvero la chiave del successo. Coinvolgo enormemente la mia famiglia nei miei progetti e sto cercando di farli partecipare ai miei viaggi. Per il lavoro, io sono un ingegnere e ho creato una mia società di consulenza, io lavoro con differenti marche per aiutarli nel loro sviluppo, comunicazione).”

Roberto Beretta: “Lavorativa nulla… nel senso ho sempre accettato i ritmi del lavoro (ora sono precario) . Con la famiglia qualche screzio iniziale, ora quando possono mi seguono .”

Matteo Colombo: “Mi alleno tutti i giorni e anche quando lavoro “mi alleno” (insegno corsi di aerobica, step e Total Body nelle palestre della zona in cui vivo!!!)… correre è diventato uno stile di vita, una bella abitudine giornaliera !!! Ovviamente cerco sempre di ponderare bene le mie energie senza strafare. Correre fa bene al mio corpo, al mio spirito, alla mia mente… e rinforza il mio carattere… cerco sempre di vivere alla giornata senza trascurare nessun aspetto importante della mia vita privata. E’ giusto e doveroso dare spazio ed attenzioni a tutto ciò e a chi è parte integrante della mia vita!!!

Daniele Cesconetto: “Da quando corro la mia vita lavorativa e famigliare si è organizzata in maniera tale da riuscire a fare almeno 1h di corsa ogni giorni. Tutto gira intorno a quel paio di Asics che mi aspetta fuori dalla porta.”

Cecilia Polci: “Fortunatamente lavorando nell’attività di famiglia, qualche fuga nel weekend, quando lo studio in realtà è aperto al pubblico, mi viene concessa. Beh dire che non ci sono sacrifici da fare, come rinunciare ai pranzi della domenica o alle uscite del sabato sera con gli amici, o alzarsi presto la mattina per allenarsi e rimanere fino a tardi in ufficio per recuperare; in realtà però non posso definirli realmente sacrifici, quanto piuttosto scelte. Sì la vita ci pone continuamente di fronte a delle scelte, ma quando c’è l’amore e la passione anche le cose meno piacevoli non risultano tali. E poi sentire mio nonno di 90 anni che fa il tifo per me non ha prezzo, per tutto il resto c’è.”

Domenico Martino: “La mia vita familiare non è cambiata il mio lavoro mi permette di potermi allenare ho tanto tempo a disposizione riesco ad organizzarmi sempre.”

Antonio Mammoli: “Gli allenamenti sin dai primi passi hanno comportato un po’ di discussioni, anche non facili da portare avanti nel tempo, poi piano piano le cose si sono appianate.”

Sara Paganucci: “La mia vita non è cambiata molto, se ho molti impegni mi alleno all’alba o dopo il tramonto. “

Tom Owens: “I fit running around work. I am not married yet and have no children- so can be selfish with running at the moment! (Mi alleno in giro durante il lavoro. Non sono ancora sposato e non ho ancora nessun figlio – quindi può essere egoista con gli allenamenti di corsa in questo momento!)”

Alessandro Tanzilli: “Ho tolto loro del tempo per allenarmi, ma sicuramente il mio umore ne guadagna e quindi qualitativamente ne abbiamo guadagnato tutti.”

Vito Intini: “Non ci sono stati cambiamenti. Invece di giocare a carte al Bar Sport vado a correre.”

Filippo Poponesi: “Non è affatto cambiata, anche perché per me la corsa è un di cui della vita e cerco di praticarla quando ho tempo. Le priorità sono ben altre e sono proprio la famiglia ed il lavoro. Se poi ci scappa il tempo e ci sono i soldi per andare a correre le ultramaratone, ben venga. Non raramente ho sacrificato la corsa per stare vicino alle persone che amo.”

Manuela Vilaseca: “My life is divided between my job as a runner and my job as a businesswoman. I have a store in Rio de Janeiro, the city I live in, and I sell frames and pictures. I have a team working in the store, so when I’m away I usually Skype and email them often. I don’t need to be physically present everyday, but I usually organize many things in advance before I travel. I live on my own and I’m not married and don’t have kids. (La mia vita si divide tra il mio lavoro come runner e il mio lavoro come una donna d’affari. Ho un negozio a Rio de Janeiro, la città in cui vivo, e vendo cornici e foto. Ho una squadra che lavora nel negozio, così quando sono lontano, di solito uso Skype ed e-mail. Non ho bisogno di essere fisicamente presente tutti i giorni, ma di solito organizzo molte cose in anticipo, prima del viaggio. Io vivo da sola e non sono sposata e non ho figli.)”

Alessandro Torchiana: “Sono molto più rilassato e felice….questo si riflette anche nell’ambiente famigliare e lavorativo.”

Giovanni Capasso: “ecco qua si tocca un punto molto delicato mia moglie dice che tolgo tempo alla famiglia e non solo però alla fine mi dice ti piace va bene ma cerca di no farti male, nel lavoro no facendo turni mi organizzo non ho problemi.”

Pietro Salcuni: “La vita ti cambia, i familiari sono orgogliosi, anche se ti dicono non esagerare, pensa sono riuscito a far correre in un periodo tutta la famiglia, si lavora meglio pensando che la domenica sarai in giro a gareggiare.”

Philipp Reiter: “At the moment I am a serious student at the University of Salzburg to become a teacher for Mathematics and Biology for high school and with a good time management and a lot of discipline I can fit my training into my day schedule. (Al momento io sono uno studente serio presso l’Università di Salisburgo per diventare un insegnante di matematica e biologia per la scuola superiore e con una buona gestione del tempo e tanta disciplina che mi permette di allenarmmi bene giornalmente.)

Miguel Heras Hernandez: “Es parte de mi vida.  Es una forma de vida. Es fácil para todos y bueno para mis hojas este estilo de vida. (E’ ‘parte della mia vita. Si tratta di un modo di vivere. E’ facile per tutti e buono per le mie figlie questo stile di vita.)”

L’ultracorsa diventa l’attività che ti permette di andare avanti anche nella vita, più vai avanti nelle distanze e nelle difficoltà delle ultracorse e più sei  in grado di andare avanti nelle difficoltà della vita quotidina, lavorative, famigliari.

 

Matteo SIMONE

http://www.psicologiadellosport.net

 

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