Curiosita — 18 febbraio 2009

ASCA) – Firenze, 17 feb – In Toscana 6 ragazzi su 10 che praticano atletica leggera abbandonano l’attivita’ agonistica prima dei 16 anni, soltanto l’8% lascia nel settore master (over 16); 3 su 10, dopo il tesseramento tra i 6 ed i 15 anni, decidono di proseguire.

Sono questi alcuni dei risultati che emergono da una ricerca condotta dalla Fidal Toscana per conto della Regione.

Lo studio, che ha riguardato 22 societa’ toscane di atletica e che abbraccia gli anni dal 1999 al 2007, e’ stato effettuato attraverso la consegna di un questionario ad atleti, dirigenti e tecnici.

”La situazione evidenziata dalla ricerca – ha osservato l’assessore allo sport e al sociale Gianni Salvadori – non puo’ essere estesa anche ad altre discipline pero’ e’ rappresentativa della condizione giovanile. L’aspetto che preoccupa e’ la visione dello sport da parte di tanti giovani: un modo per mettersi in mostra, per avere successo.

I valori invece che dovrebbero scaturire dalla pratica sportiva dovrebbero essere altri: salute e stili di vita ma anche occasione per relazionarsi e confrontarsi con gli altri”.

Dalle risposte ottenute dai dirigenti e’ emerso che il 95% delle societa’ collabora in modo costante con gli istituti scolastici presenti sul territorio e che il 47% lavora su impianti di proprieta’ comunale ma gestiti dalla societa’ stessa.

afe/sam/rob


(Asca)
fonte http://www.asca.it

Autore: redazione

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Peluso

  • Marco Cascone

    Personalmente non mi meraviglio, credo sia tutto nella norma. In qualsiasi sport c’è di sicuro un tasso di abbandono simile. Quel che conta è il numero dei ragazzi che iniziano a praticare atletica, ecco…quello è in genere molto basso e, di conseguenza, quando c’è poi il fisiologico abbattimento del 60%, le cose si fanno dure.

  • Alessandro Di Maio Napoli Nord Marathon

    Marco sono pienamente d’accordo con te, l’importante è che sia più alto possibile il numero di ragazzi con l’opportunità di allenarsi, tramite le scuole, le società di atletica o le palestre private.
    Purtroppo sono rare le iniziative che promuovano lo sport e tutto rimane nelle mani dei genitori che quasi sempre preferiscono “piazzare” i propri figli davanti alla TV o alla Play Station.

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